Giove zona rossa, farmaco, hcq, contro Covid casa per casa, verso fase 2

 
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Nuovo comune zona rossa, farmaco, hcq, contro Covid anche casa per casa

Giove zona rossa, farmaco, hcq, contro Covid casa per casa, verso fase 2

Zona rossa nel Comune di Giove, riapertura della frazione di Pozzo, assistenza domiciliare e terapie per i positivi al Covid-19, difesa delle comunità residenziali, comprese le carceri: questi gli argomenti trattati nel corso della videoconferenza tenuta stamani dalla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, dall’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, dal direttore regionale alla salute Claudio Dario. Erano presenti per la Task force regionale, la professoressa Daniela Francisci e la dottoressa Donatella Giaimo. Nel corso dell’incontro è stato reso noto dall’assessore Coletto che la prossima settimana si concretizzerà l’accordo che vedrà assegnata a tutti gli operatori sanitari un’indennità da Covid-19, “che non vuole essere un riconoscimento materiale, bensì un atto dovuto per il grande lavoro che a vari livelli stanno svolgendo tutti coloro che lavorano nella sanità”.

Relativamente alla situazione di Pozzo e Giove

Relativamente alla situazione di Pozzo e Giove, l’assessore ha riferito che “la frazione di Pozzo sarà riaperta, visto che la situazione fotografata ad oggi ci permette di farlo. Dopo un provvedimento di chiusura e il monitoraggio stretto e le cure da parte dell’Usl la situazione è decisamente migliorata”.

Giove si presenta con un’infezione latente – aggiunge –verificata con tamponi e test rapidi, per cui è stato deciso di chiudere il paese anche alla luce del fatto che siamo alle porte del weekend pasquale in cui il pericolo si amplifica in maniera esponenziale. Visti gli esiti positivi ottenuti con la chiusura di Pozzo, pensiamo sia necessario fare lo stesso per Giove”.

Approfondendo i temi della giornata Coletto ha detto che “la Regione ha definito dei percorsi chiari per l’assistenza e le cure domiciliari, un passaggio questo, fondamentale nell’ambito dell’emergenza da coronavirus e che consente di sgravare il carico degli ospedali. In parallelo, sono stati definiti dei percorsi per garantire la salute degli ospiti delle residenze protette e delle comunità.

Le carceri hanno un ruolo centrale

Tra queste le carceri hanno un ruolo centrale e a tal fine è partito un monitoraggio con il coinvolgimento della polizia penitenziaria. Sappiamo bene – ha sottolineato –  che sono luoghi delicati, abbiamo visto cosa è successo nelle carceri in Lombardia con proteste importanti dei carcerati anche alla luce del fatto che non c’era stato un monitoraggio dal punto di vista sanitario della popolazione nei penitenziari”.

Presidente Donatella Tesei

La presidente Donatella Tesei ha sottolineato i passi in avanti fatti e la necessità di continuare a rispettare le misure di contenimento al fine di poter avviare prima possibile la fase 2, che vede la riapertura graduale delle attività. “Voglio ringraziare tutto il sistema sanitario, di protezione civile e i volontari per il grande lavoro che stanno svolgendo. Anche grazie al loro impegno – ha aggiunto Tesei – sono state adottate una serie di misure che hanno permesso di seguire ed essere accanto ai pazienti umbri direttamente sul territorio. Una scelta determinante che ha portato i suoi frutti. Ci accingiamo alla Pasqua e, oltre a fare gli auguri a tutti i cittadini della regione, chiedo di rimanere nelle proprie abitazioni, non contravvenendo alle disposizioni nazionali e locali, al fine di non gettare via gli importanti passi in avanti fatti e i tanti sacrifici, sia in termini di privazioni personali che di perdite di vite umane. I dati generali sono confortanti e ci fanno pensare alla seconda fase che, anche in accordo con la Conferenza delle Regioni, ci vedrà ritornare gradualmente alla normalità. Una fase – ha concluso la Presidente della Regione – che sarà fondamentale per la nostra ripresa, ma che potremo affrontare solo se in questi giorni continueremo a rispettare le misure di contenimento”.

Difesa delle strutture residenziali

Sul fronte della difesa delle strutture residenziali e delle comunità, il direttore Dario ha informato che sono stati individuati dei referenti per la sicurezza Covid-19 che saranno presenti in ogni struttura per anziani, disabili, psichiatria, dipendenze.

Referenti sono stati opportunamente formati

I referenti sono stati opportunamente formati sulle procedure e utilizzo dei dispositivi di protezione e vigileranno affinché siano rispettate le procedure di prevenzione,  avranno anche il compito di trasmettere le conoscenze a tutti gli operatori e di mantenere i contatti per le comunicazioni con il centro operativo regionale in caso di necessità.

Nelle aziende sanitarie e ospedaliere sono stati individuati e formati 38 referenti sicurezza Covid: 16 nell’Usl 1, 2 nell’azienda ospedaliera di Perugia, 2 in quella di Terni, 18 nell’Usl2, mentre altri 215 operatori saranno operanti presso le strutture residenziali e semiresidenziali private, negli istituti gestiti da religiosi e strutture dei servizi sociali.

Attivate le Unità speciali di continuità assistenziale

Dario ha inoltre dato notizia che  sono state attivate le Unità speciali di continuità assistenziale che potranno andare a domicilio e nelle residenze con ospiti Covid positivi in stretto collegamento con i medici di medicina generale e di continuità assistenziale.

Terapia domiciliare con Idrossiclorochina (hcq)

Relativamente alla terapia domiciliare con Idrossiclorochina (hcq) per pazienti con infezione da Sars-cov-2 con sintomi lievi o moderati la professoressa Francisci ha spiegato  si tratta di un farmaco antimalarico, “in uso da oltre 70 anni, impiegato anche per la sua azione immuno-modulante nei pazienti affetti da artrite reumatoide”. Nel 2004, ricercatori statunitensi avevano evidenziato in laboratorio una forte attività antivirale di questo farmaco contro il coronavirus responsabile della SARS (2). Il farmaco interferisce inoltre con la glicosilazione dei recettori cellulari di SARS-CoV-2. Il medicinale “va utilizzato per il trattamento di quei pazienti che presentano sintomi respiratori lievi e moderati e la durata della terapia è di 7 giorni. Vanno esclusi i pazienti cardiopatici, con retonopatie o affetti da favismo”.

“La somministrazione di questo farmaco a domicilio – ha spiegato la dottoressa Donatella Giaimo – ha comportato un’organizzazione non irrilevante che è stata definita attraverso un protocollo. Il farmaco, che va somministrato precocemente circa 48/72 ore dall’inizio dei sintomi, potrà essere prescritto dal medico di medicina generale, è a disposizione nel territorio regionale in quantità sufficienti e sarà distribuito dalla Protezione civile ai centri di salute”.


1 Commento

  1. …,ma… nelle case famiglia per i minori chi controlla?????? non dimenticatevi di queste anime innocenti tolte ingiustamente alle loro mamme..andate a vedere, controllate , ascoltateli, aiutateli

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