Accolti 9mila ragazzi da tre continenti, fede e fraternità
Quasi novemila giovani provenienti da tre continenti hanno preso parte al Giubileo dei Giovani a Perugia, ospitati tra famiglie, oratori e strutture pubbliche. L’evento ha rappresentato un momento di profonda condivisione e spiritualità, culminato nella celebrazione eucaristica multilingue presieduta da monsignor Ivan Maffeis presso la chiesa del Girasole a San Mariano di Corciano. Presenti delegazioni dalle Filippine, Polonia, Croazia, Francia, Spagna, Stati Uniti e da varie zone dell’Umbria.
Nella sua omelia, l’arcivescovo ha evidenziato come il pellegrinaggio rappresenti un ritorno alle fonti di pace e speranza: «Siamo un’unica famiglia nelle nostre diversità», ha affermato, sottolineando la necessità di non arrendersi di fronte al male, ma di riconoscere i segni del bene presenti dentro e attorno a noi. Ha citato la parabola evangelica della zizzania per esortare i giovani a non giudicare, ma ad agire con pazienza e discernimento: «Il campo è la nostra vita, e non possiamo pretendere di essere padroni del grano e della zizzania».
Con i ragazzi filippini era presente anche monsignor Rex Andrew Clement Alarcon, arcivescovo di Caceres, che ha partecipato alla celebrazione manifestando gratitudine per l’accoglienza ricevuta e per l’occasione di fraternità vissuta in terra umbra.
Le giornate hanno previsto momenti di incontro, catechesi, laboratori artistici, giochi e attività sportive. Al Centro sportivo di Santa Sabina, i giovani si sono cimentati nella pittura della ceramica di Deruta e nella preparazione della tradizionale torta al testo perugina. Un’esperienza che ha unito cultura e fede, con la presenza di centinaia di volontari impegnati nell’organizzazione logistica e nell’accoglienza.
Dal 24 al 29 luglio, il capoluogo umbro si è trasformato in un crocevia spirituale: oltre 8.700 pellegrini hanno soggiornato a Perugia in vista del raduno giubilare con papa Leone XIV a Tor Vergata il 3 agosto. L’accoglienza è stata gestita dalla diocesi in collaborazione con enti locali e protezione civile, che hanno messo a disposizione spazi per l’alloggio, la distribuzione dei pasti, i trasporti e i presidi sanitari.
Centinaia di famiglie perugine hanno aperto le loro case, offrendo ospitalità a giovani provenienti da contesti e culture lontane. Otto i gruppi di accoglienza con il coinvolgimento diretto delle parrocchie, distribuiti tra il centro cittadino e le zone pastorali limitrofe.
I gruppi organizzati sono stati alloggiati in strutture come il Pala Barton, i CVA di Ponte Pattoli, Ponte Felcino e Castel del Piano, e nelle palestre scolastiche di numerosi quartieri, tra cui Ferro di Cavallo, Madonna Alta, San Martino in Campo, San Marco, Villaggio Kennedy, Montegrillo e Tuoro sul Trasimeno.
Il programma ha incluso pellegrinaggi simbolici: venerdì 25 luglio i ragazzi hanno visitato Assisi, sostando al Santuario della Spogliazione e alla Basilica di San Francesco. Il 26 luglio è stata celebrata la giornata diocesana con la Santa Messa a Santa Sabina, guidata dall’arcivescovo Maffeis. Domenica 27 luglio si è svolta la festa regionale a Santa Maria degli Angeli, con la partecipazione di tutti i pellegrini accolti in Umbria.
Il 28 luglio, molti gruppi hanno iniziato il cammino verso Roma. I 1.700 pellegrini della diocesi di Madrid sono rimasti a Perugia per incontrare l’arcivescovo José Cobo Cano e vivere un momento di preghiera condivisa. Il giorno successivo, martedì 29, la manifestazione si è conclusa con un incontro interistituzionale presso Piazza del Bacio, animato dai giovani madrileni e dedicato allo scambio culturale tra pellegrini e comunità locale.
L’evento ha avuto anche un forte impatto simbolico: la partecipazione attiva dei giovani nel promuovere la pace e contrastare le divisioni è stata uno dei temi ricorrenti, ricordando le attuali sofferenze globali, dai conflitti in Medio Oriente alla guerra in Ucraina. I giovani si sono detti uniti da un ideale comune, quello di essere “miracolo di speranza” in un mondo segnato da violenza e disuguaglianze.
Il Giubileo a Perugia ha rappresentato non solo un’occasione spirituale, ma anche una grande esercitazione di comunità e solidarietà, resa possibile dal coordinamento diocesano e dall’impegno corale di istituzioni, famiglie e volontari. La città ha risposto con entusiasmo, trasformandosi in punto di incontro globale per la fede dei giovani. La marcia verso Roma, che ha chiuso queste giornate intense, ha lasciato il segno di un’esperienza vissuta come segno concreto di rinnovamento e testimonianza cristiana.
























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