(umbriajournal.com) ROMA – La depressione post partum che colpisce molte donne è spesso associata a violenza domestica. A rivelarlo è uno studio condotto dal King’s College di Londra e pubblicato su Plos Medicine. La ricerca, coordinata da Luoise Howard, mostra che le donne che accusano i principali sintomi della depressione post-parto hanno anche più probabilità di essere state vittime in passato di violenza domestica.
L’esito della ricerca aggiunge un aspetto da tenere in considerazione per quei medici che hanno a che fare con i sintomi depressivi nelle neo-mamme, e potrebbe aiutarli ad avere un quadro più completo ed esauriente della situazione.
Proprio la famiglia, peraltro, è fondamentale per proteggere le donne dalle ombre della depressione post partum. A dirlo è un altro studio dell’Università della California con sede a Los Angeles, secondo cui i rapporti con i propri cari riescono a proteggere le donne dall’aumento di un particolare ormone dello stress nel corso della gestazione, il che rende più improbabile l’insorgenza della depressione una volta partorito.
Lo studio, pubblicato su Clinical Psychological Science, ha analizzato 210 donne incinte di differenti status economico-sociali ed etnie, seguendole nel corso della gravidanza con controlli a 19, 29 e 37 settimane, e poi otto mesi dopo il parto. Grazie ad analisi del sangue specifiche, i ricercatori hanno verificato i livelli di corticotropina nelle donne, un ormone associato a stress e rilasciato dalla placenta. Dopo aver considerato gli altri possibili fattori influenzanti come l’istruzione, il reddito e l’età, gli scienziati hanno potuto concludere che le donne che potevano beneficiare di rapporti familiari più intensi e di qualità mostravano anche livelli dell’ormone meno alti e una probabilità di depressione post partum significativamente inferiore rispetto alle altre.
Lo stress post-parto è un fenomeno molto diffuso che può portare disagi, con conseguenze a volte anche gravi, sia per i genitori che per il neonato.
Se gli uomini pensano soprattutto a mantenere la qualità della vita di coppia, tra le preoccupazioni principali delle neo mamme vi sono le difficoltà di allattamento e i ritmi del sonno. Il pianto notturno del neonato è una delle principale cause di stress per i neo genitori. Il dato che emerge dalle indagini dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) è preoccupante: in Italia, ogni anno, soffrirebbero di depressione dopo il parto circa 90.000 donne, ma solo al 50% di loro viene diagnosticato il disturbo e quindi curato. È perciò un fenomeno diffuso che viene troppo spesso sminuito e sottovalutato.
A partire da queste constatazioni l’Osservatorio ha deciso di promuovere una campagna di sensibilizzazione, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute, dal nome “A smile for moms” (un sorriso per le mamme), che durerà tre anni ed è stata presentata a palazzo Chigi. La presidente dell’associazione, Francesca Merzagora, ha spiegato: “vogliamo far sentire meno sole le donne con questo problema, la depressione è un disturbo temuto più del tumore al seno. Per questo motivo abbiamo deciso di partire con questo progetto, che si articola su più fronti”.
L’iniziativa ha portato alla creazione di un sito web, www.depressionepostpartum.it, dove le donne potranno trovare informazioni utili e consigli degli esperti per affrontare le difficoltà del diventare madre. Sono stati anche messi in rete i primi sei centri italiani di eccellenza, che si trovano a Milano, Torino, Pisa, Ancona, Napoli e Catania, che stanno definendo le linee guida di prevenzione di questa malattia. Si sta lavorando inoltre perché all’interno di tutti gli ospedali vi siano realtà competenti ad assistere le donne in modo adeguato.
La depressione in gravidanza e post partum “può essere prevenuta e curata, già durante la gestazione – spiega Claudio Mencacci, direttore del dipartimento neuroscienze dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano – sono stati individuati ben 25 fattori di rischio, comunicarli alle neomamme e alle coppie, e formare i medici è fondamentale, anche perché questo disturbo influisce sullo sviluppo del feto e la salute del bambino una volta cresciuto”.
Il primo elemento da valutare è se la persona ha già sofferto di depressione, poi va considerata la familiarità. Ci sono poi altri fattori, come la sindrome premestruale, che comporta grossi cambi di umore e reca notevole sofferenza a oltre il 5% delle donne in età fertile, l’ambivalenza rispetto alla gravidanza, la giovane età della mamma, un breve intervallo tra una gravidanza e l’altra, eventi stressanti, come la perdita del lavoro o di una persona cara, e poi frequenti problemi di salute del bambino, un rapporto conflittuale con il partner o con il bambino stesso.
Dai dati presentati è emerso che sono circa 5mila le forme bipolari diagnosticate ogni anno, che complessivamente la depressione post partum colpisce il 16% delle donne e che il 20% ha episodi depressivi nel primo anno dopo il parto.

Abbiamo Capito …. è sempre colpa degli uomini….Io avrei qualche dubbio…..