Dal primo agosto misure per 1.283 assistiti di San Giustino.
🏥 Medici di base – Usl Umbria 1 attiva misure per garantire la continuità delle cure a San Giustino dopo la cessazione dell’incarico del medico Brunero Giovagnini. Restano 564 assistiti che devono ancora scegliere un altro medico di base
Continuità dell’assistenza dopo la cessazione dell’incarico
L’Usl Umbria 1 ha predisposto una serie di interventi per garantire la continuità dell’assistenza primaria nel Comune di San Giustino dopo la cessazione dell’incarico del medico Brunero Giovagnini. Il provvedimento avrà decorrenza dal primo agosto 2026 e riguarda una platea iniziale di 1.283 assistiti.
L’Azienda sanitaria ha comunicato di aver attivato le misure previste dal vigente Accordo collettivo nazionale, con l’obiettivo di tutelare il diritto dei cittadini alle cure e alla libera scelta del medico. L’organizzazione dell’assistenza viene seguita dal Distretto Alto Tevere insieme alla direzione aziendale e ai professionisti presenti sul territorio.
Particolare attenzione viene riservata alle persone più fragili e ai cittadini con maggiori necessità assistenziali, per i quali la continuità del rapporto con la medicina territoriale rappresenta un elemento centrale nell’organizzazione delle cure.
Il confronto con i medici dell’Aft di San Giustino
L’Usl Umbria 1 continua a seguire l’evoluzione della situazione attraverso un confronto con i medici dell’Aggregazione funzionale territoriale di San Giustino. Lo scopo è verificare tutte le possibilità organizzative disponibili per mantenere un’assistenza sanitaria vicina alla popolazione.
La cessazione dell’incarico di Brunero Giovagnini si inserisce, secondo quanto evidenziato dall’Azienda sanitaria, in una situazione più ampia che riguarda la difficoltà di reperire medici di medicina generale. Una criticità che non interessa esclusivamente San Giustino, ma coinvolge numerosi territori italiani.
L’Usl Umbria 1 aveva già avviato nei mesi precedenti le procedure necessarie per cercare nuovi professionisti. Erano state pubblicate le zone carenti relative al territorio comunale, seguite dalle procedure previste dall’Accordo collettivo nazionale e da specifici interpelli.
Questi tentativi non hanno però portato alla disponibilità di medici aventi titolo ad assumere l’incarico rimasto vacante.
Le procedure avviate dal Distretto Alto Tevere
Le iniziative adottate dal Distretto Alto Tevere sono state condivise con la direzione dell’Usl Umbria 1 e con il Comitato aziendale della medicina generale. L’obiettivo è stato quello di individuare strumenti in grado di garantire il diritto all’assistenza sanitaria della popolazione interessata.
La disponibilità residua dei medici già operativi nel Comune di San Giustino non risultava sufficiente, da sola, ad assorbire tutti i 1.283 cittadini precedentemente assistiti da Brunero Giovagnini.
Per questa ragione il Distretto ha avviato le ulteriori misure consentite dall’Accordo collettivo nazionale. Tra gli interventi è stata richiesta la possibilità di incrementare i massimali dei medici del Ruolo unico di assistenza primaria a ciclo di scelta già operanti nel territorio comunale.
Parallelamente è stata avviata la procedura per assegnare un incarico temporaneo, in attesa dell’individuazione di un professionista avente titolo a ricoprire stabilmente il posto.
Nessuna disponibilità per l’incarico temporaneo
Anche la procedura finalizzata al conferimento dell’incarico temporaneo non ha però consentito di trovare un medico disponibile ad assumere il servizio nel Comune di San Giustino.
Il risultato della ricerca ha confermato, secondo l’Usl Umbria 1, la difficoltà nel reperimento dei medici di medicina generale, problema che supera la dimensione strettamente locale e si colloca nel più generale scenario nazionale.
L’Azienda ha quindi proseguito con gli interventi organizzativi possibili, utilizzando le disponibilità presenti tra i professionisti già attivi nell’area e consentendo agli assistiti di procedere con una nuova scelta.
Una parte consistente dei cittadini coinvolti ha già individuato un nuovo medico di medicina generale all’interno dello stesso Comune di San Giustino.
Restano 564 cittadini che devono scegliere il medico
Rispetto ai 1.283 assistiti inizialmente interessati dalla cessazione dell’incarico, al 31 luglio sono 564 i cittadini che non hanno ancora effettuato una nuova scelta.
Per queste persone rimane comunque garantita la possibilità di individuare un medico attraverso le disponibilità ancora presenti tra i professionisti dell’Aft di San Giustino. Un’ulteriore possibilità è rappresentata dai medici operanti nel vicino Comune di Città di Castello.
L’organizzazione predisposta dall’Usl Umbria 1 punta quindi a evitare interruzioni nell’assistenza primaria anche per chi, alla vigilia della cessazione dell’incarico di Brunero Giovagnini, non ha ancora completato il passaggio a un altro professionista.
L’Azienda sanitaria ha riconosciuto il disagio che una situazione di questo tipo può determinare per la popolazione e ha ringraziato i medici che hanno manifestato la propria disponibilità a collaborare per assicurare la continuità delle cure.
Il monitoraggio proseguirà nelle prossime settimane
L’Usl Umbria 1 continuerà a monitorare la situazione di San Giustino, mantenendo il confronto con i soggetti istituzionali e sanitari coinvolti nella gestione dell’assistenza territoriale.
Il coordinamento interesserà la Regione Umbria, il Comune di San Giustino, il Comitato aziendale della medicina generale e i professionisti del territorio, con l’obiettivo di verificare ogni ulteriore soluzione praticabile.
L’attenzione resta concentrata sulla necessità di rafforzare l’assistenza di prossimità e assicurare ai cittadini un accesso continuativo alla medicina generale. Le misure già adottate hanno consentito a una parte significativa dei precedenti assistiti di Brunero Giovagnini di effettuare una nuova scelta, mentre per i 564 cittadini ancora senza nuova assegnazione restano disponibili le alternative individuate dall’Azienda.
La gestione proseguirà attraverso il coordinamento tra Distretto Alto Tevere, Usl Umbria 1 e medici del territorio, con una specifica attenzione agli assistiti più fragili e a quanti presentano maggiori bisogni di assistenza sanitaria.

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