Adeguamento del 18,93% per sostenere comunità educative e lavoro sociale. Barcaioli: “Tutela dei minori e sostenibilità del sistema”
La Regione Umbria aggiorna le tariffe dei servizi residenziali socio-educativi destinati ai minori, con un incremento del 18,93 per cento delle rette minime e massime. La decisione, approvata dalla Giunta regionale, punta a garantire la qualità dei servizi educativi, la sostenibilità economica delle strutture e la dignità del lavoro sociale.
L’adeguamento recepisce i rinnovi dei contratti nazionali del settore sociale e gli aumenti Istat, in linea con gli orientamenti della giustizia amministrativa che richiedono tariffe coerenti con i costi reali di gestione. La Regione ha inoltre coordinato l’intervento per evitare ricadute sugli equilibri finanziari dei Comuni.
L’assessore regionale al Welfare, Fabio Barcaioli, ha spiegato che la misura nasce anche per prevenire contenziosi analoghi a quelli registrati in altre realtà italiane. “La decisione dell’amministrazione regionale previene l’insorgere di contenziosi legali simili a quelli che hanno recentemente portato il Tar del Piemonte ad annullare le delibere del Comune di Torino – ha dichiarato – confermando che l’allineamento dei costi è un atto dovuto per garantire la qualità dei servizi e la tenuta economica delle imprese sociali”.
La Regione ha inoltre intercettato il rafforzamento del fondo nazionale per l’affidamento obbligatorio, che nel 2026 passa da 100 a 250 milioni di euro. I Comuni potranno richiedere le risorse entro il 15 maggio tramite la piattaforma ministeriale.
Parallelamente, è stata attivata la riprogrammazione dei fondi europei 2021-2027 per complessivi 4,2 milioni di euro: circa 2 milioni sono già stati impegnati e trasferiti agli enti locali, mentre ulteriori 1,5 milioni saranno programmati entro il 30 giugno 2026.
Contestualmente all’aggiornamento delle rette, l’assessorato alle Politiche sociali ha avviato un percorso di revisione del regolamento delle comunità per minori. Il confronto prenderà il via l’11 maggio alla Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica con un laboratorio partecipativo aperto agli operatori del settore, esperti, servizi sociali e sanitari.
L’obiettivo della riforma, che dovrebbe concludersi entro novembre 2026, è superare il sistema dei costi forfettari introducendo un modello fondato su prestazioni puntuali, monitoraggio continuo dei contratti collettivi e maggiore trasparenza nella gestione dei servizi.
“L’Umbria si pone come guida di un percorso di riforma strutturale – ha concluso Barcaioli – capace di premiare l’eccellenza del lavoro sociale e garantire la sostenibilità dei percorsi educativi e assistenziali per i minori”.

Commenta per primo