Covid, Umbria insieme ad altre tre regioni è a rischio basso

Covid in 6 regioni sale incidenza, Umbria è in stasi dopo fase di discesa

Covid, Umbria insieme ad altre tre regioni è a rischio basso

Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d’Aosta sono le uniche quattro regioni con classificazione complessiva di rischio bassa. La Sardegna, che presenta alti indicatori ospedalieri (15% per l’area medica e intensive sopra il limite con il 13,2%), vede invece i nuovi casi Covid segnalati in settimana con trend in discesa (totale 1483), anche se i focolai sono in aumento. Questo il quadro contenuto nella bozza del monitoraggio settimanale all’esame della Cabina di regia, dati al 1/o settembre relativi alla settimana 23-29 agosto.

La Sicilia, zona gialla dallo scorso lunedì, ancora con gli indicatori decisionali sopra soglia pari al 22,5% di occupazione dei posti letto in area medica di pazienti Covid (contro la soglia del 15%) e 13,9% di tasso di occupazione in terapia intensiva (contro la soglia stabilita del 10%). Scende di poco l’incidenza di casi per 100mila abitanti: 190,4 contro 200,7 della scorsa settimana.

La Calabria è sopra soglia per l’area medica con il 16,8% e sotto per le terapie intensive (8,9%). In area medica alto il dato della Basilicata ma sempre sotto soglia con il 13,3% (1,6% in terapia intensiva). Questi i dati contenuti nella tabella ministero della Salute/Protezione civile che accompagna il monitoraggio settimanale. Scendono a 14, dalle 16 dello scorso monitoraggio, le regioni che superano la soglia dell’incidenza fissata per il tracciamento di 50 casi per 100mila abitanti mentre sono Valle d’Aosta (16,9, in discesa contro 33,1 precedente), Piemonte (36,4), Lombardia (38,1), Molise (41,1, in lieve rialzo rispetto al precedente 22,6), Puglia (41,7), Lazio (47,2), PA Trento (43,3), le 7 regioni sotto 50 casi per 100mila abitanti di incidenza.

Sempre 4 le regioni sopra 100, Sicilia, Sardegna, Calabria e Toscana. La Toscana continua a scendere per incidenza (da 127,3 di due settimane fa a 115,4 del monitoraggio scorso e oggi 102,6) ma sale per occupazione in area medica (da 7,6% a 8,3%) e nelle terapie intensive (7,2% a 9,5%).

A livello nazionale – nella tabella degli indicatori – l’incidenza scende da 77 a 74 per 100mila abitanti, lieve crescita per l’occupazione in area medica (7,3% rispetto al 7,1% della scorsa settimana) e per le terapie intensive (5,7 contro 5,4% del monitoraggio scorso).

 
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