Petizione da 10mila firme rilancia ospedale di Spoleto e i suoi servizi

Petizione da 10mila firme rilancia ospedale di Spoleto e i suoi servizi

Commissione ascolta i comitati sul futuro del San Matteo

Una petizione popolare al centro del confronto istituzionale

Oltre diecimila cittadini hanno sottoscritto una petizione popolare per chiedere che il nuovo Piano socio-sanitario della Regione Umbria riconosca all’ospedale “San Matteo degli Infermi” di Spoleto il ruolo di ospedale Dea di I livello, con il ripristino dei principali servizi sospesi nel 2020.

Il documento è stato illustrato nel corso della seduta della Terza Commissione dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, presieduta da Luca Simonetti, alla presenza dei rappresentanti dei comitati promotori, invitati a presentare le richieste contenute nella proposta sottoscritta da migliaia di cittadini.

La petizione è stata predisposta dal Comitato civico per la salute pubblica e l’emergenza sanitaria della città di Spoleto e Valnerina, dal Comitato di strada per la salute pubblica, dal Coordinamento per la pace, i diritti e la difesa dell’ambiente e dallo Spoleto City Forum.

Le richieste contenute nel documento

L’obiettivo della petizione è ottenere il reinserimento dei servizi ritenuti essenziali all’interno dell’ospedale spoletino, affinché possa tornare a svolgere pienamente le funzioni previste per un Dipartimento di emergenza e accettazione di primo livello.

Nel testo viene chiesta la riattivazione del punto nascita, della Pediatria, dell’emergenza chirurgica, dell’emergenza medica, della Rianimazione e di tutti i servizi attivi sulle 24 ore, sospesi nel 2020. Secondo i promotori, queste strutture rappresentano elementi indispensabili per ricostituire il Dea di I livello del quale l’ospedale di Spoleto fa parte.

La riunione della Commissione ha rappresentato un nuovo momento di confronto istituzionale dopo la precedente audizione dedicata al tema, svolta lo scorso 17 giugno.

I rappresentanti dei comitati ribadiscono l’urgenza

Nel corso degli interventi è stata ribadita la necessità di un atto formale da parte della Regione Umbria, affinché le richieste trovino spazio concreto nel nuovo Piano socio-sanitario attualmente in fase di elaborazione.

Alla seduta hanno preso parte Daniela Tosti e Francesco Giannini per il Coordinamento per la pace, i diritti e la difesa dell’ambiente, Massimo Brunini per il Comitato di strada per la salute pubblica, Leonello Spitella e Laura Zampa per lo Spoleto City Forum e l’avvocato Salvatore Taverna.

Dai loro interventi è emersa una valutazione condivisa sulla necessità di intervenire rapidamente per definire il futuro dell’ospedale e dei servizi sanitari destinati all’area di Spoleto e della Valnerina.

Le criticità evidenziate durante la seduta

Tra i dati richiamati nel corso della riunione è stato evidenziato che, tra il 2020 e il 2025, l’ospedale di Spoleto avrebbe perso circa 350 dipendenti. I rappresentanti dei comitati hanno inoltre sostenuto che, nonostante l’aumento dei trasferimenti statali destinati alla sanità, la struttura spoletina avrebbe registrato la maggiore riduzione di risorse.

Secondo quanto illustrato in Commissione, questa situazione starebbe determinando un progressivo indebolimento del presidio sanitario, con ricadute sul ruolo dell’ospedale e sull’intero territorio di riferimento.

I promotori della petizione hanno quindi sottolineato la necessità di ridefinire gli standard dei servizi sanitari, attraverso interventi che affrontino in maniera concreta le criticità evidenziate e garantiscano una risposta stabile alle esigenze della popolazione.

Il tema del punto nascita e il ruolo della politica

Uno degli argomenti affrontati durante la seduta ha riguardato il possibile ripristino del punto nascita. Sul tema l’avvocato Salvatore Taverna ha sostenuto che il parere espresso dal Ministero non avrebbe carattere vincolante e che l’eventuale riapertura rappresenterebbe una decisione di natura politica.

Nel dibattito è stato inoltre ricordato il riconoscimento di Spoleto tra i Comuni montani e l’inserimento del territorio nell’Area Zes – Zona Economica Speciale, elementi che, secondo i rappresentanti dei comitati, potrebbero favorire opportunità aggiuntive per nuove assunzioni e per l’acquisto di attrezzature sanitarie.

La richiesta di un documento condiviso

In conclusione dell’incontro i rappresentanti dei comitati hanno auspicato il rispetto degli impegni assunti durante la campagna elettorale, chiedendo un approccio che superi logiche localistiche e guardi alle esigenze dell’intero territorio.

Alla Terza Commissione è stata infine rivolta la richiesta di elaborare un documento condiviso che recepisca le istanze presentate nella petizione e riconosca il ruolo storico dell’ospedale “San Matteo degli Infermi” come presidio di riferimento non soltanto per Spoleto e la Valnerina, ma per una parte significativa dell’intera Umbria.

L’incontro si inserisce nel percorso di definizione del nuovo Piano socio-sanitario regionale, chiamato a delineare l’organizzazione futura della rete ospedaliera e dei servizi sanitari umbri, tema sul quale i promotori della petizione chiedono ora risposte formali e decisioni concrete.

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