Coronavirus e tamponi, istanza urgente, Peltristo sollecita la sanità nazionale

 
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Coronavirus e tamponi, istanza urgente, Peltristo sollecita la sanità nazionale

Istanza urgente di tamponi e dispositivi di protezione a tutti gli operatori sanitari in pendenza di COVID-19. E’ quanto richiesto dal dottor Augusto Peltristo, in servizio presso una farmacia umbra, alla sanità nazionale. In una email inviata tramite pec al Ministro della Salute, all’Istituto Superiore di Sanità, alla Federazione Ordini Farmacisti Italiani e alla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri, si chiede di “disporre controlli, tamponi o test sierologici a tutti i medici di base, infermieri, operatori sanitari, medici degli ospedali e della continuità assistenziale (guardie mediche), a farmacisti nonché a tutto il personale volontario sanitario; di fornire a tutti gli operatori sanitari dispositivi di protezione: mascherine, guanti, alcool, termometri, saturimetri, farmaci, oltre che i ventilatori nei reparti di terapia intensiva degli ospedali, e quant’altro occorra per contenere la diffusione del virus”.

Nella lettera, inviata tramite il legale, l’avvocato Valeria Passeri, è specificato: “In questo grave frangente storico, numerosi sanitari (infermieri, farmacisti, medici) sollecitano, a livello locale, per il tramite del dottor Peltristo, di poter continuare ad espletare le proprie essenziali prestazioni in condizioni di sicurezza e, pertanto, di essere sottoposti, in via precauzionale, a tamponi di controllo. Per evadere tale loro legittima istanza, dettata da quotidiane preoccupazioni insite nella stessa professione svolta, è necessario garantire alle Regioni un numero di tamponi e test diagnostici sufficiente a coprire il proprio personale sanitario. Nell’impossibilità di contenere con efficacia il contagio, in difetto di tamponi, il rischio del contagio aumenta anche a fronte della possibilità non remota che soggetti asintomatici o paucisintomatici possano contribuire alla diffusione del virus. Va da sé che il rischio è maggiore rispetto al personale sanitario, potenziale vettore di contagi. Ad oggi, ospedali e ambulatori medici risultano carenti di dispositivi di protezione (mascherine, guanti, alcool, termometri, saturimetri, farmaci, oltre che i ventilatori nei reparti di terapia intensiva)”.

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