Humanitas, variante Delta, green pass solo dopo seconda dose vaccino

Una serie di domane all'immunologo Alberto Mantovani

 
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Humanitas, variante Delta, green pass solo dopo seconda dose vaccino

Ha senso che il green pass venga dato dopo una dose? “No, se il problema è la variante Delta va dato dopo due dosi e ai guariti con una dose”. Lo afferma Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Humanitas di Milano, in un’intervista a ‘La Stampa‘.

Siamo pronti a fronteggiare la variante Delta? “Come Paese siamo in ritardo – risponde Mantovani – perché manca un programma nazionale di sequenziamento delle varianti con studi di funzione per capire se e quanto siano pericolose. Abbiamo un nemico che cambia e non possiamo non conoscerlo».

  • Si teme la variante della variante?

“Delta è la quarta che preoccupa, ma ce ne sono state tante e altre ne arriveranno. Bisogna prepararsi, osserva. Il virus muterà in meglio o peggio?Le previsioni non cambiano i nostri doveri: sequenziare, vaccinare tutti e proteggere i 400mila italiani vulnerabili malati di tumore, con insufficienza renale, immunodepressi e con malattie neurodegenerative – avverte l’immunonologo – l’ Humanitas ha un programma con altri centri di ricerca per seguire questi casi”.

  • I vaccinati con due dosi possono stare del tutto tranquilli?

“Due dosi proteggono molto dall’ospedalizzazione: 96% sul campo con i vaccini a Rna e 93% con AstraZeneca. E riducono la trasmissione, anche se non si sa di quanto. Resta un 20-25% di persone che risponde poco alla vaccinazione e può ammalarsi, quasi sempre senza finire in ospedale

  • E’ utile vaccinare i bambini prima della riapertura della scuola?

“I dati dicono che i vaccini a Rna funzionano anche tra 12 e 16 anni. Dobbiamo preoccuparci per il Covid, che raramente li interessa, e per le malattie post Covid che li possono colpire anche dopo una forma leggera: dalla sindrome infiammatoria multisistemica (Mis-C) alla Post acute sequelae of Sars-Cov-2 (Pasc) – ricorda – Secondo uno studio norvegese a Bergen la metà dei 16-30enni guariti non ospedalizzati dopo sei mesi ha problemi di gusto, olfatto, respirazione e memoria. Se fosse confermato i giovani sarebbero in pericolo. Va consigliato loro di vaccinarsi per limitare la variante Delta che forse li predilige, evitare la malattia e le sue conseguenze, oltre che per mettere in sicurezza le scuole”.

(Red/Adnkronos Salute)

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