Inversione curva Covid anche essere rapida, in Umbria sotto 100 casi per 100mila

Solo in Abruzzo, Molise, Umbria e nella provincia autonoma di Bolzano l'' incidenza è inferiore a 100 casi ogni 100.000 abitanti

 
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Inversione curva Covid anche essere rapida, in Umbria sotto 100 casi per 100mila

Inversione curva Covid anche essere rapida, in Umbria sotto 100 casi per 100mila

Alla vigilia delle riaperture, la situazione dell’ epidemia di Covid-19 in Italia si trova in una fase imprevedibile, nella quale la discesa dei nuovi casi è molto lenta, i numeri dei positivi al virus SarsCoV2 sono alti e le varianti sono un’ incognita: è l’ analisi del fisico Giorgio Sestili, fondatore della pagina Facebook ‘ Coronavirus-Dati e analisi scientifiche‘ e del network di comunicazione della scienza ‘ giorgiosestili.it’ .

“I dati stanno migliorando in tutto il territorio nazionale e nell’ ultima settimana si è osservata una decrescita del 12% dei casi positivi, del 12% dei ricoveri nelle terapie intensive e si vede finalmente un decremento dei decessi pari al 23%”, osserva Sestili.

l Covindex, ossia l’ indice di contagio equivalente all’ Rt è pari a 0,92: “è quindi inferiore a 1, ma anche molto vicino a 1, e questo è il segno di come la discesa sia molto lenta. Infatti, nonostante veniamo da cinque settimane consecutive di riduzione dei casi, i decrementi molto piccoli su base settimanale e attualmente viaggiamo ancora intorno a una media settimanale di 10.000 nuovi casi al giorno”. Si tratta, insomma, di una “discesa davvero molto lenta – rileva – e questo significa che l’ inversione potrebbe essere molto rapida”.

Per essere al di sotto della soglia di allerta che permette il tracciamento l” incidenza dovrebbe essere inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, “ma nessuna regione italiana è a questo livello”, osserva Sestili. Solo in Abruzzo, Molise, Umbria e nella provincia autonoma di Bolzano l” incidenza è inferiore a 100 casi ogni 100.000 abitanti, mentre in tutte le altre regioni l” incidenza è superiore a 100 e supera 200 in Valle d” Aosta, Puglia, Campania e Basilicata.

“I numeri ancora alti – prosegue il fisico – non sono inoltre supportati da un consistente numero di popolazione vaccinata. Mi sembra che si stia riaprendo troppo in fretta. Non esiste nessun rischio calcolato, ma c” è un rischio che il governo si vuole assumere alla luce della situazione economica. Se avessimo dovuto guardare i dati avremmo dovuto ritardare l” apertura di un mese, se non di due“. Basti considerare che nella riapertura di giugno 2020 in Italia si registravano meno di mille nuovi casi e alcune decine di decessi al giorno. Per Sestili la situazione attuale “è imprevedibile”.

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