Chiarimenti su mancato acquisto vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio, Efluelda
Il consigliere regionale Tommaso Bori (Pd-vicepresidente Commissione Sanità e Servizi sociali) interroga la Giunta regionale per sapere il motivo per cui, ad oggi, nella nostra Regione, non è stato inserito nella gara il lotto per l’acquisto del vaccino Efluelda, vaccino ad alto dosaggio che tutela la fascia di popolazione over 60 in particolare i soggetti fragili ad alto rischio “istituzionalizzati” in RSA e non istituzionalizzati fragili in ADI o con esenzione 104 o con pluripatologie croniche (diabete, cardiovascolare, respiratorie).
Proteggere i soggetti fragili
Bori chiede di sapere “come intende quindi proteggere i soggetti fragili dall’influenza e dalle complicanze dell’influenza respiratorie e cardiovascolari associate al rischio di incorrere in ospedalizzazioni per tutte le cause con un impatto non solo clinico ma anche economico rilevante e per sollecitare l’intervento dell’assessore Coletto affinché, in tempi brevi, anche in Umbria, come nella maggior parte delle altre Regioni, si possa ricorrere all’utilizzo di tale vaccino indispensabile per una importante fetta dei nostri cittadini”.
[su_panel background=”#fdfafa” color=”#000000″ border=”2px solid #e82020″ shadow=”6px 6px 6px #eeeeee” radius=”8″ text_align=”center”]“In Italia – spiega Bori – le Regioni hanno aderito alla campagna vaccinale per l’acquisto del vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio Efluelda attraverso un bando di gara, ma l’Umbria non ha inserito il lotto specifico nella gara quindi, ad oggi, nella nostra Regione non ci sono vaccini antinfluenzali ad alto dosaggio per i pazienti con più di 60 anni né per i pazienti “istituzionalizzati” ricoverati nelle RSA né per i soggetti fragili ultra 80 enni – soggetti in ADI, soggetti con esenzione 104, soggetti cronici con pluripatologie (diabete, cardiovascolare, respiratorie) – nonostante in più occasioni, anche pubbliche, l’assessore alla sanità Luca Coletto abbia rassicurato la popolazione sull’acquisto degli stessi sottolineando che “come amministrazione ci stiamo muovendo sulla scia indicata dalla scienza, ovvero utilizzare i vaccini ad alto dosaggio. Riteniamo prioritaria la tutela della vita dei nostri anziani e siamo convinti che attraverso la prevenzione si possano generare risparmi ed efficientamento per l’intero sistema sanitario, evitando ospedalizzazioni inutili che andrebbero a congestionare la sanità sulla quale pesano questi anni di pandemia”.[/su_panel]Patologia antifluenzale
“La patologia influenzale – si legge nell’atto – è una malattia respiratoria acuta ad ampia diffusione e rappresenta un serio problema di sanità pubblica, tanto da gravare sulla società sia per i costi diretti (terapie, ospedalizzazioni nei casi più critici) che per quelli indiretti (giornate lavorative perse, perdita di produttività) ad essa associati; è infatti altamente contagiosa ed è una delle poche malattie infettive che potenzialmente ogni persona sperimenta anche più volte nel corso della vita poiché, come riportato dall’OMS, l’influenza ha origine virale e si diffonde piuttosto facilmente fra le persone principalmente per via aerea e nei soggetti considerati a rischio può anche essere causa di gravi conseguenze di salute fino a portare, nei casi più gravi, alla morte”.
“Il vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio – conclude – è l’unico ad aver dimostrato, in uno studio clinico randomizzato controllato, una maggiore efficacia clinica rispetto al vaccino antinfluenzale a dose standard per la prevenzione dell’influenza confermata in laboratorio nei soggetti ≥65 anni e con una riduzione dell’ 11,7% dei ricoveri per influenza, del 27,3% dei ricoveri per polmonite, del 17,9% dei ricoveri per cause cardiorespiratorie e dell’ 8,4% sui ricoveri per tutte le cause.
Dal punto di vista dell’impatto economico, il vaccino antinfluenzale ad alto dosaggio, nel confronto con lo Standard Dose definisce un profilo di costo-efficacia favorevole per l’economia di riferimento, considerando anche le ospedalizzazioni per eventi cardiovascolari permettendo quindi di considerare anche l’effetto dei vaccini ad alto dosaggio nel ridurre questo tipo di complicanze dell’influenza; i costi di acquisizione e somministrazione infatti, sono più che compensati dai risparmi derivanti dalle ospedalizzazioni evitate”.

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