Riconoscimento al patriarca assegnato nella cornice di Norcia
Il premio internazionale dedicato a San Benedetto da Norcia viene assegnato quest’anno al cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, scelto come figura capace di incarnare un messaggio di riconciliazione in un contesto globale segnato da conflitti e fratture profonde. La decisione, maturata all’interno della commissione istituita dal Comune di Norcia, arriva in un momento in cui il tema della pace torna al centro del dibattito pubblico, sostenuto da istituzioni civili e religiose che riconoscono nel patriarca un riferimento autorevole e coerente.
Un riconoscimento nato per rilanciare un messaggio di speranza
La presentazione ufficiale del premio si è svolta in una sede del Senato italiano, su iniziativa del senatore Guido Castelli, commissario straordinario alla ricostruzione post-sisma. L’iniziativa, fortemente voluta dall’amministrazione nursina, intende valorizzare il percorso di rinascita della città dopo il terremoto di dieci anni fa, trasformando la memoria del dolore in un impegno collettivo verso la cooperazione tra i popoli. Il sindaco Giuliano Boccanera ha sottolineato come Norcia, risorta grazie alla determinazione della sua comunità, voglia ora offrire al mondo un segnale concreto di dialogo e responsabilità condivisa.
La scelta del patriarca e il valore del suo impegno
La commissione ha individuato nel cardinale Pizzaballa un testimone credibile della ricerca di pace in una Terra Santa segnata da tensioni, terrorismo e violenze che minano la convivenza quotidiana. La sua recente lettera pastorale, in cui denuncia l’idolatria della guerra e invita a “guarire il mondo dalle sue ferite”, è stata considerata un documento emblematico della sua missione. La sua azione pastorale, radicata nella spiritualità francescana, si distingue per la capacità di mantenere accesa una luce di speranza anche nei momenti più drammatici, sostenendo comunità provate da bombardamenti, persecuzioni e instabilità politica.
Una commissione rappresentativa delle istituzioni e della cultura
Nel gruppo che ha valutato le candidature figurano amministratori locali, studiosi, rappresentanti della Diocesi di Spoleto-Norcia e dell’Abbazia di San Benedetto in Monte. Da quest’ultima è giunto un messaggio del Padre Abate Benedict Nivakoff, che ha evidenziato come il patriarca incarni un impegno silenzioso ma destinato a lasciare tracce durature. Anche l’arcidiocesi, attraverso Francesco Carlini, ha richiamato l’urgenza di rendere attuali i valori benedettini, fondamento delle radici cristiane europee.
Un ponte ideale tra spiritualità francescana e tradizione benedettina
Il presidente della commissione, il giornalista Piero Damosso, ha illustrato le motivazioni del riconoscimento, definendo Pizzaballa un pastore capace di unire fermezza e pazienza, guidando il suo popolo in un contesto dove la fede viene spesso strumentalizzata per giustificare la violenza. La sua testimonianza, ha spiegato Damosso, assume un significato ancora più forte nel 2026, anno che segna gli ottocento anni dalla morte di san Francesco d’Assisi e che vede l’Europa confrontarsi con una nuova guerra dagli effetti globali.
Un premio che guarda al futuro della convivenza tra i popoli
L’incontro tra la spiritualità francescana e quella benedettina, evocato dalla commissione, diventa così il cuore simbolico del premio. La cerimonia dell’11 luglio rappresenterà un momento di riflessione collettiva sul ruolo dell’Europa nella costruzione di un ordine internazionale fondato su giustizia, perdono e cooperazione. Attraverso la figura del patriarca Pizzaballa, Norcia intende rilanciare un appello alla responsabilità condivisa, invitando istituzioni e cittadini a contribuire alla costruzione di un futuro più stabile e umano.
L’assegnazione del premio si configura quindi come un gesto che supera la dimensione celebrativa, trasformandosi in un invito concreto a riconoscere il valore del dialogo come strumento essenziale per affrontare le crisi del presente e preparare un nuovo equilibrio tra i popoli.

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