Medicina narrativa, valore aggiunto del servizio sanitario

Ospedale, Commissario Onnis: «Sono convinto che riusciremo a fare squadra»

Medicina narrativa, valore aggiunto del servizio sanitario

di Mario Mariano
“La medicina narrativa non è la panacea di tutti i problemi da affrontare in sanità, ma sicuramente rappresenta una soluzione per  migliorare la relazione tra medico e paziente”, il commissario straordinario dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, ha aperto così i lavori della seconda giornata di formazione che si è svolta mercoledì 13 novembre nell’aula “Ugo Mercati”.

Vi ha partecipato un attento e affollato auditorio, composto dai rappresentanti di 55 associazioni di volontariato, che svolgono un ruolo attivo di affiancamento alle strutture sanitarie. Le relazioni del corso sono state affidate a Paolo Trenta, sociologo e presidente dell’Osservatorio nazionale di Medicina Narrativa, che da anni si occupa di questa materia, con studi pubblicati su riviste scientifiche e Pierluigi Brustenghi, responsabile della struttura Stroke Unit dell’Ospedale di Foligno.

L’Azienda ospedaliera di Perugia, ha già programmato un terzo incontro con gli operatori sanitari per implementare le conoscenze e fornire strumenti ai professionisti per una assistenza migliorativa anche sotto l’aspetto dell’umanizzazione delle cure.

“La digitalizzazione offre grandi opportunità, ma è necessario recuperare, ad esempio, il piacere della lettura di un libro  – è la proposta del dottor Brustenghi -, perché così facendo l’uomo si riappropria di spazi intasati dal bombardamento di migliaia di informazioni digitali”. Il relatore,  che opera in prima linea, a contatto con pazienti con gravi patologie neurologiche, si è soffermato anche sulla utilità dei social nel racconto della propria storia clinica. “E’ evidente come questo strumento, se ben utilizzato,  può contribuire a migliorare lo stato di salute del paziente, che avverte così del conforto della comunità. Tuttavia è necessario che tenga sempre conto che quella comunità è meramente virtuale, la relazione diretta con il curante e con il mondo che lo circonda , non può essere sostituita in alcun modo. Piuttosto – ha aggiunto – anche gli operatori sanitari  devono disciplinare la connessione tecnologica per il recupero di spazi importanti da destinare all’ascolto e al dialogo”.

Al termine di ogni relazione si è aperto il dibattito con interventi dei vari rappresentati delle associazioni, che hanno ribadito la loro disponibilità ad affiancare gli operatori sanitari ed a promuovere la cultura della medicina narrativa.

A chiusura dei lavori il commissario Onnis ha lanciato una sorta di appello al mondo  dell’associazionismo : ”Nel complesso scenario che si prospetta nei prossimi venti ani, occorrerà una sinergia totale per gestire i bisogni di salute di una popolazione sempre più anziana, con patologie croniche, e soprattutto di una decrescente numero di giovani  che si prenda cura di chi ha più bisogno. Il mondo del volontariato, sempre più preparato ai bisogni della collettività deve avvertire sempre più il ruolo attivo che svolge nell’assistenza”.

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