Criticità ed emergenze dei pronto soccorso, prima e dopo Covid

 
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Criticità ed emergenze dei pronto soccorso, prima e dopo Covid

La Terza Commissione consiliare, presieduta da Eleonora Pace, ha ascoltato in audizione i direttori dei Pronto soccorso di Perugia e Terni, Paolo Groff e Giorgio Parisi, la presidente della Sezione regionale Umbria SIMEU (Società Italiana di Medicina d’emergenza-urgenza), Maria Rita Taliani, e il rappresentante regionale Area giovani medici SIMEU, Giorgio Maraziti, sulla condizione della Sanità regionale nell’ambito della medicina d’emergenza-urgenza, in particolare nei servizi di Pronto Soccorso e 118.

I primari hanno rappresentato ai commissari le criticità esistenti e rimarcato i problemi che già prima dell’emergenza covid mettevano a dura prova i reparti di emergenza-urgenza: carenza di personale, riconsiderazione degli spazi e soprattutto necessità di fare rete tra le task force dell’emergenza-urgenza, le strutture del territorio e i medici di medicina generale, comprendendovi un ammodernamento delle strumentazioni diagnostiche. Tutto messo per iscritto in una lettera che è stata inviata anche all’assessore alla sanità Luca Coletto, al direttore sanitario regionale Claudio Dario e ai dirigenti di Asl e Ospedali.

IN SINTESI
La Terza commissione, presieduta da Eleonora Pace, ha ascoltato i direttori dei Pronto soccorso di Perugia e Terni, Paolo Groff e Giorgio Parisi, la presidente della Sezione regionale Umbria SIMEU (Società Italiana di Medicina d’emergenza-urgenza), Maria Rita Taliani, e il rappresentante regionale Area giovani medici SIMEU, Giorgio Maraziti, sulla condizione della Sanità regionale nell’ambito della medicina d’emergenza-urgenza, in particolare nei servizi di Pronto Soccorso e 118. 

I medici dicono che pur avendo risposto “in maniera eccezionale” all’emergenza degli ultimi mesi, mettendo in campo tutte le risorse possibili, persistono criticità derivanti non tanto dalla riorganizzazione che si è resa necessaria, ma dalle condizioni strutturali ed organizzative preesistenti nei Pronto Soccorso regionali. Occorre una riorganizzazione della macchina dell’emergenza-urgenza, rafforzare il personale sanitario e provvedere anche alle inadeguatezze delle strutture della maggior parte dei Pronto Soccorso.

Una situazione già nota, determinata sia da un uso improprio di tali aree che dalla mancanza di posti letto per ricovero di pazienti all’interno dei reparti medici e chirurgici della maggior parte degli ospedali. Nel documento si sottolinea la necessità di riconsiderare gli spazi, cioè rivedere come sono strutturati molti dei Pronto Soccorso umbri, rivalutare quali siano gli spazi dedicati e quali siano le dotazioni interne in termini di supporto diagnostico (radiologie d’urgenza integrate, strumentazioni moderne ed adeguate) e terapeutico.

Occorre riconsiderare il ruolo degli stessi operatori dell’emergenza-urgenza all’interno di task force istituite per la gestione delle emergenze stesse, in maniera da canalizzare in maniera corretta gli sforzi organizzativi di epidemiologi e tecnici e, quindi, nella stesura di protocolli operativi che tengano conto della reale organizzazione della rete e delle strutture dell’emergenza.

Necessaria una riorganizzazione territoriale, sia nell’ambito della medicina generale che dell’emergenza, anche in questo contesto in termini di dotazione organica con adeguate competenze e di forniture di presidi e strumentazioni diagnostiche, al fine di ammodernare una dimensione lavorativa troppo datata. Si ravvisa anche la necessità di un’adeguata informazione alla popolazione, anche mediante campagne pubblicitarie, dove si possa ristabilire e far comprendere in maniera universale il ruolo dei Pronto Soccorso, strutture nella quale trovare soluzioni per malattie acute che richiedono una risposta immediata e non risposte immediate alla cronicità.

La presidente della Sezione regionale Umbria SIMEU (Società Italiana di Medicina d’emergenza-urgenza), Maria Rita Taliani, ha illustrato le attività della società scientifica, che raccoglie medici e infermieri dando loro un’adeguata informazione e formazione specialistica in un campo della sanità che necessita di diverse competenze: fisiologiche, rianimatorie, cardiologiche, chirurgiche e diagnostiche di primo livello, dovendo trattare pazienti in acuto anche per ore, in attesa di ricovero adeguato.

“Un profilo che deve essere considerato di più – ha detto – perché si tratta di un mestiere duro, rischioso e poco pagato, senza possibilità di altri redditi, come dall’intramoenia”.

La presidente Pace ha detto che da parte della Commissione vi sarà una sottolineatura delle necessità emerse durante l’audizione, non soltanto per ciò che attiene al ruolo di chi opera nell’emergenza-urgenza, ma anche per la medicina generale, che sta soffrendo per la minore capacità di risposta dovuta alle problematiche di accesso negli ambulatori. Il processo di integrazione è stato avviato, ha detto la Presidente di Commissione, e bisogna sanare i problemi strutturali dei Pronto soccorso, garantendo la sicurezza di pazienti e operatori. Per quanto riguarda il personale, il Piano di rafforzamento degli organici è stato presentato al Ministero.

Sono ben note le carenze di organico, il precariato, le scelte legittime di andare a lavorare altrove. “Tra le eredità pesanti abbiamo raccolto liste d’attesa notevoli, che si sono ulteriormente incrementate. Quanto prima saranno adottate soluzioni tampone per affrontare l’emergenza e poi si darà corso alla progettazione per sanare le criticità”. Per la minoranza, Tommaso Bori (Pd) ha rimarcato l’importanza della interlocuzione non solo con i medici ma anche con una società scientifica che è in grado di dare una “visione totale” dei problemi e indicare adeguate soluzioni.

Sul tema dei Pronto soccorso, Bori ha anche segnalato un problema che potrebbe acuirsi con l’avanzare della stagione e del caldo: quello degli anziani in fila per il triage prima di accedere alle strutture. Si tratta, ha spiegato Bori, di un problema da affrontare subito, per evitare che i pazienti si disidratino se lasciati al sole e, al tempo stesso, che riguarda il rispetto della privacy e della dignità di queste persone.

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