Epidemia covid frena in Italia, atteso calo contagi, Umbria RDt sotto 1

RDt misura la crescita del numero di nuovi casi, indipendentemente dal quadro clinico

 
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Epidemia covid frena in Italia, buone notizie, Umbria RDt sotto 1

Epidemia covid frena in Italia, buone notizie, Umbria RDt sotto 1

L” epidemia di Covid-19 in Italia comincia a frenare: nonostante forti differenze a livello regionale, su scala nazionale la situazione sembra stabilizzarsi e le proiezioni per la prossima settimana indicano un numero di nuovi positivi stabile o in lieve decrescita. Lo spiega l” epidemiologa Stefania Salmaso, commentando le analisi dell” Associazione Italiana di Epidemiologia elaborate quotidianamente e pubblicate con il sistema MADE (Monitoraggio e Analisi dei Dati dell” Epidemia).

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“La piattaforma, aggiornata quotidianamente con i dati della Protezione Civile, ci permette di fare delle proiezioni a 7 e 14 giorni che tengono conto del trend attuale, in assenza di effetti di specifiche contromisure come i cambi di colore delle Regioni o accelerazioni nella campagna vaccinale”, afferma Salmaso.

Nell” ultima settimana, l” indice di replicazione diagnostica RDt (che misura la crescita del numero di nuovi casi, indipendentemente dal quadro clinico) è sceso sotto l” 1 a livello nazionale, segno che “la velocità di crescita dell” epidemia è rallentata e la situazione sembra andare verso una stabilizzazione e una leggera decrescita nei prossimi 7 giorni”.


L'RDt, che cos'è
L’Rt è stato diffuso dall’Istituto superiore di sanità mentre l’RDt, più fruibile data la minor difficoltà di calcolo e la disponibilità dei dati giornalieri forniti dalla Protezione Civile, è stato adottato da diverse realtà regionali e locali. Il razionale dell’indice Rt si richiama a quello dell’indice R0 (indice di riproduzione di base), usato dagli infettivologi come misura di contagiosità di un determinato agente infettivo in una popolazione completamente suscettibile. L’indice RDt, invece, deriva dalle tecniche della time series analysis per l’andamento di una misura di un evento che si sviluppa in funzione del tempo. L’RDt non prende in considerazione il momento del contagio, bensì la data della diagnosi di positività e per questo motivo viene definito “indice di replicazione diagnostica”, in quanto intende descrivere l’intensità dello sviluppo della frequenza di casi riconosciuti come positivi nella popolazione. Il confronto tra le diverse applicazioni dei metodi e tra l’uso delle diverse tipologie di dati di monitoraggio è stato effettuato limitatamente a quattro aree per cui è stato possibile disporre di dati individuali completi relativi ai mesi di marzo e di aprile. I problemi maggiori nell’utilizzo di Rt, che è basato sulla data di inizio dei sintomi, derivano proprio dalla mancata completezza di questa informazione dovuta sia alla difficoltà nel registrarla sia alla sua assenza nei soggetti asintomatici. L’andamento generale dell’RDt, per lo meno a un lag intermedio di 6 o 7 giorni, risulta molto simile a quello dell’Rt, come confermato dal valore molto alto dell’indice di correlazione tra i due indici. La correlazione massima tra Rt e RDt viene raggiunta a lag 7 con un valore di R che supera 0.97 (R2=0,944). I due indici, formalmente distinti, risultano entrambi validi e, pur mostrando aspetti specifici, forniscono fondamentalmente informazioni del tutto simili al decisore di sanità pubblica. La differenza tra i due indici non consiste tanto nel metodo di calcolo, quanto nell’utilizzo di informazioni differenti, appunto l’inizio dei sintomi e l’esito dei tamponi. Non è, quindi, opportuno formulare un giudizio di preferenza per uno dei due indici, ma solamente invitare a capirne le diverse potenzialità in modo da poter scegliere quello che si ritiene più opportuno rispetto ai fini per il quale lo si voglia utilizzare. A cura di: Manuele Falcone, Agenzia regionale di sanità della Toscana

Buone notizie per le Regioni che hanno adottato per prime le misure più restrittive: con l” RDt sotto l” 1 si prospetta un calo dei nuovi positivi in Abruzzo, Campania, Lombardia, Marche, Emilia Romagna, Molise, Umbria, province autonome di Bolzano e Trento. Un incremento delle diagnosi si profila invece per la prossima settimana nelle altre 12 Regioni con l” RDt superiore a 1: la situazione potrebbe accelerare soprattutto in Calabria, Sicilia, Liguria e Valle d” Aosta. Purtroppo non è ancora destinato a scendere il numero delle vittime giornaliere, “conseguenza dell” impennata dei contagi delle scorse settimane”, conclude l” epidemiologa. /Agenzia nazionale stampa associata

 

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