Piano sanitario: i sindacati hanno incontrato il direttore Braganti

Piano sanitario: i sindacati hanno incontrato il direttore Braganti. “Forti limiti di mancata partecipazione alle scelte"

Piano sanitario: i sindacati hanno incontrato il direttore Braganti

Il piano sanitario preadottato dalla giunta regionale dell’Umbria sconta “forti limiti di mancata partecipazione” e “tante lacune che lasciano spazio a dubbi sulle possibili interpretazioni e applicazioni del documento”. È il giudizio che i sindacati della sanità umbra, Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl hanno portato ieri, 27 dicembre, all’incontro con il direttore regionale “Salute e Welfare”, Massimo Braganti, in rappresentanza della Regione Umbria (mentre era assente l’assessore regionale alla Sanità Coletto).


Fonte Cgil Umbria


“Pur consapevoli del fatto che le possibilità di partecipazione in questa fase, cioè con un piano già preadottato in giunta, sono limitate – scrivono Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl in una nota – abbiamo ribadito al direttore la necessità di allargare il confronto sul futuro della sanità alle organizzazioni sindacali confederali e a quelle dei pensionati, abbiamo chiesto  inoltre l’immediata convocazione del tavolo territoriale su salute e sicurezza, come previsto dal protocollo nazionale dell’aprile 2021, e indicato la necessità di coinvolgere subito Rls e Rsu della sanità”.
Per quanto riguarda i contenuti del piano preadottato, i sindacati hanno sollevato perplessità soprattutto per la mancanza di alcuni passaggi chiari ad esempio rispetto al rapporto tra sanità regionale e università, al ruolo del privato, alla riorganizzazione della rete ospedaliera e dei distretti e alla prevenzione, con particolare riferimento alle case della salute (o case di comunità), cui il Pnrr destina risorse molto importanti che però richiedono progetti precisi e pianificazione per poter essere effettivamente investite.
“C’è ancora la possibilità di incidere per migliorare e integrare il piano sanitario per l’Umbria – concludono Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl – purché la volontà di aprire alla partecipazione delle parti sociali e del mondo del lavoro sia reale. Per questo invieremo le nostre osservazioni nel dettaglio alla Regione in attesa di una nuova convocazione allargata, per poter entrare nel merito delle nostre proposte e dei contenuti del piano”.

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