«Pericardite dopo il vaccino. Ora chi paga?». Sfogo pallavolista Francesca Marcon

una settimana fa le hanno diagnosticato la patologia cardiaca

«Pericardite dopo il vaccino. Ora chi paga?». Sfogo pallavolista Francesca Marcon

«Pericardite dopo il vaccino. Ora chi paga?». Sfogo pallavolista Francesca Marcon

Scudetto, Supercoppa italiana, coppa Italia e altri trofei se li è procurati sul campo. Ma la pericardite, quella le mancava e ne avrebbe volentieri fatto a meno. Francesca Marcon, pallavolista veneta classe 1983, con una lunga e ricca carriera alle spalle, è comprensibilmente molto amareggiata.

  • Circa una settimana fa le hanno diagnosticato una pericardite.

Che per lei, sofferenza a parte, significa tre mesi di prognosi, preparazione atletica persa e stagione comunque compromessa. Questo, per altro, sarebbe probabilmente stato il suo ultimo anno di carriera con la maglia di Bergamo. Una sorte amara che è sfociata in uno sfogo su Instagram: l’atleta ha deciso di esporsi e raccontare che il disturbo si è presentato subito dopo la seconda dose di vaccino Pfizer che in effetti, proprio come Moderna, ha la pericardite tra gli effetti collaterali .

  • Premetto che non sono no vax

«Ho avuto e ho tuttora una pericardite post vaccino, chi paga il prezzo di tutto questo?», ha scritto Francesca (che i tifosi chiamano Cisky) sul social network. «Non esiste una forma di “risarcimento” per chi subisce danni a livello di salute dopo aver fatto il vaccino? Premetto che non sono no vax, ma di fare questo vaccino non sono mai stata convinta e ne ho avuto la conferma».

Al telefono, le abbiamo strappato qualche fugace dichiarazione. Subito la Marcon ci ha tenuto a sgombrare il campo da strumentalizzazioni: «Non sono mai stata no vax. In famiglia tutti si sono fatti il vaccino, i miei amici sono vaccinati. Io stessa da subito sono stata terrorizzata dal covid ed ero fra quelli che aspettavano con ansia il vaccino».

  • Avevo avvertito prima un po’ di malessere

I problemi si sono manifestati dopo la seconda dose. «Avevo avvertito prima un po’ di malessere, ho fatto controlli ma non risultava niente. Nessuno mi ha detto di non fare il vaccino. Chissà, forse ci volevano più informazioni » . Francesca si è sottoposta all’iniezione poco prima di partire per le vacanze.

  • Ho fatto la seconda dose e ho iniziato a sentire dolore

«Ho fatto la seconda dose e ho iniziato a sentire dolore. Nei giorni successivi il dolore è cresciuto, e ho deciso di farmi visitare. Sono andata al pronto soccorso e alla fine mi hanno diagnosticato una pericardite. Tre mesi di prognosi. Ora sono seguita da un cardiologo bravissimo che da tempo segue gli sportivi, continuo a sperare di riuscire a recuperare almeno in parte la stagione, però temo che sia ormai compromessa. Volendo la mia società potrebbe anche stracciarmi il contratto » .

  • stabilire che la malattia sia dovuta a una reazione avversa

Certo, stabilire che la malattia sia dovuta a una reazione avversa al vaccino non è semplice. «Non voglio a tutti i costi dare la colpa alla iniezione», dice la M a rc o n . «Magari è solo una coincidenza, infatti mi sento molto sfortunata e il mio post su Instagram è stato anche una reazione emotiva a questa situazione. Però sono vent’anni che faccio sport, ho sempre fatto i controlli, sono sempre stata bene. Questa cosa è recente, risale a una settimana fa, vedremo che cosa succed e rà . . . » .

  • il famoso algoritmo utilizzato da Aifa

Già, resta da vedere che cosa accadrà, e se il famoso algoritmo utilizzato da Aifa per la farmaco vigilanza stabilirà un legame di causalità fra il vaccino e la pericardite. Come ha raccontato ieri su queste pagine Patrizia Floder Reitter, tuttavia, dare conto alla agenzia del farmaco delle possibili reazioni avverse non è affatto semplice.

  • bisogna riempire moduli

Per effettuare una segnalazione spontanea, ad esempio, bisogna riempire moduli che richiedono informazioni estremamente dettagliate, compreso il codice del lotto di vaccini. Le dichiarazioni di Francesca Marcon, dunque, sono un dito infilato in una piaga dolente del sistema sanitario: la farmacovigilanza che, finora, non appare proprio efficientissima. Poi c’è un’altra questione di enorme rilievo sollevata dalla pallavolista: il risarcimento.

  • chi risarcirebbe l’atleta per i danni fisici e la stagione rovinata?

Se si dimostrasse che la pericardite è legata all’inoculazione, chi risarcirebbe l’atleta per i danni fisici e la stagione rovinata? Ovviamente la domanda rimane in sospeso, e trascina a forza sul piatto il tema dell’obb l i go vaccinale. Anche in queste ore c’è chi come il ministro della Salute Roberto Speranza e Sergio Abrignani, immunologo all’Università Statale di Milano e membro del Cts insiste per imporre il siero tramite legge apposita. Da una parte, l’obbligat rietà costringerebbe lo Stato ad assumersi le sue responsabilità in caso di reazioni avverse. Dall’altra, però, se si mette l’obbligo e poi la farmacovigilanza non funziona come dovrebbe, il rischio è quello di trovarsi di fronte all’ennesima circonvenzione di cittadino impotente.

  • Francesca Marcon ha dimostrato un coraggio leonino

Comunque vada a finire, Francesca Marcon ha dimostrato un coraggio leonino. Finora praticamente tutti gli sportivi e la grande maggioranza dei personaggi pubblici si sono affrettati a celebrare la magnifica gestione dell’epidemia da parte del governo. Far notare i problemi è attività decisamente più delicata a cui non molti sono portati né si dedicano volentieri. Che a esporsi sia stata una atleta con solide credenziali è un buon segno. Anche se, va detto, la consolazione resta magra: non saranno le dichiarazioni, per quanto notevoli, a restituire alla Marcon la possibilità di giocare./da La Verità, Francesco Borgonovo

 

 
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