Emorragie post-parto, Oms annuncia approccio salvavita
Emorragie post-parto – Un approccio salvavita contro l’emorragia post-parto, principale causa di mortalità materna a livello globale con 14 milioni di casi e 70mila decessi all’anno (uno ogni 6 minuti), si è dimostrato in grado di abbattere – più che dimezzandole – le emorragie gravi, riducendo il rischio di morte. Si chiama ‘E-Motive’ ed è protagonista di uno studio pubblicato sul ‘‘, frutto di una partnership tra il Centro di collaborazione dell’Organizzazione mondiale della sanità sulla salute globale delle donne presso l’università di Birmingham, nel Regno Unito, e l’Oms.
La ricerca, condotta nell’ambito di un progetto sostenuto dalla Bill & Melinda Gates Foundation – informa l’agenzia ginevrina – ha coinvolto oltre 200mila donne in 80 ospedali tra Kenya, Nigeria, Sudafrica e Tanzania. Gli autori hanno rilevato che la misurazione obiettiva della perdita di sangue, eseguita utilizzando uno specifico telo come dispositivo di raccolta semplice e a basso costo, insieme all’adozione combinata – invece che in sequenza – dei trattamenti raccomandati dall’Oms, porta un drastico miglioramento contro le emorragie post-parto gravi, definite come la perdita di oltre un litro di sangue: i casi sono crollati del 60%, con un conseguente minor rischio di morte; si è osservata anche una sostanziale riduzione del tasso di trasfusioni per sanguinamento, di particolare importanza nei Paesi poveri – evidenzia l’agenzia delle Nazioni Unite per la salute – dove il sangue è una risorsa scarsa e costosa.
“Questo nuovo approccio al trattamento dell’emorragia post-parto potrebbe aumentare radicalmente le chance di sopravvivenza delle donne colpite a livello globale, aiutandole a ottenere le cure di cui hanno bisogno quando ne hanno bisogno”, afferma Arri Coomarasamy, co-direttore del Centro di collaborazione Oms presso l’ateneo di Birmingham, che ha guidato lo studio. In casi di emorragia post-parto “il fattore tempo è cruciale – rimarca -. Quindi gli interventi che eliminano i ritardi nella diagnosi o nel trattamento possono rappresentare una svolta per la salute materna nel mondo”.
L’emorragia post-parto o Pph – ricorda l’Oms – viene definita come la perdita di oltre 500 millilitri di sangue entro 24 ore dalla nascita, e miete vittime soprattutto nei Paesi a basso e medio reddito. “Il suo impatto è tragico”, dice Pascale Allotey, responsabile Oms per la salute sessuale e riproduttiva, a capo del Programma speciale Onu su ricerca, sviluppo e formazione alla ricerca sulla riproduzione umana. Si tratta di un evento “non sempre prevedibile, ma assolutamente curabile”, precisa. “Nessuna donna dovrebbe temere per la propria vita durante il parto – osserva l’esperta – Devono essere disponibili e accessibili soluzioni efficaci per affrontare l’emorragia post-parto, in modo che tutte le donne possano vivere un parto sicuro e avere un futuro sano insieme alle loro famiglie”.
Oggi una delle principali sfide nel contrasto della Pph è che spesso viene rilevata troppo tardi. Nella maggior parte dei casi, infatti, per valutare il sanguinamento si ricorre all’ispezione visiva che però tende a sottovalutare la perdita ematica, causando ritardi di intervento potenzialmente fatali. Inoltre, in caso di trattamento le misure previste vengono messe in atto in genere in modo sequenziale, perdendo ulteriormente tempo se i primi interventi risultano inefficaci.
L’approccio E-Motive prevede invece “il rilevamento precoce e accurato della Pph utilizzando un telo per la raccolta del sangue”, descrive l’Oms, completato da “un pacchetto di trattamento immediato, dove indicato, che comprende massaggio uterino, farmaci per contrarre l’utero e arrestare l’emorragia, somministrazione di fluidi per via endovenosa, un esame e, se necessario, il passaggio a cure avanzate”.
(Opa/Adnkronos Salute)

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