Terni riduce attese e migliora gli interventi chirurgici pubblici
L’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni ribadisce che la chirurgia a pagamento rappresenta uno strumento previsto dalla normativa nazionale e non una scelta autonoma della struttura sanitaria. L’attività libero-professionale, spiegano dall’ospedale, si inserisce nel quadro delle disposizioni emanate dallo Stato, recepite dalle Regioni e applicate dalle aziende sanitarie pubbliche, garantendo ai cittadini la possibilità di scegliere liberamente il percorso assistenziale, senza modificare l’organizzazione ordinaria delle cure.
Nel frattempo, i dati relativi ai primi quattro mesi del 2026 evidenziano un miglioramento delle performance dell’ospedale ternano nella gestione delle liste d’attesa chirurgiche, con risultati particolarmente significativi nell’ambito degli interventi oncologici prioritari.
La libera professione prevista dalla normativa
Secondo quanto precisato dall’Azienda Ospedaliera, l’attività chirurgica a pagamento non nasce da una decisione del singolo ospedale, ma costituisce una possibilità prevista dalla legislazione nazionale, dagli accordi della Conferenza Stato-Regioni, dalle indicazioni del Ministero della Salute e dai provvedimenti regionali.
Il sistema consente ai cittadini che desiderano anticipare la prestazione scegliendo uno specifico professionista di usufruire della libera professione intramoenia. Parallelamente resta garantito il percorso ordinario del Servizio sanitario nazionale, mentre chi preferisce può rivolgersi anche alle strutture private.
L’ospedale sottolinea inoltre che l’obiettivo organizzativo resta quello di assicurare prestazioni nei tempi previsti senza rendere necessario il ricorso alla libera professione, pur nel rispetto del diritto di scelta riconosciuto ai cittadini e del diritto dei dirigenti sanitari allo svolgimento dell’attività libero-professionale.
Migliorano le liste d’attesa chirurgiche
L’Azienda evidenzia come Terni abbia registrato le migliori performance tra le quattro aziende sanitarie umbre per quanto riguarda la riduzione delle liste d’attesa sia negli interventi chirurgici sia nelle prestazioni specialistiche ambulatoriali.
I dati relativi ai primi mesi del 2026, scrive il Messaggerro, mostrano un progressivo incremento del rispetto dei tempi massimi previsti per gli interventi classificati come prioritari.
Particolarmente rilevanti risultano gli indicatori riferiti alla chirurgia oncologica, settore nel quale la tempestività rappresenta uno degli elementi fondamentali del percorso di cura.
I risultati nella chirurgia oncologica
Le percentuali diffuse dall’ospedale descrivono un quadro di ampio rispetto dei tempi programmati per numerose patologie oncologiche.
Nel dettaglio, tutti gli interventi relativi ai tumori della mammella, al melanoma e ai tumori maligni della tiroide sono stati eseguiti entro i tempi previsti, raggiungendo il 100%.
Anche gli altri principali interventi oncologici registrano valori elevati: 96,3% per il tumore del colon, 92,3% per il tumore dell’utero e 84,6% per il tumore del polmone.
Per il tumore della prostata, l’Azienda segnala un miglioramento significativo della gestione delle liste di attesa. La quota dei pazienti operati entro trenta giorni è infatti passata dal 14,5% registrato nel 2024 al 50% nel 2026, evidenziando un’evoluzione positiva nell’organizzazione dei percorsi chirurgici.
Cresce l’efficienza dell’organizzazione ospedaliera
Oltre ai risultati sulle liste d’attesa, il Santa Maria evidenzia un miglioramento di numerosi indicatori organizzativi che riguardano l’intera attività chirurgica.
Tra gli aspetti messi in evidenza figurano l’incremento degli interventi eseguiti in Day Surgery, la riduzione dei ricoveri ritenuti inappropriati, il maggiore ricorso alle procedure mininvasive e il miglioramento degli standard qualitativi previsti dai sistemi nazionali di valutazione.
Secondo l’Azienda, questi indicatori rappresentano una misura concreta dell’efficienza organizzativa raggiunta dal sistema ospedaliero e della capacità di utilizzare in modo più efficace le risorse disponibili.
Il modello organizzativo del Santa Maria
L’Azienda attribuisce i risultati ottenuti a un modello di gestione dinamico delle liste d’attesa, caratterizzato da un monitoraggio continuo e da un’organizzazione finalizzata al rispetto delle priorità cliniche.
Il direttore generale Andrea Casciari evidenzia come l’esperienza maturata dall’Azienda Ospedaliera Santa Maria sia orientata a porre il paziente al centro dei processi organizzativi, utilizzando gli indicatori di performance come strumenti di verifica e miglioramento continuo dell’attività sanitaria.
L’obiettivo dichiarato resta quello di mantenere elevati standard assistenziali, migliorando progressivamente l’accesso agli interventi chirurgici e garantendo il rispetto dei tempi previsti per le prestazioni prioritarie, in particolare nell’ambito delle patologie oncologiche.

Penso sarebbe opportuno fare una distinzione tra le prestazioni specialistiche a pagamento e quelle chirurgiche a pagamento, anche se entrambe sono ammesse dalla Legge. L’introduzione dell’attività professionale a pagamento, “intramoenia”, ha creato non pochi problemi.