Impegno delle donne nella scienza, ne parla la professoressa Elisabetta Costantini

Il messaggio per tutte le donne, in tema di incontinenza urinaria: “Non dovete conviverci, potete risolverlo”.

 
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Impegno delle donne nella scienza, ne parla la professoressa Elisabetta Costantini

Impegno delle donne nella scienza, ne parla la professoressa Elisabetta Costantini

Terni – La professoressa Elisabetta Costantini, direttore della Struttura Complessa di Urologia a indirizzo Andrologico e Uroginecologico dell’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, è stata ospite lunedì 8 marzo a ‘Buongiorno salute’ sul tema “Tutto l’impegno delle donne”, disponibile sulle pagine Facebook di Buongiorno salute e Salute Donna Onlus, format web, ideato da Salute Donna Onlus, associazione nazionale avente il fine di aumentare la conoscenza e la consapevolezza di tematiche legate al mondo femminile.

  • La professoressa Costantini ha concentrato il suo intervento sull’impegno delle donne nella scienza.

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“L’8 marzo non è per me la “festa della donna – ha detto la professoressa Costantini – ma la “Giornata internazionale della donna”, momento di ricordo e di profonda riflessione sulle conquiste politiche, sociali ed economiche del genere femminile. Quest’anno l’8 marzo – ha aggiunto – assume una rilevanza ancora maggiore, se consideriamo il periodo dal quale stiamo cercando faticosamente di uscire, e che sta avendo una ricaduta enorme sull’intera società, con le donne che ancora una volta stanno pagando il prezzo maggiore, rappresentando la maggior percentuale di chi ha perso il lavoro nell’ultimo anno. Non voglio incentrare il mio intervento sull’importanza delle donne, ancora oggi discriminate, nella scienza e nella ricerca, piuttosto voglio invece parlare di una patologia che coinvolge, nel nostro paese, quasi 4 milioni di donne e si pone come un grave problema sociale: l’incontinenza urinaria”.

Si tratta, come ha precisato Costantini, di una patologia che ha un impatto drammatico sulla vita quotidiana e le relazioni interpersonali, che però è ampiamente sottovalutata. “Il disturbo – ha precisato – è vissuto da molte donne come un insuperabile “tabù”; raramente ne parlano con il proprio medico o con lo specialista, non senza disagio, e più spesso, invece, si arrendono, accettano il problema e le sue pesanti implicazioni e ricorrono all’assorbente igienico come unico rimedio quotidiano”.

Nel suo intervento la professoressa ha quindi parlato delle cause e delle possibili soluzioni terapeutiche. “È un problema talmente comune-ha continuato – che le donne pensano sia ineluttabile e senza soluzione, mentre invece dobbiamo parlarne e fare capire a tutte le donne che devono rivolgersi a centri specializzati, in grado di inquadrare il problema e fornire le giuste risposte. Il pannolino non è la soluzione all’incontinenza urinaria ma solo l’ultima opzione, quando non ci sono altre alternative. Io come donna – ha concluso – voglio ribadire che non dobbiamo convivere con questo problema ma risolverlo, e per fare questo non dobbiamo aspettare, ma prevenire”.

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