Ci mancava anche questa, coronavirus recidive possibili, causa nuovi ceppi virali 

 
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Coronavirus, altri due positivi sono i familiari dell'uomo di Bastia Umbra

Ci mancava anche questa, coronavirus recidive possibili, causa nuovi ceppi virali

Si devono probabilmente ad una nuova infezione, causata da un diverso ceppo del nuovo coronavirus, i due casi di recidiva segnalati in Corea del Sud, in una donna di 73 anni, e in Giappone, in una donna di 40. “L’ ipotesi più plausibile è che sia avvenuta una nuova infezione con un ceppo virale geneticamente diverso”, ha osservato il virologo Francesco Broccolo, dell’ Università Bicocca di Milano.

E’ probabile e auspicabile – ha aggiunto – che si tratti di reinfezioni causate da un secondo ceppo del virus che non è stato riconosciuto dal sistema immunitario”. Sarebbe quindi una variante virale diversa rispetto a quello responsabile della prima infezione“.

“Nella giornata del 27 e’ giunta spontaneamente, presso il nostro Istituto, una giovane donna, residente a Fiumicino, con lieve sintomatologia e link epidemiologico, in quanto ha soggiornato in Lombardia, in particolare in provincia di Bergamo. La donna e’ risultata positiva al test, che e’ stato confermato anche dall’Istituto Superiore di Sanita’. In via prudenziale, lo Spallanzani ha provveduto, ieri in tarda serata, a ricoverare l’intero nucleo familiare. Ad oggi i primi test effettuati risultano positivi per il marito della donna ed uno dei due figli. Nelle prossime ore si effettueranno i test di eventuale conferma”. È quanto si legge nel bollettino odierno dell’ospedale Spallanzani.

“Tutti gli altri test effettuati finora per altri pazienti sono risultati negativi. Sono stati valutati, ad oggi, presso la nostra accettazione 193 pazienti. Di questi, 165, risultati negativi al test, sono stati dimessi. Ventotto sono i pazienti tutt’ora ricoverati”, si legge ancora. Il nosocomio capitolino, infine, ricorda che “il giovane italiano rientrato dalla citta’ di Wuhan il 15 febbraio ha lasciato stamani il nostro Istituto insieme ai suoi genitori. La comunita’ clinica e scientifica dello Spallanzani e la Direzione dell’Ospedale hanno salutato il ragazzo augurandogli ogni felicita’”. (Com/Red/ Dire)

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