Tutti a cercare il meteorite caduto in Toscana, anche nei prossimi giorni

Anche con metal detector. In 50 impegnati finora, senza esito

Tutti a cercare il meteorite caduto in Toscana, anche nei prossimi giorni

Tutti a cercare il meteorite caduto in Toscana, anche nei prossimi giorni

 Senza esito finora le ricerche della meteorite caduta la notte dell’ 1 ottobre al confine della provincia di Pistoia con quella di Prato. Tra ieri e oggi impegnate circa 50 persone sul terreno mentre sono state una quindicina le segnalazioni, compresa una arrivata dalla Basilicata, di possibili campioni di meteoriti, rivelatesi però non proficue.


Fonte Agenzie di stampa


La ‘ caccia al tesoro’ si ripeterà anche il prossimo fine settimana, pure con l’ impiego di metal detector. Sono state otto telecamere della rete di sorveglianza Prisma, in Toscana e nel centro Italia, a registrare la caduta della meteorite. L’ area interessata, molto probabilmente una fascia di circa 10 chilometri in lunghezza e uno in larghezza, sarebbe compresa tra le località di Lucciano e La Ferruccia, nel Pistoiese, come spiegato dal direttore della Fondazione Parsec di cui fa parte il Museo di scienze planetarie di Prato, Marco Morelli.

La meteorite in questione è una roccia di pochi centimetri di diametro, peso fra i 30 e i 100 grammi, di colore nero intenso.

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Chi la trovasse o pensasse di averne trovata una, è stato ribadito, non deve toccarla a mani nude, ma fotografarla e chiamare il Museo di Scienze planetarie al numero 335 8486580 o inviare una mail a info@museoscienzeplanetarie.eu oppure a prisma_po@inaf.it.

Al Museo di Scienze Planetarie tante segnalazioni e foto

Una domenica a passeggio, ma a testa bassa e con gli occhi attenti a individuare qualsiasi oggetto piccolo, smussato e di colore nero che si trovi sul terreno. Così la stanno passando gli oltre 50 volontari che si sono dati appuntamento, nella zona fra Agliana e Quarrata (Pistoia), per partecipare alle ricerche della meteorite caduta la notte del primo di ottobre e avvistata dalle telecamere della rete di sorveglianza Prisma.

Stamani ad accompagnarli, come sempre, il direttore del Museo

Stamani ad accompagnarli, come sempre, il direttore del Museo di Scienze Planetarie Marco Morelli e Giovanni Pratesi, del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, insieme al ricercatore Tiberio Cuppone. Per ora nessuna traccia dell’inafferrabile meteorite, ma nessuno si perde d’animo. Sabato e domenica prossimi si ricomincia, sempre con l’aiuto dei gruppi astrofili di Montelupo, Prato e San Marcello ed anche con l’apporto prezioso dell’associazione nazionale Sos Metal Detector. Il direttore Luciano Diletti si è offerto stamani di mandare una squadra di volontari della Toscana per cercare di individuare oggetti contenenti metallo.

“Non è detto che la meteorite che cerchiamo sia ferrosa, alcune non contengono affatto metalli – spiegano Morelli e Pratesi – ma come è sempre stato ribadito l’aiuto di tutti è prezioso. I volontari riprenderanno le ricerche battendo palmo a palmo le frazioni La Ferruccia, Sant’Antonio, Vignole, Olmi, Valenzatico, Case Ferretti fino a Lucciano, ma ognuno può controllare intorno casa”.

Intanto al Museo di Scienze Planetarie cominciano ad arrivare segnalazioni e foto di “ritrovamenti”, anche completamente fuori dalla zona di probabile caduta. Qualcuno ha chiamato da Pistoia, qualcuno da Figline di Prato e una telefonata è arrivata addirittura dalla Basilicata. “Purtroppo nessuno dei campioni è una meteorite – commenta Daniela Faggi, geologa conservatrice del Museo di Scienze Planetarie, che vanta la collezione più importante d’Italia composta da 1.600 pezzi – Per lo più si tratta di frammenti di serpentinite del Monteferrato, una roccia verde molto scuro che può trarre in inganno”.

La meteorite in questione è una roccia di pochi centimetri di diametro che pesa fra i 30 e i 100 grammi di colore nero intenso caduta molto probabilmente in una fascia di circa 10 chilometri in lunghezza e uno in larghezza.

Chi trovasse o pensasse di averne trovata una, non deve toccarla a mani nude, ma fotografarla e chiamare il Museo di Scienze Planetarie al numero 335 8486580 o inviare una mail a info@museoscienzeplanetarie.eu oppure a prisma_po@inaf.it.

(Zto/Adnkronos)

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