Chirurgo italiano in Gb, ospedali, allerta per variante Delta corsa contro tempo

Nel Regno Unito la riduzione dei contagi era stata davvero notevole

 
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Lorenzo Garagnani è il medico che sta al centro della foto

Chirurgo italiano in Gb, ospedali, allerta per variante Delta corsa contro tempo

Sono ”in stato di allerta” gli ospedali britannici, dove c’è ”preoccupazione” per gli effetti della variante Delta del coronavirus, ”più trasmissibile e contagiosa” rispetto a quella inglese e anche ”più virulenta e aggressiva rispetto alla Alpha”. Lo spiega ad Adnkronos il primario di Chirurgia della Mano al Guy’s & St Thomas’ Hospital di Londra e professore associato onorario all’università King’s College, Lorenzo Garagnani, il primo italiano vaccinato contro il Covid-19 in Gran Bretagna nel dicembre dello scorso anno.

”La variante Delta ha anche cambiato le regole del gioco e le carte in tavola rispetto al programma di vaccinazione” avviato in Gran Bretagna perché ”pare che una singola dose di vaccino non sia così efficace come sulla variante Alpha”, ha detto Garagnani, spiegando che si sta assistendo a una ”corsa contro il tempo”.

Per questo ”il governo ha accorciato i tempi tra la prima e la seconda dose del vaccino, riducendo da tre a due mesi l’intervallo per gli over 40”, mentre ”dal punto di vista ospedaliero siamo pronti a nuove potenziali ondate, facciamo riunioni strategiche e programmatiche, non abbiamo allentato la presa”.

E questo ”crea sconforto, perché nel Regno Unito la riduzione dei contagi era stata davvero notevole e il numero dei malati e dei pazienti ricoverati si era abbassato notevolmente”. Tra i medici ”c’è la paura che accada come in passato e in ospedale i numeri dei ricoveri tornino a salire. Lo sapremo tra qualche tempo perché il Covid ha una manifestazione clinica non immediata”.

Fuori dagli ospedali, invece, Garagnani, che è anche segretario dell’Italian Medical Society of Great Britain, descrive una situazione ”nebulosa”, con la gente che si trova in una situazione ”sospesa”, ma non un clima ”di panico”. La variante Delta viene considerata ”una questione che riguarda i tecnici, gli epidemiologi”. L

e persone ”parlano meno del Covid rispetto a prima” e ”hanno cambiato alcuni dei loro modi di vivere”, ma allo stesso tempo ”hanno voglia di uscire, di riprendere le proprie attività, come avviene nei mesi estivi. E il fatto che questo coincida con la diffusione della variante Delta non è un elemento positivo”.

Trasferitosi in pianta stabile in Inghilterra dal 2015 dopo aver completato gli studi universitari a Bologna, Garagnani ricorda come ”nel Regno Unito abbiamo tantissimi emigrati che hanno le famiglie all’estero e che avevano pianificato di viaggiare durante l’estate. Ora, con la decisione del primo ministro e del ministro della Salute di rivedere la tempistica per la revoca delle restrizioni, resta tutto sospeso. E questo interferisce anche su varie attività professionali. La popolazione inizia a essere stanca”, ma ovviamente ”si tratta di misure troppo importanti per prevenire il contagio. Il governo si riserva di fornire ulteriori aggiornamenti, vedremo”.

In ogni caso, Garagnani sottolinea che ”nel Regno Unito abbiamo un numero di vaccinati elevatissimo. Non siamo ancora all’optimus, ma ci arriveremo” con ”una rincorsa al vaccino più adeguato” finché ”questo malefico coronavirus non diventi come un virus dell’influenza”.

**Covid: pediatra italiana a Londra, ‘più frustrazione che paura per variante Delta’**

‘è stato azzardato ritardare seconda dose vaccino’

A Londra c’è ”più paura che frustrazione” per la ”terza ondata” della pandemia causata dalla diffusione della variante Delta, individuata per la prima volta in India e che in Inghilterra ”negli ultimi 15 giorni ha causato un graduale aumento dei contagi, sono diventanti 7-8mila al giorno”. Lo spiega all’Adnkronos Alessandra Mazzola, cardiologa pediatrica all’Evelina Children Hospital di Londra, confermando che ”quasi tutti i nuovi casi, il 90 per cento, sono della variante Delta”. E che la situazione ”non è da sottovalutare”.

L’aumento dei casi è dato sia dalla maggiore trasmissibilità della variante indiana del Covid-19, ma anche, sostiene la pediatra che lavora in Inghilterra dal 2017, dalla decisione del governo britannico di ritardare la seconda dose. ”Ora mi sembra che abbiano fatto dietrofont” e che ”la priorità sia richiamare le persone adulte che hanno ricevuto la prima dose per completare la vaccinazione”. Secondo Mazzola, andava infatti rispettato ”il protocollo indicato dalle case farmaceutiche, che hanno indicato una percentuale di efficacia del vaccino nell’intervallo indicato. Somministrare solo la prima dose mi è sembrato azzardato”, anche perché è emerso che in questo modo ”l’efficacia del vaccino è pari solo al 30 per cento”.

Proprio nell’ottica di fare più vaccinazioni possibili, il governo britannico ha rallentato la revoca delle restrizioni imposte per limitare la circolazione del coronavirus. Dovevano essere tolte il 21 giugno, se ne riparlerà il 19 luglio. ”Non c’è più la paura iniziale, non c’è il terrore di dicembre quando si sono dovuti aggiungere reparti di terapia intensiva”, spiega Mazzola, confermando comunque un aumento dei ricoveri. ”La vaccinazione funziona e la manifestazione della malattia nelle persone vaccinate è in forma più lieve”, aggiunge. Ma ”la gente non ne può più, c’è una frustrazione generale” soprattutto perché ”non ci si può muovere” e comincia a ”sentirsi la mancanza di libertà”.

Per quanto riguarda i bambini, Mazzola dice che ”al momento, da quando è ripresa la circolazione del virus, non abbiamo visto molti casi gravi nei minori”. Diversa era la situazione della seconda ondata, quando ”in cardiologia pediatrica abbiamo diagnosticato tantissime sindrome infiammatorie post Covid che sono molto simili a una sindrome di kawasaki” e sono ”forme severe, che possono avere riscontri anche neurologici”. Certo, aggiunge, sono ”sindromi post infettive, cioè si manifestano 15 giorni dopo aver contratto il Covid. Quindi può darsi che tra 15 giorni le vedremo in quanto la terza ondata sta accelerando. Al momento la situazione per i bambini è sotto controllo, ma nulla è da sottovalutare”.

(Brt/AdnKronos)

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