Consegnate oltre 8.500 firme per difendere l’ospedale di Spoleto

I cittadini chiedono alla Regione il ripristino dei servizi sanitari

Consegnate oltre 8.500 firme per difendere l'ospedale di Spoleto

Consegnate oltre 8.500 firme per difendere l’ospedale di Spoleto

Oltre 8.500 firme sono state consegnate alla presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, per chiedere il ripristino dei servizi essenziali all’ospedale San Matteo degli Infermi di Spoleto. L’iniziativa è stata promossa da diversi comitati locali, tra cui il City Forum, il Coordinamento per la Pace, i Diritti e l’Ambiente, il Comitato Civico per la Salute Pubblica di Spoleto e Valnerina, e il Comitato di Strada per la Salute Pubblica, con il sostegno dell’Unione Sindacale di Base.

I comitati si oppongono alla realizzazione del Terzo Polo Ospedaliero, ritenendo che la decisione penalizzi l’ospedale di Spoleto e comprometta l’accesso a cure sanitarie adeguate nella zona.

Secondo i promotori dell’iniziativa, il ridimensionamento dell’ospedale San Matteo degli Infermi avrebbe avuto un impatto negativo sulla qualità dei servizi sanitari offerti alla comunità locale, soprattutto in un’area già penalizzata dalla distanza dai grandi centri ospedalieri regionali. La raccolta firme rappresenta quindi una richiesta forte e chiara da parte della cittadinanza di ripristinare pienamente le funzionalità dell’ospedale, che ha visto ridurre molti dei servizi considerati essenziali per la popolazione.

La petizione è stata consegnata direttamente nelle mani della presidente della Regione, con l’auspicio che venga avviato un dialogo con le istituzioni per garantire la tutela del diritto alla salute dei cittadini di Spoleto e delle aree limitrofe. Gli organizzatori hanno sottolineato come la mobilitazione sia solo l’inizio di un percorso che, se necessario, porterà a ulteriori azioni per difendere l’ospedale.

Le organizzazioni coinvolte hanno ribadito il loro impegno a proseguire la battaglia per la difesa della sanità pubblica locale, contrastando tutte le politiche che, a loro avviso, mettono a rischio l’efficienza e la qualità dei servizi sanitari offerti a Spoleto e nei territori vicini. Secondo i comitati, il San Matteo degli Infermi è un presidio fondamentale per l’intera area e non può essere sacrificato in nome di una riorganizzazione sanitaria regionale che finisce per penalizzare le comunità più periferiche.

1 Commento

  1. I comitati tutti chiedono semplicemente che il solenne impegno preso dalla Presidente Tesi nel corso del Consiglio Regionale del 22 ottobre 2920, quando l’ospedale di Spoleto fu adibito ad ospedale Covid, sarebbe stato completamente rientrato con tutti i servizi e reparti presenti a quella data venga rispettato !

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