Proietti: «Nessuna privatizzazione della sanità, rimane pubblica»

La Regione Umbria e la presidente Proietti accolgono con gioia l'elezione del nuovo Pontefice Leone XIV

La Delibera regionale conferma tetti di spesa, nuove assunzioni.
Un cambio di strategia

Nota della presidente Stefania Proietti e della direttrice regionale alla salute Daniela Donetti.

Perugia, 19 agosto 2025 – La delibera n. 825, approvata il 13 agosto dalla Giunta Regionale dell’Umbria, definisce gli “accordi contrattuali per l’assistenza ospedaliera e specialistica ambulatoriale” e stabilisce i tetti di spesa per l’anno 2025, non rappresenta in alcun modo un passo verso la privatizzazione della sanità, ma al contrario riafferma il primato del servizio sanitario pubblico, garantendo continuità assistenziale e un utilizzo responsabile del privato accreditato.

La delibera mantiene invariati i tetti di spesa per l’acquisto di prestazioni dal privato accreditato rispetto all’anno 2024 e agli ultimi cinque anni della precedente amministrazione regionale. <

Si tratta di una scelta coerente – affermano la presidente Stefania Proietti e la direttrice Daniela Donetti – con quanto già fatto in passato e che ora, per la prima volta, viene accompagnata da un cambiamento profondo nell’approccio: le risorse destinate al privato sono vincolate agli obiettivi regionali e guidate da criteri pubblici.”

Secondo le due rappresentanti istituzionali, l’allarme lanciato dalle opposizioni è “strumentale” e offre l’occasione per fare chiarezza. “Il privato accreditato non è una novità – dichiarano –. È parte integrante del sistema sanitario umbro da decenni, ma oggi viene riportato al suo ruolo originario: integrazione e non sostituzione del pubblico.”

La Giunta regionale chiarisce che, nel difficile contesto ereditato, caratterizzato in particolare dalla mobilità passiva – ossia dai cittadini umbri che si rivolgono a strutture fuori regione – la delibera delinea un modello di governance sanitaria in cui il pubblico pianifica e il privato collabora solo dove necessario.

“La direzione è chiara: le risorse pubbliche vanno usate per rispondere ai bisogni dei cittadini, non per alimentare dinamiche di mercato autoreferenziali.”

I tetti di spesa 2025 per le strutture accreditate restano identici a quelli del 2024, così come a quelli applicati durante il quinquennio precedente. Tuttavia, cambia profondamente l’utilizzo delle risorse.

“Abbiamo introdotto – spiegano Proietti e Donetti – criteri vincolanti: le strutture private accreditate dovranno dedicare almeno il 10% delle prestazioni a ortopedia di alta complessità. Un settore che oggi contribuisce significativamente alla mobilità passiva e che richiede un potenziamento urgente.” 

Non più quindi prestazioni libere e non sempre utili alla collettività, ma servizi mirati, in linea con i reali bisogni del territorio.

Un’altra novità sostanziale riguarda il superamento del “volume storico di budget”, che per anni ha guidato l’allocazione di risorse, l’attuale giunta ha scelto di collegare le risorse ai fabbisogni effettivi della collettività e non a consuetudini o convenienze consolidate. Particolare attenzione è stata data all’alta specialità ortopedica, dove l’Umbria registra un’importante perdita di pazienti verso altre regioni. “Vogliamo che i cittadini possano curarsi bene nella loro terra – spiegano –, senza dover emigrare per un intervento complesso.”

La nota istituzionale sottolinea come la giunta attuale abbia adottato una scelta netta per quanto riguarda le liste d’attesa: “Nel 2024 l’amministrazione Tesei ha speso 7,5 milioni di euro verso i privati per abbattere le liste d’attesa. Noi stiamo lavorando solo con la sanità pubblica, utilizzando i pochi fondi residui disponibili, e già con buoni risultati.”

Il piano prevede inoltre un controllo trimestrale sull’utilizzo dei tetti assegnati, assicurando trasparenza, responsabilità e coerenza con le priorità pubbliche, ogni prestazione dovrà rispondere a standard rigorosi in termini di qualità, accessibilità e appropriatezza.

“Questa delibera – prosegue la nota – è solo il primo passo per rivedere l’intero sistema dell’accreditamento, che sarà sempre più legato alle necessità sanitarie effettive della popolazione umbra.” L’obiettivo è chiaro: superare gli squilibri, abbattere la mobilità passiva e garantire equità territoriale. Per la prima volta, si apre anche alla possibilità di accreditare nuovi soggetti: “Basta situazioni di monopolio. Vogliamo trasparenza, concorrenza leale e attenzione al merito.”

Al centro della strategia, l’investimento più importante: le risorse umane. “Da qui a fine anno – annunciano Proietti e Donetti – ci saranno 711 nuove assunzioni nel sistema sanitario umbro. Nuove professionalità che si aggiungeranno al turn over e alle stabilizzazioni già in atto.” Le aziende sanitarie territoriali avranno il compito di seguire scrupolosamente i tetti di spesa e assicurare che ogni intervento sia utile, necessario e conforme alla normativa. La Regione sta inoltre lavorando alla stesura del nuovo Piano Socio Sanitario Regionale, con il coinvolgimento di tutto il sistema sanitario umbro: “Un documento di programmazione condiviso, che guiderà l’Umbria verso una sanità pubblica moderna, accessibile e territoriale.”

La presidente Proietti e la direttrice Donetti chiudono con un messaggio chiaro: “La sanità è un bene pubblico e deve restare sotto la guida pubblica. Le risorse devono servire a soddisfare le esigenze reali delle persone, non a sostenere rendite di posizione.”

La delibera approvata rappresenta un atto di pianificazione trasparente che pone le basi per una sanità pubblica più forte, efficace e sostenibile, nella quale il privato svolge solo un ruolo complementare, regolato e finalizzato al bene comune.

1 Commento

  1. bè di certo l’elettore medio di quel mondo là ci crede eccome. ” le insegne luminose attirano gli allocchi” cit.

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