Protesta in piazza per difendere la sanità pubblica e i servizi locali
Una nuova mobilitazione è stata annunciata per chiedere la riapertura dei reparti chiusi dell’ospedale San Matteo di Spoleto e per difendere la sanità pubblica. L’attenzione è stata spostata sugli aumenti fiscali per coprire il deficit sanitario, ma i manifestanti ribadiscono che il problema principale resta la riduzione dei servizi ospedalieri e territoriali.
Le misure adottate dalla Regione, con il sostegno della Giunta Proietti, hanno previsto il trasferimento di migliaia di prestazioni verso il settore privato. La spesa sanitaria pubblica è stata ridotta, con il governo Meloni che ha destinato il 6,2% del PIL al settore.
I promotori della protesta denunciano il taglio dei fondi e chiedono il ripristino immediato dei servizi pubblici cancellati negli ultimi quattro anni dalla Giunta Tesei. Contestano l’idea di scaricare il costo del deficit sanitario sulle fasce lavoratrici e propongono di far pagare di più i contribuenti con redditi elevati.
Si dichiarano indipendenti dai partiti e criticano le politiche sanitarie del Centrodestra e del Centrosinistra. Ribadiscono che il loro obiettivo è la tutela dei ceti popolari e il diritto alla salute per tutti.
L’iniziativa, promossa da Aurelio Fabiani e Casa Rossa Spoleto, punta a riportare l’attenzione sulle conseguenze delle scelte politiche sulla sanità regionale e a mobilitare i cittadini per difendere il servizio pubblico.

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