Le Minoranze in Regione a Coletto, il piano sanità che fine ha fatto?

 
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Le Minoranze in Regione a Coletto, il piano sanità che fine ha fatto?

“Superata la fase emergenziale legata al Covid, è tempo che l’Umbria si doti di un piano sanitario regionale e di linee guida programmatiche per una gestione virtuosa ed efficiente della sanità pubblica, in grado di rispondere al meglio alle esigenze di salute dei cittadini”. Così il consigliere regionale Vincenzo Bianconi (Misto) che annuncia la presentazione, insieme ai consiglieri Tommaso Bori (Pd) e Thomas De Luca, di un’interrogazione (M5S) rivolta all’assessore alla Sanità, Luca Coletto e alla Giunta, con cui si chiede di conoscere “lo stato dell’arte, i punti cardine del piano sanitario regionale e, nel dettaglio, come saranno investite le risorse aggiuntive derivanti dall’emergenza Covid”.

SINTESI
Il consigliere regionale Vincenzo Bianconi (Misto) annuncia la presentazione, insieme ai consiglieri Tommaso Bori (Pd) e Thomas De Luca (M5S), di un’interrogazione rivolta all’assessore alla Sanità, Luca Coletto e alla Giunta, con cui si chiede di conoscere “lo stato dell’arte, i punti cardine del piano sanitario regionale e, nel dettaglio, come saranno investite le risorse aggiuntive derivanti dall’emergenza Covid”.

“È una occasione unica per l’Umbria – spiega Bianconi -, arriveranno molte risorse inaspettate che ci daranno la possibilità di costruire un modello nuovo, in grado di affrontare il presente ed il futuro. La nostra è una regione che invecchia, molto più debole economicamente nel suo tessuto sociale e che deve fare i conti con le nuove malattie e un territorio e una demografia molto differenziata. Quello di cui l’Umbria ha bisogno, soprattutto in tema di sanità, è di un vero confronto aperto, volto a tirare fuori il meglio dalle tante intelligenze ed esperienze che ci sono nella nostra regione. Serve, poi, trasparenza e condivisione delle scelte che riguardano l’inalienabile diritto alla salute della collettività. Su questo saremo attentissimi e non faremo sconti a nessuno”.

  • una ricognizione precisa dei bisogni del personale

Secondo Bianconi ciò che occorre è “una ricognizione precisa dei bisogni del personale, in una comunità che sta cambiando. Serve una nuova mappatura per rilevare le difficoltà di copertura del primo soccorso nei diversi territori e dei collegamenti tra il territorio e gli ospedali di primo e di secondo livello. Serve tanta attenzione per rispondere in termini di qualità ed efficienza alle cure che gli umbri meritano. È tempo di superare logiche partitiche o campanilistiche. Occorre basare l’offerta di servizi sanitari – sottolinea – esclusivamente sulle effettive necessità della popolazione regionale, all’interno di una rete che deve avere un senso nel suo complesso ed anche nella sua capacità di rispondere alle esigenze/emergenze del singolo, in qualsiasi parte dell’Umbria si trovi, cancellando una volta per tutte lo status di umbri di serie A e di umbri di serie Z”.

“È tempo – conclude Bianconi – di comprendere che il servizio sanitario ha il dovere di soddisfare in pieno il fabbisogno di salute della popolazione, senza pensare al profitto, in una logica di razionalizzazione e ottimizzazione della spesa all’interno di un modello pubblico efficiente ed efficace, capace di riconoscere il merito e di premiarlo”.

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