Disabilità: l’Umbria vara il progetto Dama

Disabilità: l'Umbria vara il progetto Dama

Nuovi percorsi sanitari per l’inclusione a Perugia e regione

PERUGIA 20 04 2026 – L’Umbria ridefinisce i confini dell’assistenza sanitaria con il varo ufficiale del programma Dama, acronimo di Disabled Advanced Medical Assistance, iniziativa presentata ufficialmente presso il Palazzo della Provincia di Perugia, mira a scardinare i limiti strutturali e metodologici che impediscono un accesso equo alle prestazioni diagnostiche e terapeutiche. Si tratta di riconfigurare l’intero approccio clinico verso chi presenta fragilità cognitive, sensoriali o comportamentali. La strategia regionale punta a trasformare l’ospedale in un luogo capace di adattarsi al paziente, invertendo la logica tradizionale che vede l’individuo doversi uniformare a protocolli rigidi. Davanti a una platea composta dai vertici delle aziende sanitarie e dai rappresentanti del mondo associativo, è emersa la volontà politica di rendere il sistema sanitario umbro un punto di riferimento nazionale per l’umanizzazione delle cure.

La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha evidenziato come il modello Dama rappresenti una traduzione concreta del concetto di “cura sartoriale”. Avendo mantenuto la delega alla Sanità e ai diritti delle persone con disabilità, la governatrice ha inserito questo percorso all’interno della cornice programmatica “Umbria per tutti”. L’innovazione risiede nell’integrazione del decreto legislativo 62 del 2024, che pone al centro il progetto di vita individuale e partecipato. Questo significa che ogni accesso in una struttura sanitaria non deve essere vissuto come un evento isolato e traumatico, ma come una tappa coerente di un piano assistenziale più ampio, co-progettato con la persona e la sua famiglia. L’obiettivo primario è ridurre l’impatto emotivo e fisico del dolore, garantendo che ogni intervento sia rispettoso delle specificità comunicative e comportamentali del paziente, evitando lo stress derivante da attese prolungate o ambienti non idonei.

Sotto il profilo operativo, la direttrice regionale Salute e welfare, Daniela Donetti, ha illustrato i pilastri tecnici che sostengono l’impalcatura del Dama. Il cuore del sistema è rappresentato dal principio “All in one time”, una metodologia che mira a concentrare in un’unica sessione clinica la maggior parte degli esami diagnostici, delle consulenze specialistiche e delle valutazioni necessarie. Questa strategia riduce drasticamente il numero di accessi ospedalieri, sollevando le famiglie da pesanti oneri logistici e diminuendo l’affaticamento del paziente. In una regione come l’Umbria, dove l’incidenza della disabilità raggiunge l’8,7% contro una media nazionale sensibilmente più bassa, la necessità di risposte multidisciplinari diventa un’urgenza non più rimandabile. Il percorso non crea nuovi reparti separati, ma ottimizza le risorse esistenti attraverso percorsi flessibili che spaziano dal day hospital alle situazioni di emergenza-urgenza, garantendo omogeneità di trattamento in tutto il territorio regionale.

Per assicurare la piena efficacia delle linee di indirizzo, la Regione ha previsto un coordinamento capillare tra le strutture ospedaliere e la rete territoriale. Questa sinergia coinvolge direttamente i medici di medicina generale, i pediatri di libera scelta e le centrali operative territoriali. La figura centrale in questo processo è il case manager, un professionista incaricato di guidare il paziente e i suoi assistenti lungo i vari nodi della rete sanitaria, evitando che i bisogni restino inascoltati nel cosiddetto “silenzio assistenziale”. La collaborazione con il terzo settore diventa dunque fondamentale per intercettare le necessità reali e superare la mera assistenza medica. Attraverso l’applicazione del principio di accomodamento ragionevole, il personale sanitario viene formato per modulare il proprio approccio comunicativo e relazionale, rendendo l’accessibilità un valore immateriale ma percepibile.

L’implementazione del progetto Dama richiede un impegno costante sul fronte della competenza professionale. Per questo motivo, le autorità umbre hanno predisposto un piano formativo specifico, accreditato tramite il sistema Ecm, volto a dotare le equipe multidisciplinari di strumenti comunicativi avanzati e tecniche di gestione dello stress. Oltre alla formazione, il successo del programma sarà misurato attraverso l’uso di indicatori di processo e di esito, capaci di valutare l’efficacia reale dei percorsi attivati. La trasparenza dei dati permetterà di affinare costantemente le procedure, garantendo che le esperienze applicative già avviate in alcuni presidi vengano uniformate a livello regionale, come riporta il comunicato dell’ Agenzia Umbria Notizie Regione Umbria. Investire nella valorizzazione della comunicazione e nell’abbattimento delle barriere invisibili rappresenta, in definitiva, la chiave per garantire che il diritto alla salute non resti un’enunciazione teorica, ma si trasformi in una pratica quotidiana di civiltà e progresso sociale.

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