Coordinatrice hub Asl Brindisi, 20-30% defezioni per vaccino covid Astrazeneca 

ra insegnanti e forze dell'ordine. Qualcuno si è anche presentato

 
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Vaccini covid, malati tumore e gravi patologie devono avere precedenza

Coordinatrice hub Asl Brindisi, 20-30% defezioni per vaccino covid Astrazeneca 

“Abbiamo avuto una riduzione del 20-30% dei vaccini già prenotati tra insegnanti e forze dell’ordine. Qualcuno si è anche presentato all’appuntamento e ha rifiutato Astrazeneca”. Così all’Adnkronos Giulia Calabrese, coordinatrice dei sei hub vaccinali anticovid della Asl di Brindisi, a proposito della situazione che si è venuta a creare in particolare subito  dopo le prime notizie circa gli eventi avversi quando si sono diffuse anche “notizie nebulose e non veritiere”.  Nel frattempo, da lunedì, a seguito della sospensione ufficiale del vaccino inglese anti covid19 riservato a forze dell’ordine e insegnanti, i numeri telefonici e le mail della Asl sono stati presi d’assalto dagli utenti per avere informazioni.

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“C’è stato un picco improvviso di mail e telefonate ma in verità già oggi la pressione sta un po’ scemando”, spiega. “Le persone interessate o prenotate – sottolinea Calabrese – ora sono solo in attesa di ulteriori comunicazioni. Vogliono sapere. Più che altro ci hanno chiesto di conoscere il lotto con il quale erano stati vaccinati. A questo proposito – continua – sul portale della Asl di Brindisi abbiamo dato la possibilità di scaricare una attestazione con il tipo di vaccino e lotto”.

Un certificato che “rilasciamo anche di persona però talvolta la documentazione regionale stampata in automatico dal portale non contiene queste indicazioni. E’ un data base che tutela la privacy e consente di ricevere le informazioni occorrenti via mail”, precisa.

Nessun utente finora ha chiesto la disdetta del richiamo “anche perché le seconde dosi di Astrazeneca sono previste a maggio”, puntualizza Calabrese. “Per ora non ci sono state telefonate nelle quali si segnalino eventi avversi o effetti indesiderati gravi, a parte febbre, debolezza e spossatezza”. E in provincia di Brindisi inizialmente è stato somministrato anche il lotto ‘incriminato’, quello ritirato ancor prima della sospensione generale.

Quanto alla riprogrammazione delle prenotazioni, “in questo momento abbiamo congelato la situazione. Abbiamo dosi Pfizer – evidenzia la coordinatrice degli hub vaccinali – ma ovviamente non sono sufficienti perché stiamo terminando le seconde dosi per anziani e operatori sanitari e in più stiamo garantendo gli anziani prenotati con il Cup. Purtroppo se non ci dicono quando ci arriverà il vaccino e quanto ne arriverà, non riusciamo a programmare. Per Astrazeneca non appena ne sbloccano l’utilizzo siamo pronti a ripartire. Come provincia ci mancava una giornata, quella di ieri, per terminare la vaccinazione del personale delle scuole e delle forze dell’ordine. Eravamo quasi alla fine. Rimanevano inoltre gli ultra 65enni, inglobati da domenica a seguito della nota regionale che autorizzava la somministrazione ma si trattava di numeri limitati. In pratica tra la giornata di ieri e quella di domani avremmo terminato”.

Circa infine le cosiddette dosi in eccesso dei vaccini Pfizer e Moderna che rischiano di essere gettate alla fine delle sedute vaccinali in caso di rinunce dell’ultimo momento all’appuntamento, Calabrese illustra le strategie adottate per ovviare a questo possibile spreco e accelerare le operazioni. Al posto di chi non si presenta “vengono chiamate sempre persone già prenotate, tramite Cup, per le sedute successive oppure operatori sanitari che non abbiamo ancora vaccinato perché magari sono stati appena assunti oppure non avevano dato l’adesione e ci hanno ripensato”.

Accade infatti che qualche seduta rimanga incompleta, ad esempio sulle 6 dosi Pfizer ne avanzano due o tre. “Ovviamente i sostituti – spiega Calabrese – vengono preallertati e chiediamo loro se riescono a farsi accompagnare al centro vaccinazioni. Ci fermiamo a queste due categorie. Se non riusciamo a trovare queste persone purtroppo siamo costretti a chiedere agli anziani già presenti nell’ambulatorio vaccinale di tornare nella seduta successiva, cioè il giorno dopo, e li programmiamo per primi. Ma cerchiamo di evitare di far tornare gli anziani e costringerli a una seconda attesa. Questo è il problema del vaccino multidose ma per adesso stiamo riuscendo ad attenerci alle categorie previste. Le ultime fiale della giornata non le apriamo mai prima di essere sicuri che non si verificheranno sprechi. Non possiamo correre il rischio che avanzino delle dosi”, conclude.

(Pas/Adnkronos)

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