Ponte sullo Stretto ex ministro Lunardi, grande opera, sarà un successo per l’Italia

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L’Ordine degli Ingegneri di Perugia ha concluso il suo evento dedicato al Centenario di istituzione dell’Albo professionale con un’enfasi particolare sul futuro dell’ingegneria e le sfide epocali, con il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina come fulcro della discussione.

La sala dei Notari di Perugia è stata il palcoscenico dell’ultimo di tre incontri programmati, in cui sono stati esaminati aspetti cruciali dell’ingegneria moderna. Il vicepresidente della Provincia di Perugia, Moreno Landrini, l’assessore all’Urbanistica del Comune di Perugia, Margherita Scoccia, e altri rappresentanti dell’Ordine hanno accolto i partecipanti.

Il Direttore del dipartimento di Ingegneria dell’Università di Perugia, Ermanno Cardelli, e il Direttore del dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’ateneo perugino, Giovanni Gigliotti, hanno dato il via agli interventi, focalizzandosi sul tema “Le grandi sfide dell’ingegneria del nuovo millennio. L’esempio del ponte sullo Stretto”.

Pietro Lunardi, ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha ripercorso la storia del progetto del Ponte sullo Stretto di Messina. Lunardi ha sottolineato l’importanza di questo progetto nel contesto della politica socio-economica del Sud Italia, evidenziando come possa spostare il baricentro dell’Europa, favorendo un maggiore flusso trasportistico.

Riguardo agli aspetti tecnici, Lunardi ha fornito dettagli su come il ponte sarà una campata unica lunga 3.300 metri, sorretta da quattro cavi portanti con un diametro di 1,2 metri e con una sagoma aerodinamica testata in galleria del vento.

Dopo 12 anni di interruzione, il progetto del Ponte sullo Stretto è stato ripreso e adeguato, con l’obiettivo di presentarlo all’approvazione del Cipes entro marzo-aprile 2024. Claudio Borri, membro del comitato scientifico, ha evidenziato il ruolo chiave del comitato nella revisione del progetto.

Incontro con Lunardi

Fabio Brancaleoni, docente presso la Sapienza di Roma, ha approfondito la fattibilità della campata del ponte, sottolineando che la storia dei ponti dimostra la possibilità di realizzare la campata progettata per lo Stretto di Messina.

Il presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, Angelo Domenico Perrini, ha chiuso l’evento sottolineando come la professione ingegneristica abbracci ora una vasta gamma di settori, dall’intelligenza artificiale alla bioingegneria, mantenendo al tempo stesso le conoscenze di base fondamentali per il progresso della società. L’approccio all’ingegneria è cambiato, puntando oggi su materiali sostenibili e una prospettiva di ciclo di vita dei progetti.

L’ingegneria, secondo Perrini, rappresenta il futuro della società, un’occupazione complessa e affascinante che richiede impegno e dedizione.

by Luca Fiorucci

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