Altro medico si ammala di morbillo all’ospedale di Terni, i casi sono 18

Già 153 prelievi immunologici effettuati su 253 richieste

Altro medico si ammala di morbillo, 18 i casi all'ospedale di Terni

Altro medico si ammala di morbillo all’ospedale di Terni, i casi sono 18

TERNI – Dopo alcuni giorni di latenza, l’ospedale di Terni questa mattina ha registrato un nuovo caso di morbillo in un medico del Pronto Soccorso per il quale non è stato necessario ricovero.  L’epidemia di morbillo che è esplosa nei giorni scorsi a Terni, colpendo ad oggi 18 persone di cui 14 operatori sanitari, è stata contenuta grazie al tempestivo intervento dell’Azienda ospedaliera Santa Maria e della USL Umbria 2, che hanno attivato due azioni parallele di protezione e prevenzione: da un lato lo screening sierologico per la verifica dell’immunità sul personale che non aveva certezza di aver contratto la malattia; dall’altro una campagna di vaccinazione offerta attivamente e gratuitamente a cura degli  operatori di Igiene e sanità pubblica della USL Umbria 2, che stanno somministrando i vaccini nella sede del servizio o all’ospedale stesso. Al momento su 250 richieste di screening sono stati già effettuati 153 prelievi immunologici su coloro che non erano stati già vaccinati o che non avevano contratto il morbillo.

Casi ripetuti di morbillo al Santa Maria di Terni

Morbillo a Terni

IL MORBILLO
Il morbillo (dal latino morbus, malattia) è una malattia infettiva esantematica altamente contagiosa causata da un virus, il Paramyxovirus del genere Morbillivirus.[1][2] Il morbillo, di per sé, non ha sintomi gravi, provoca principalmente un’eruzione cutanea, simile a quelle della rosolia o della scarlattina che il più delle volte si risolve spontaneamente[3]; ma che può, in casi relativamente rari, portare alla morte, perdita della vista[4]perdita dell’udito[5], danni cerebrali permanenti.[1] I segni e sintomi iniziali di solito includono febbre, spesso superiore a 40 °C, tosse, naso che cola e occhi rossi.[1][6] Due o tre giorni dopo l’inizio dei sintomi, piccole macchie bianche possono formarsi all’interno della bocca, note come macchie di Köplik. Un rash cutaneo rosso e che di solito inizia sul viso e poi si diffonde al resto del corpo, esordisce tipicamente da tre a cinque giorni dopo l’inizio dei sintomi.[6] I sintomi si sviluppano solitamente in 10-12 giorni dopo l’esposizione ad una persona infetta e si protraggono per 7-10 giorni.[7][8] Le complicanze si verificano in circa il 30% dei casi, nei bambini inferiori a 5 anni di vita, e possono includere, tra le altre, diarrea (8%), otite (7%), polmonite (6%), infiammazione del cervello (0,1%).[7][9] La malattia è responsabile di un numero di morti che va dalle 30 alle 100 ogni 100.000 persone infette e, solitamente, per superinfezioni batteriche[3]. La rosolia (morbillo tedesco) e il morbillo sono malattie diverse.[10] Il morbillo è una malattia che si diffonde facilmente per via aerea, soprattutto attraverso i colpi di tosse e gli starnuti delle persone infette. Può anche essere diffuso attraverso il contatto con la saliva o le secrezioni nasali.[7] Nove persone su dieci che non sono immuni e condividono lo spazio in cui vivono con una persona infetta, saranno contagiate. Le persone sono infettive da quattro giorni prima a quattro giorni dopo l’inizio del rash.[9] Una volta contratto, il morbillo dà un’immunizzazione teoricamente definitiva, quindi non ci si ammalerà più per l’intera durata della vita.[7][3] Il test per il virus, da utilizzare nei casi sospetti, è importante per le iniziative della sanità pubblica.[9] Il vaccino contro il morbillo è efficace nel prevenire la malattia. La vaccinazione ha portato ad una diminuzione del 75% dei decessi dovuti a questa malattia tra il 2000 e il 2013 e circa l’85% dei bambini a livello mondiale sono attualmente vaccinati. Nessun trattamento specifico è disponibile. La terapia di supporto può migliorare la prognosi.[7] Questa può consistere nella somministrazione di una soluzione orale di reidratazione, cibo sano e farmaci per controllare la febbre.[7][8] Gli antibiotici possono essere utilizzati nel caso si verifichi un’infezione batterica secondaria, come la polmonite. L’assunzione di vitamina A è anche consigliata nei paesi in via di sviluppo.[7] In epoca pre-vaccinale, il morbillo era endemico in quasi tutto il mondo e la maggior parte delle persone venivano infettate durante l’infanzia. Si verificavano focolai regolari a intervalli di 2 – 5 anni nella maggior parte delle popolazioni, e poche persone rimanevano sensibili oltre 20 anni di età.[11]Oggi, il morbillo, nonostante le campagne di vaccinazione, continua a colpire vari milioni di persone l’anno,[1] soprattutto nelle aree in via di sviluppo dell’Africa e dell’Asia[7] ed è la malattia, prevenibile con il vaccino, che provoca il maggior numero di morti rispetto qualsiasi altra patologia.[12] Nel 2013 vi sono stati circa 96.000 decessi dovuti al morbillo, un dato in calo rispetto ai 545.000 decessi registrati nel 1990.[13] Si stima che negli anni 1980, la malattia causasse 2,6 milioni di morti all’anno.[7] Prima che fosse disponibile il vaccino, negli Stati Uniti si verificavano da tre a quattro milioni di casi ogni anno.[9] La maggior parte delle morti riguarda bambini di età inferiore ai cinque anni.[7] Il rischio di morte tra gli infetti è di solito dello 0,2%,[9] ma può arrivare fino al 10% in coloro che accusano malnutrizione.[7] Si ritiene che non colpisca gli altri animali.[7]

 

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