Coronavirus, l’Umbria non lascerà indietro nessuno vero? Vorremmo saperlo

 
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Coronavirus Umbria, paziente da Bergamo a Perugia, i posti di rianimazione disponibili

Coronavirus, l’Umbria non lascerà indietro nessuno vero? Vorremmo saperlo

Noi giornali, quelli la cui testata è registrata in tribunale intendiamo, siamo cardine dove ruotano le migliaia di richieste delle persone in riferimento alla epidemia da Coronavirus. Allo stesso tempo, secondo quelli che sono i dettami e le varie “Carte” deontologiche dobbiamo saper comunicare in modo tale che non si scateni allarme sociale, più di quanto non ne sia stato generato dai social media. Ma non finisce qui, certo, i giornali e quindi i giornalisti – nei diversi ruoli – hanno il dovere sacrosanto di informare, si chiama diritto di cronaca.

Le famiglie, le comunità lo chiedono con forza. Oramai si è capito che, al contrario di come era stato previsto da alcuni incauti, non si tratta di una “banale influenza“. Nel dare le notizie dobbiamo verificare le fonti, cosa che sistematicamente facciamo e non nascondiamo, a volte, la titubanza e anche la solitudine che si vive in redazione al momento in cui dare o non dare una notizia di cui si è venuti in possesso e per la conferma della quale per ovvie ragioni, non possiamo trovare conferme se non quella certa di chi ce l’ha fornita perché, purtroppo, si è trovato travolto da questa pestilenza del Terzo Millennio.

L’unico baluardo e supporto indispensabile è la “task.force” regionale e alla task force regionale, vorremmo rivolgere domande/proposte per far sapere agli umbri qualche cosa di più in merito al futuro prossimo che ci aspetterà, se il dato della propagazione del contagio non accennerà a diminuire (poco probabile).

Una domanda semplice, siamo sicuri che i posti di terapia intensiva e di rianimazione dell’Umbria standardizzati sulle linee guida sanitarie prima del Coronavirus siano sufficienti a fronteggiare eventuali picchi di assistenza in conseguenza della diffusione malati di Coronavirus?

Sarebbe opportuno conoscere se si sta predisponendo un piano di emergenza che contenga un aumento considerevole dei posti letto di terapia intensiva degli ospedali umbri prevedendo un raddoppio di quelli esistenti negli ospedali dell’emergenza di II livello (Perugia e Terni) e in quelli di emergenza di I livello (Città di Castello Gubbio Foligno Spoleto Orvieto) .

Ma stanze dedicate attrezzate saranno realizzate a Pantalla Assisi Narni e Castiglione del Lago, anche con l’utilizzo dei respiratori delle sale operatorie?

Occorre che in queste 2 o 3 settimane prima del picco si faccia questo piano.

Se un piano del genere, ci perdonerete se ci è sfuggito, esiste già? Ce lo fate conoscere?

Quanto pubblicato, ieri da La Stampa, in merito alla dichiarazione di pandemia e oggi da Il Giornale, su quelle che potrebbe essere una vera e propria apocalisse umanitaria, alimenta la necessità di conoscere se il diktat della Regione Umbria sarà quello, non lasceremo indietro nessuno.

Ah, dimenticavamo, e le strutture private, convenzionate e no?


1 Commento

  1. Credo che il nostro sistema sanitario che considero di eccellenza come tutte le cose di questo mondo avrà il suo punto di saturazione oltre il quale non potrà andare nonostante l’impegno di tutti coloro che operano nel settore ed ai quali deve andare cmq il nostro “grazie” per tutto ciò che fanno senza dimenticarci che loro per primi rischiano tutti i giorni il contagio e sue conseguenze. Quindi molto dipenderà da noi..dai nostri comportamenti…dal rispetto delle regole…da qualche limitazione e SACRIFICIO che dobbiamo fare. Ma vedendo in giro ho la sensazione che la gente non abbia ancora capito bene con cosa abbiamo a che fare. Quasi nessuno porta la mascherina nei luoghi pubblici. La movida del sabato non è cambiata…E qui mi fermo per dire che i nostri splendidi medici faranno di tutto per combattere questo maledetto virus ma contro la superficialità e la stupidità non ci sono vaccini che tengono.

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