di Mario Mariano (Ufficio Stampa Az. Osp. Perugia)
Esperienze, studi e ricerche tra Psichiatri americani e italiani sono al centro di un progetto che verrà sviluppato giovedì 6 Giugno durante un seminario dal titolo “The Early course of schizophrenia”( Il decorso precoce della schizofrenia), programmato presso la sede della facoltà di Medicina della Università di Perugia del Polo Unico, con inizio alle ore 14.
Uno dei massimi esperti del settore è il professor Michael Compton, direttore di iniziative di ricerca presso la George Washington University School of Medicine and Health Sciences di Washington DC. Il prof. Compton durante la sua visita alla sezione di Psichiatria , visiterà anche il Reparto di degenza psichiatrica del S.Maria della Misericordia , incontrando uno dei due responsabili , il prof. Roberto Quartesan, che hainteso anticipare le ragioni di una convenzione in corso di stipula con le eccellenze americane di psichiatria. ” Abbiamo voluto sollecitare la visita del professor Compton per intraprendere una collaborazione, gia da tempo in atto, tra la Scuola di Specializzazione in Psichiatria dell’Università di Perugia e la George Washington School of Medicine and Health Sciences; in questa occasione ci preme favorire l’accesso di alcuni nostri medici in formazione specialistica negli Stati Uniti, per partecipare a progetti di ricerca promossi dalla GWU, su pazienti ospedalizzati al primo episodio psicotico, per valutare l’impatto dello uso di cannabis in adolescenza come fattore di rischio per la schizofrenia.”.
Il primo medico perugino che effettuerà un periodo di studi di sei mesi, a Washington, è il Dottor Francesco Bernardini, da tempo impegnato su questa ricerca: “La correlazione tra uso di cannabis e disturbi psicotici, è nota da tempo, ma il progetto che intendiamo sviluppare è la valutazione sull’età d’esordio della patologia, sulla qualità dei sintomi e sulla progressione dei sintomi schizofrenici”.
L’argomento è sempre più di stretta attualità, considerata la età dei consumatori di sostanze stupefacenti sempre più bassa: “Questo scambio di esprienze-osserva ancora il Prof. Quartesan – ci permetterà di mettere in campo tutte le strategie di comunicazione, con il supporto di evidenze scientifiche, per coinvolgere famiglia e scuola su aspetti drammatici sulle conseguenze di comportamenti che inzialmente possono sembrare di irrilevante portata, e che invece producono effetti disabilizzanti della patologia a medio e lungo termine”.

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