Ospedale media valle del Tevere chiuderà pronto soccorso per emergenza Covid

 
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Sostegno del Pd alle iniziative per la difesa dell'ospedale di Pantalla

Ospedale media valle del Tevere chiuderà pronto soccorso per emergenza Covid

La novità comunicata dalla Regione ai sindaci  dopo l’approvazione del Piano di Salvaguardia

L’ospedale di Pantalla non avrà il servizio di pronto soccorso per la durata dell’emergenza Covid. E’ questa la sintesi delle comunicazioni fatte dai vertici della Regione Umbria ai sindaci dei comuni della media valle del Tevere.

L’ospedale di Pantalla, come si ricorderà, con l’ordinanza della Presidente della Giunta Regionale n.66 del 22 ottobre scorso, è stato riconvertito temporaneamente (fino al 31 gennaio 2021) in struttura dedicata Covid-19.

Con questa prima decisione erano stati previsti 40 posti letto per pazienti Covid, più 10 di terapia sub-intensiva da allestire entro i primi di dicembre.

Le proiezioni che prevedono una curva epidemiologica con un picco di ricoveri entro i primi giorni di dicembre, hanno spinto la Giunta regionale dell’Umbria ad approvare lunedì scorso (16 novembre) un ulteriore atto con il quale si definisce e si rende operativo il “Piano di salvaguardia”, che prevede di ampliare sia i posti letto ordinari che i posti letto di terapia intensiva dedicati COVID.

Il Piano illustrato nella stessa giornata dalla Presidente Tesei e dagli Assessori alla Sanità, Coletto e alla Protezione Civile, Melasecche, prevede un ulteriore rafforzamento dei posti dedicati a persone positive al virus.

  • Per l’ospedale di Pantalla si arriverà ad ospitare fino a 90 persone contagiate; due terzi circa del totale di posti disponibili.

Tutto questo avrà innegabili ripercussioni sulle prestazioni sanitarie fornite dalla struttura ospedaliera.

Il pronto soccorso è il primo servizio a subire importanti conseguenze dal punto di vista organizzativo e funzionale.

Questa attività sarà sostituita da un servizio di emergenza che prevede il dislocamento a Todi e Marsciano di due postazioni del 118 attive ventiquattr’ore su ventiquattro. Gli eventuali pazienti non potranno però essere trasportati presso il nosocomio della Media Valle del Tevere ma in altri ospedali regionali.

All’incontro fra Regione e sindaci erano presenti, il commissario della Usl Umbria 1, Gilberto Gentili e il direttore sanitario della stessa Azienda Sanitaria, Massimo D’Angelo, che hanno illustrato i motivi per cui non potesse essere possibile mantenere operativo il pronto soccorso in questa fase emergenziale e come l’operatività delle ambulanze h24 garantiscano la copertura territoriale per situazioni di emergenza.

Tutto questo fino al termine dell’emergenza.

Per quanto riguarda le altre prestazioni ospedaliere, si sta lavorando per mantenere attivi i servizi di oncologia, cardiologia, radiologia, dialisi, pediatria e ginecologia. Ancora in via di definizione il servizio di “procreazione medicalmente assistita”.

Verrà mantenuto attivo il punto prelievi, mentre è quasi certo il trasferimento del servizio di neonatologia a Deruta.

La notizia ha fatto storcere il naso ai sindaci del comprensorio, che a quanto sembra non erano stati informati preventivamente della prossima chiusura del pronto soccorso e degli altri reparti dell’ospedale.

Pur non sollevando polveroni i sindaci sono però tornati a chiedere garanzie per il futuro dell’ospedale comprensoriale, auspicando che il ruolo centrale a livello regionale assunto nella lotta al virus venga mantenuto anche in futuro.

Per i sindaci l’auspicio è che “i sacrifici che le nostre popolazioni hanno già dovuto sostenere nella prima ondata, addirittura aumentati in quella attualmente in corso, saranno ripagati con la valorizzazione e il potenziamento dell’ospedale”.

 

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