Italia, Francia e Germania sospendono le vaccinazioni con AstraZeneca

 
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Italia, Francia e Germania sospendono le vaccinazioni con AstraZeneca

Italia, Francia e Germania sospendono le vaccinazioni con AstraZeneca

/Euronews L’Italia, la Germania e la Francia hanno sospeso in via precauzionale l’utilizzazione del vaccino AstraZeneca, sulla scia delle decisioni nel weekend di Irlanda e Paesi Bassi, e di quella di altri sette Paesi UE settimana scorsa.

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L’Agenzia italiana del farmaco Aifa ha deciso lunedì 15 marzo “di estendere in via del tutto precauzionale e temporanea, in attesa dei pronunciamenti dell’Ema, il divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid19 su tutto il territorio nazionale”.

L’Aifa farà sapere a breve come completerà il ciclo vaccinale chi ha già avuto una prima dose del preparato dell’azienda anglo-svedese

Ema, l’Agenzia Europea per i medicinali, si pronuncerà domani pomeriggio sul ricorso al vaccino sviluppato dall’azienda anglo-svedese assieme all’università di Oxford.

Nel frattempo, anche le autorità francesi hanno deciso la sospensione ed è stato lo stesso presidente Emmanuel Macron ad annunciarlo in conferenza stampa.

Quanto alla Germania, l’annuncio è arrivato dal Ministero Federale della Salute tedesco seguendo le raccomandazioni dell’Istituto Paul Ehrlich.

La Germania è il paese della UE che finora ha somministrato il maggior numero di dosi di vaccini COVID-19 alla sua popolazione. Al 14 marzo, oltre 6,5 milioni di cittadini hanno ricevuto almeno una dose di vaccino e 2,8 milioni sono stati completamente vaccinati con la seconda, indica l’Istituto Robert Koch.

Il Paese ha finora utilizzato poco meno della metà delle 12,5 milioni di dosi che ha ricevuto, di cui poco più di 3 milioni sono AstraZeneca.

Durante il fine settimana, Irlanda e Paesi Bassi hanno entrambi sospeso la somministrazione di AstraZeneca a scopo precauzionale per un periodo di due settimane.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ribadito che non c’è alcun legame tra il vaccino e un potenziale aumento dei rischi di sviluppare coaguli venosi, dicendosi contraria allo stop alle vaccinazioni AstraZeneca.

Mercoledì scorso, l’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) ha indicato che al momento non ci sono prove che colleghino il vaccino alle problematiche di trombosi riscontrate da persone vaccinate in Austria.

Le autorità sanitarie austriache hanno sospeso l’uso di un lotto di vaccino AstraZeneca domenica scorsa, dopo che una donna di 49 anni è morta a causa di trombosi multiple – formazione di coaguli di sangue all’interno dei vasi sanguigni – 10 giorni dopo la somministrazione del vaccino. Un 35enne è stato ricoverato per un’embolia polmonare dopo aver ricevuto un vaccino dello stesso lotto.

In Irlanda, nonostante non sia stato provato un legame tra i casi di trombosi e le vaccinazioni AstraZeneca, “agendo sul principio di precauzione, e in attesa di ricevere ulteriori informazioni, il NIAC [National Immunisation Advisory Committee] ha raccomandato il rinvio temporaneo del programma di vaccinazione COVID-19”, ha detto Ronan Glynn, vice direttore sanitario irlandese.

Nei Paesi Bassi, la decisione è arrivata in seguito a sei nuove segnalazioni provenienti da Danimarca e Norvegia: coagulazione del sangue e abbassamento dei livelli di piastrine in soggetti sotto i 50 anni.

Anche questa volta, l’autorità olandese per i medicinali ha sottolineato che non è stato provato nessun legame tra i casi venuti alla luce e il vaccino. Nessun episodio anomalo è stato riscontrato nei Paesi Bassi.

L’azienda domenica ha sottolineato che la revisione dei dati su oltre 17 milioni di persone vaccinate nel Regno Unito e nell’Unione Europea non mostra alcuna prova di un aumento del rischio di coaguli di sangue “in qualsiasi gruppo di età definito, sesso, lotto o in qualsiasi paese particolare”.

Un comunicato giunto il giorno dopo l’annuncio, da parte della casa farmaceutica, di ulteriori tagli alle consegne nell’Unione Europea. Il motivo? Difficoltà nell’import da siti di produzione al di fuori dell’Unione Europea, a cui il gruppo aveva deciso di far ricorso per accelerare le consegne nel nostro continente.

“AstraZeneca si rammarica di annunciare una riduzione delle consegne del vaccino Covid-19 all’Unione europea, nonostante abbia lavorato instancabilmente per accelerare la fornitura”, ha detto un portavoce all’agenzia di stampa AFP. “Purtroppo, le restrizioni alle esportazioni ridurranno le consegne nel primo trimestre” del 2021 e “probabilmente” anche nel secondo.

L’azienda mira a consegnare 100 milioni di dosi nella prima metà dell’anno – 30 milioni nel primo trimestre e 70 milioni nel secondo.

La Commissione europea, che ha negoziato i contratti sui vaccini per conto dei suoi 27 stati membri, è stata pesantemente criticata per la lentezza delle consegne in Europa.

Bruxelles punta a vaccinare il 70% dei cittadini UE entro la fine dell’estate.

AstraZeneca ha annunciato a fine di gennaio che, a causa di difficoltà di produzione in un impianto belga, sarebbe stata in grado di consegnare solo 40 milioni di dosi nel primo trimestre rispetto alle 120 milioni inizialmente promesse ai 27 Paesi UE.

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