Bene i vaccini a scuola per bambini del Trasimeno, no a fusione tra distretti

Bene i vaccini a scuola per bambini del Trasimeno, no a fusione tra distretti

Bene i vaccini a scuola per bambini del Trasimeno, no a fusione tra distretti

“Esprimo apprezzamento per l’iniziativa intrapresa dalla direzione sanitaria del Distretto del Trasimeno, così come condivisa e promossa in collaborazione con i dirigenti scolastici e le amministrazioni comunali, e che, a partire dal prossimo 18 gennaio, permetterà ai bambini del territorio di vaccinarsi presso i locali delle loro scuole”. È quanto dichiara la capogruppo regionale del Partito democratico, Simona Meloni.


Fonte: Acs Umbria


“Ritengo importante quanto doveroso – continua Meloni – sottolineare questa buona pratica con l’auspicio che presto venga estesa a tutta l’Umbria. Facilitare ed incentivare le vaccinazioni dei bambini tra i 5 e gli 11 anni deve essere una priorità condivisa da tutti, per poter contrastare l’avanzata della pandemia con gli strumenti adeguati. Ritengo altrettanto importante sottolineare come il dialogo e la piena collaborazione tra i diversi livelli istituzionali, socio-sanitari, scolastici e amministrativi, permetta di mettere in campo iniziative importanti come questa, nonostante le difficoltà e la scarsità di uomini e mezzi. Si tratta per altro di un’ulteriore conferma rispetto all’importanza di continuare ad assicurare, anche in futuro, livelli adeguati di programmazione e gestione socio-sanitaria, senza arrivare ad immaginare estemporanei progetti di fusione tra distretti, come abbiamo invece dovuto apprendere scorrendo la bozza del nuovo piano sanitario, dove, in particolare, il distretto del Trasimeno verrebbe accorpato a quello dell’Alto Tevere”.

“Motivo in più – conclude la capogruppo Dem – per continuare a lavorare su una prospettiva diversa rispetto a quella prevista da questa Giunta regionale, con l’obiettivo di tenere in maggior considerazione le caratteristiche e i reali bisogni di salute che emergono dai diversi territori, unitamente alla necessità di innescare meccanismi e processi virtuosi di riorganizzazione, senza arrivare a stravolgere modelli sanitari e socio assistenziali che hanno dimostrato, se potenziati e non smantellati, di essere utili ed ancora efficienti”.

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