Perugia: Nasce il consiglio delle Chiese Cristiane dell’Umbria

la sede del centro ecumenico ed universitario san martino in perugia dove nascerà il 28 giu. 2013 il CCC(umbriajournal.com) PERUGIA – Venerdì 28 giugno, a Perugia, sarà un giorno storico per il cammino ecumenico da sempre molto sentito e praticato nella terra dei santi Benedetto e Francesco, in quanto verranno firmati la Costituzione e lo Statuto che daranno vita al Consiglio delle Chiese Cristiane dell’Umbria. Di questo organismo ne fanno parte, «al momento della costituzione», si legge all’art. 2 dello Statuto, la Chiesa cattolica di Perugia-Città della Pieve, la Chiesa evangelica valdese (Unione delle Chiese metodiste e valdesi), la Chiesa ortodossa (Patriarcato di Mosca), la Chiesa ortodossa romena e la Chiesa avventista. Sono quelle «Chiese che confessano il Signore Gesù Cristo come Dio e Salvatore secondo le Scritture – recita l’art 1 dello Statuto – e per questo cercano di adempiere alla comune vocazione alla gloria di Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo».

La nascita del Consiglio delle Chiese Cristiane avverrà, alle ore 11 del 28 giugno, in un luogo altrettanto storico: il Centro ecumenico ed universitario “S. Martino”, in via del Verzaro 23, in pieno centro di Perugia, che è anche la sede dell’Ufficio diocesano per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. Il Centro “S. Martino”, lo ricordiamo, è attivo fin dagli anni del Concilio Ecumenico Vaticano II, promuovendo incontri ecumenici ed interreligiosi con le altre confessioni cristiane e con altre fedi religiose presenti in Umbria.

«Questo Consiglio è un’iniziativa tra le poche in Italia e all’estero – commenta mons. Elio Bromuri, direttore di questo Ufficio diocesano e coordinatore del Centro “S. Martino” –, segno concreto di testimonianza del cammino ecumenico basato sulla “Charta oecumenica” di Strasburgo del 2001».

«Questa iniziativa – prosegue mons. Bromuri – risponde alla necessità di dare un segno esteriore di unione, di programmare e svolgere attività ecumeniche comuni, di approfondire la conoscenza reciproca e incentivare quel processo di avvicinamento e di comunione nella diversità delle tradizioni e delle impostazioni teologiche ed ecclesiali di ognuno. Le Chiese che firmeranno la costituzione e relativo statuto del Consiglio, già da tempo svolgono alcune attività insieme e perciò è utile che si trovino insieme in fase di programmazione».

Nell’annunciare la notizia dell’imminente costituzione a Perugia del Consiglio delle Chiese Cristiane sulle colonne del settimanale cattolico umbro «La Voce», mons. Bromuri si pone alcuni quesiti, che non possono non far riflettere, e ricorda un recente “episodio ecumenico” di Papa Francesco: «“Perché siamo divisi? Perché? Tra cristiani e anche tra cattolici? Perché?”. Sono le domande piene di sofferenza di chi ama la Chiesa come corpo di Cristo e avverte che essa è lacerata. E Papa Francesco all’udienza di mercoledì 19 giugno, che ha svolto una meditazione sulla Chiesa come corpo di Cristo, ha anche detto di aver pregato, proprio la stessa mattina, per mezz’ora, con un pastore evangelico».

Le finalità del Consiglio delle Chiese Cristiane, che sarà presieduto a turno da un membro delle Chiese aderenti per la durata di un anno, sono elencate all’art. 3 dello Statuto: testimoniare insieme il Vangelo di Gesù Cristo; promuovere nelle Chiese uno spirito di maggiore comprensione e di dialogo onde evitare dissapori e malintesi (matrimoni misti, conversioni per opportunismo, ecc.); favorire una corretta e reciproca conoscenza delle Chiese; programmare e sostenere attività comuni nell’ambito delle iniziative ecumeniche locali; diffondere la conoscenza del cammino del movimento ecumenico, dei dialoghi tra le Chiese, delle attività e dei documenti delle singole Chiese; cercare risposte comuni a problemi di attualità che interpellano la fede cristiana; promuovere rapporti con le variegate realtà religiose cristiane presenti nel territorio umbro.

Riguardo a quest’ultima finalità, mons. Bromuri precisa che «questo Consiglio, per il momento, raccoglie solo cinque denominazioni di Chiese presenti nel territorio diocesano perugino-pievese, in attesa che possano farvi parte in seguito per libera scelta altre Chiese e comunità ecclesiali e altre diocesi umbre fino a formare un Consiglio effettivamente a dimensione regionale».

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