Pandemia e paradosso, in Italia Covid-19, più morti e ricoveri di 1 anno fa, come mai?

Libero, stamani, fa il punto riportando i dati italiani

Pandemia e paradossi, in Italia Covid-19, più morti e ricoveri di 1 anno fa, come mai?

Pandemia e paradossi, in Italia Covid-19, più morti e ricoveri di 1 anno fa, come mai?

Con un totale di 4.845 nuovi positivi e 27 vittime ieri, il Covid-19 continua a diffondersi e a uccidere in Italia. Aumentano i ricoveri in ospedale, con la Sardegna che ha addirittura già superato la soglia critica del 10% di occupazione delle terapie intensive, soglia fissata dai nuovi parametri: il limite che, una volta superato, determina il passaggio in zona gialla. Il punto fermo ormai è che i vaccini rappresentano l’arma più efficace per contrastare la pandemia, ma da soli non bastano. A distanza di sette mesi dall ’inizio della campagna vaccinale in tutta Europa, in Italia sono state somministrate oltre 63,9 milioni di dosi e hanno completato il ciclo vaccinale più di 33 milioni di persone, pari al 61,11% dei vaccinabili, cioè di età superiore ai 12 anni (dato aggiornato alle 18 di ieri).

  • L’immunità di gregge, con circa l’80% della popolazione vaccinata

L’immunità di gregge, con circa l’80% della popolazione vaccinata, è però un traguardo ancora lontano, visto che sulla carta dovrebbe essere raggiunta solo entro l’inizio dell’autun no. Ma in questa fase le variabili in gioco sono ancora tante, come dimostra anche il caso del Regno Unito, dove ieri i nuovi casi di contagio sono stati oltre 21.600 e dove continua a essere abbastanza elevato il numero dei decessi – 579 nella settimana compresa tra il 27 luglio e ieri – e delle ospedalizzazioni. Questo nonostante abbia già completato il ciclo vaccinale il 69,05% della popolazione. Mentre infuriano le polemiche sul green pass, abbiamo analizzato i dati italiani, che presentano un effetto che può sembrare paradossale.

  • IL LOCKDOWN DEL 2020 E SARSCOV2 NEL SETTENTRIONE

Alla fine della primavera del 2020, reduci da tre mesi di lockdown nazionale con l’e p i d emia confinata al Nord, i pazienti Covid trattati nelle terapie intensive erano in numero inferiore a quelli dello stesso periodo di quest’anno. Così le ospedalizzazioni. Il 1° giugno dell ’anno scorso erano occupati 424 posti letto di terapia intensiva (saliti a 989 esattamente un anno dopo), 6.099 dei reparti ordinari (a dodici mesi di distanza gli ospedalizzati erano aumentati: 6.292).

Stessa dinamica il 1° luglio: nel 2020, 87 pazienti in terapia intensiva (contro i 225 di quest’anno) e 1.025 ricoveri nei reparti Covid (contro 1.532). Idem in agosto, sempre prendendo in esame il primo giorno del mese: 43 in terapia intensiva nel 2020 (230 nel 2021), 705 ricoverati (contro 1.954). Poi c’è la que» Natascia Ronchetti stione decessi, che sono in aumento. Analizzando il mese di luglio di quest’anno, si vede che sono stati in totale 497 mentre nello stesso periodo l’a nn o scorso furono 373. Il paradosso però è solo apparente, come spiegano gli esperti dell’Istituto superiore di sanità. Il crollo dei contagi e delle ospedalizzazioni è da correlare alla chiusura del Paese tra la fine dell’inverno e la tarda primavera. Chiusura che ha bruscamente frenato la circolazione del virus. Ma va detto anche che non aveva ancora fatto la sua comparsa, la scorsa estate, la variante inglese. Identificata per la prima volta nel Regno Unito nel dicembre 2020, è stata poi denominata variante Alfa.

  • LA VARIANTE DELTA E GLI STADI (QUASI) PIENI

Un fattore che incide particolarmente sulla circolazione del virus è la sempre più forte e progressiva insofferenza per misure restrittive, mascherine e distanziamento. E soprattutto va considerata la nuova variante Delta, che è più trasmissibile del 40-60% di quella inglese e contro la quale chi ha ricevuto solo la prima dose è meno protetto. Secondo gli esperti, inoltre, l’aumento dei contagi e delle ospedalizzazioni potrebbe avere una correlazione con gli assembramenti dei tifosi di Euro 2020: è una ipotesi che non può essere esclusa. La stessa analisi contenuta nell’ultimo report di aggiornamento dell’Istituto superiore di sanità rileva come l’aumento dei contagi a luglio, in Italia, abbia riguardato soprattutto maschi di età compresa tra i 10 ei 39 anni. “Verosimilmente tale andamento –scrive l’Iss –può essere dovuto a cambiamenti comportamentali transitori, ad esempio feste e assembramenti per gli Europei di calcio”.

  • C’È ANCHE IL FATTORE DEI FALLIMENTI VACCINALI

Tutti i vaccini – non solo quelli contro il Covid – presentano una quota di “fallimento vaccinale”, vale a dire di inefficacia. Indicativamente è di circa il 10% per quanto riguarda la contrazione della malattia, del 5% per quanto attiene il rischio di ospedalizzazione. Significa che a parità di condizioni di contagio, su 100 persone dalle cinque alle dieci si possono ammalare in modo più o meno grave. Questo non vuol dire che i vaccini anti-Covid non sono efficaci: proteggono infatti dal rischio di ospedalizzazione nel 95% dei casi, nel 96% dal pericolo di morte, nel 97% da quello di un ricovero in terapia intensiva.

Al contrario, vuol dire invece che la variante Delta, ormai dominante, essendo molto più contagiosa circola di più anche tra i vaccinati. Per esempio in Israele, scrive Ha a re t z , il 42% dei ricoverati in ospedale è in gravi condizioni: nessuno di questi ha completato il ciclo vaccinale. Tra i vaccinati e non vaccinati che sviluppano l’infe zione, secondo uno studio del British Medical Journal, si rileva la stessa carica virale: i dati sono emersi da un recente focolaio verificatosi nel Massachusetts; i test condotti dal 3 al 17 luglio tra i residenti dello Stato americano a Provincetown, hanno rilevato infatti che il 75% delle persone infette era completamente vaccinato. “Tra i vaccinati con infezione, la difficoltà di rilevare il virus nei tamponi nasali (valore di soglia del ciclo) era quasi identica a quella osservata nei non vaccinati. Questa scoperta suggerisce che entrambi i gruppi hanno la stessa carica virale e hanno la stessa probabilità di trasmettere le loro infezioni, hanno avvertito i Centri statunitensi per il controllo (Cdc) e la prevenzione delle malattie”. Delle 346 persone vaccinate che sono risultate positive nell ’epidemia di Provincetown, il 79% era sintomatico e il test del genoma del campione ha suggerito che il 90% aveva la variante Delta. Quattro sono stati ricoverati in ospedale e nessuno è morto.

  • LA SOLUZIONE DRASTICA: NUOVA SERRATA A WUHAN

Tamponi a tappeto e lockdown a zone. Così la Cina risponde a una decina di casi dopo oltre un anno registrati nello Hubei, la regione da cui tutto pare essere iniziato a fine 2019: 11 milioni di persone saranno sottoposte a tampone e diverse aree di Wuhan saranno isolate in zona rossa. Tracciamento capillare e chiusure totali, quindi, oltre ai vaccini, per non rivivere una storia che Pechino vorrebbe scrollarsi di dosso per sempre.

 
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