Lieve flessione aumento casi covid, Spada, Humanitas, forse sottostima

 
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Lieve flessione aumento casi covid, Spada, Humanitas, forse sottosima

Lieve flessione aumento casi covid, Spada, Humanitas, forse sottostima

“Anche oggi registriamo una lieve flessione nella percentuale di aumento dei casi registrati: 71,5% (ieri era 74,6%). Anche oggi tuttavia insisto sull’aspetto che più mi preoccupa: la sottostima”. Paola Spada, chirurgo vascolare all’Humanitas, commenta così i dati di oggi sull’epidemia di Covi-19 in Italia, nella quotidiana rubrica ‘Numeri in pillole’ sulla pagina Facebook ‘Pillole di ottimismo’.

“Il numero delle persone a cui non viene eseguito il tampone, nonostante sintomi più che sospetti e magari un’altrettanto inequivocabile catena di contagio familiare – scrive Spada – sta crescendo a dismisura, almeno tra i miei diretti conoscenti. Non è un campione statistico, ma mi è più che sufficiente per ritenere che mentre fino a qualche settimana fa il numero ufficiale di nuovi positivi poteva ancora dirsi rappresentativo, ormai non lo è più, e mi assumo la responsabilità di dirlo apertamente”, rimarca e “d’altronde non può stupire più di tanto, dal momento che il tracciamento è di fatto saltato, in molta parte del Paese”.

  • ‘Diversificare il più possibile i provvedimenti per territori’

“Va da sé che i conti dell’Rt, le stime di salita, i trend, i rapporti con i tamponi e quasi tutto il resto degli indicatori, perdono significato – spiega Spada – e ci resta poco altro da fare se non osservare la curva dei carichi ospedalieri, che sale invariata, almeno per il momento”.

“Certo non sfugge che la mancata diagnosi, in presenza di un senso civico non proprio svedese, e di una condizione socio-economica di oggettiva difficoltà, è inevitabilmente motivo di ulteriore diffusione del virus, consapevole o meno”, prosegue. “E non sorprende dunque che nelle aree di maggiore incidenza si prendano in considerazione ulteriori misure di contenimento. Mi pare sia necessario diversificare il più possibile i provvedimenti in base al territorio, sulla scala più stretta possibile, e alle attività, evitando chiusure generalizzate, di cui conosciamo le drammatiche ricadute”, sottolinea.

(Mad/Adnkronos Salute)

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