Covid in Umbria, curva in forte flessione, indice Rt a 0,61

 
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Covid in Umbria, curva in forte flessione, indice Rt a 0,61

“E’ una curva in forte flessione quella relativa all’epidemia Covid in Umbria”. Lo ha sottolineato il nucleo epidemiologico della Regione nel corso della conferenza stampa di aggiornamento settimanale. I valori – è stato spiegato – stanno tornando “sui livelli di inizio ottobre” con le misure restrittive adottate dalla Giunta umbra che stanno dando i loro risultati. L’indice Rt, secondo il nucleo epidemiologico “è ormai stabilmente sotto a uno e ora a 0,61” mentre il tasso di positività dei tamponi “si è praticamente dimezzato passando dal 17 a 7,83 per cento”. “E’ sceso il numero dei nuovi casi – hanno spiegato gli esperti – e sta scendendo in particolare la curva degli attualmente positivi. E’ così potuto riprendere anche il contact tracing”.

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“La telemedicina e le cure domiciliari avranno sempre di più un ruolo importante nella gestione di quella fascia della popolazione che ha difficoltà a muoversi dalla propria abitazione e, sicuramente, contribuirà per quanto possibile, a ridurre l’ospedalizzazione dei malati di Covid-19 che possono essere gestiti e curati a domicilio: lo ha detto l’assessore alla Salute della Regione Umbria, Luca Coletto, nel corso dell’aggiornamento settimanale sull’andamento epidemiologico in Umbria.

Alla conferenza stampa, oltre all’assessore Coletto, sono intervenuti la dottoressa Enrica Ricci dell’Usec (Unità strategia emergenza coronavirus), il commissario regionale per l’emergenza covid, Antonio Onnis, la dottoressa Carla Bietta e il dottor Mauro Cristofori del Nucleo epidemiologico regionale.

Durante l’incontro, dopo l’illustrazione dei report elaborati dal Nucleo epidemiologico, l’assessore Coletto ha informato che la Giunta regionale nel corso della scorsa seduta ha adottato una delibera sulla telemedicina che contiene gli indirizzi alle aziende del sistema sanitario regionale per l’erogazione di televisite in ambito di specialistica ambulatoriale.

“Attraverso la telemedicina – ha detto l’assessore – si vuole garantire la continuità della cura e dell’assistenza domiciliare in emergenza, ma anche ridurre le liste di attesa e facilitare la collaborazione tra i professionisti. Siamo in un momento importante- ha proseguito – perché abbiamo la possibilità di realizzare attraverso la rivoluzione tecnologica quella che è chiamata medicina delle 4 P, ovvero personalizzata, predittiva, partecipativa e preventiva, che è poi la medicina che dovrebbe realizzare quel concetto di salute dell’Oms che guarda al benessere complessivo delle persone e non solo a quello legato alla patologia sofferta”.

Sono erogabili in Televisita le prestazioni ambulatoriali che non richiedono l’esame obiettivo completo del paziente: quindi di quei pazienti inseriti in un percorso di follow-up per patologia nota, oppure inserito in un PDTA formalizzato in Azienda o a livello regionale, o che necessita di monitoraggio, conferma, aggiustamento e cambiamento della terapia in corso (es. rinnovo piano terapeutico o modifica dello stesso), o di valutazione anamnestica per la prescrizione di esami, o che ha bisogno di spiegazione, da parte del medico, degli esiti di esami effettuati, cui può seguire la prescrizione di eventuali approfondimenti, o di terapia.

Ma è importante anche il contributo della telemedicina per la gestione delle persone positive al covid: “La pandemia – ha spiegato Coletto – ha reso indispensabile ripensare l’organizzazione del servizio sanitario, in particolare a livello territoriale. Nell’ottica di limitare il contagio, nella prima fase di gestione dell’emergenza sanitaria –spiga – sono state sospese le visite specialistiche, di controllo e gli interventi di elezione. Questa riduzione delle attività ordinarie – ha aggiunto – ha comportato una diminuzione dell’assistenza rivolta alle persone con patologie croniche, spesso multiple, aumentandone la condizione di fragilità. La ripresa a regime dell’attività ambulatoriale, se erogata in presenza del paziente, avverrà con importanti limiti organizzativo-strutturali, quali a titolo esemplificativo le postazioni di pre-triage all’accesso delle strutture, i limiti logistici con spazi ridotti dove far attendere o visitare i pazienti. A ciò si aggiunge che per la necessità di ridurre le potenziali occasioni di contagio, è necessario l’incremento delle procedure di sanificazione degli ambienti ad ogni prestazione, nonché il mantenimento del distanziamento sociale. Anche con l’obiettivo di superare queste criticità la Regione Umbria si è impegnata, mettendo in campo tutte le risorse disponibili, a garantire e potenziare l’assistenza e la continuità delle cure, anche attraverso le televisite”.

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