Notte Santa in cattedrale affollata: posto per tutti nel presepe vivo

Notte Santa in cattedrale affollata: posto per tutti nel presepe vivo

Arcivescovo Maffeis: “Dio rinasce e riaccende la vita nella società”

L’arcivescovo Ivan Maffeis ha squarciato il silenzio della Notte di Natale nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia, parlando a fedeli e turisti che saturavano le tre navate con un fervore palpabile. Ha lanciato un messaggio tagliente: l’accoglienza umana genera la rinascita divina, ravvivando esistenze private e legami collettivi.

“Dove fioriscono relazioni protette, Dio irrompe di nuovo, infondendo nuova linfa alla vita individuale, familiare, comunitaria e sociale”, ha tuonato il presule durante l’omelia, mentre la Corale Laurenziana elevava inni che vibravano tra le mura antiche. Il rito si è coronato con il gesto intimo dell’arcivescovo che ha adagiato il bambinello nel presepe, circondato dai concelebranti: vicario generale don Simone Sorbaioliarciprete don Fausto Sciurpaparroco don Marco Briziarelli, i canonici con il cerimoniere don Francesco Verzini e i seminaristi radunati.

Tra la folla, turisti catturati dal fascino natalizio di Perugia mescolati a locali devoti. Maffeis ha sparso auguri caldi: “Buon Natale a ognuno”. Ha dipinto il presepe come arena della vita reale, con pastori fianco a falegnami, calzolai, lavandaie, pescatori, fabbri. Riprendendo Papa Leone, ha chiarito: queste figure quotidiane rivelano come sforzi lavorativi e doveri trovino compimento nel progetto cristico.

Ognuno irrompe nella Notte Santa con il proprio cammino: storie personali, vincoli familiari, carichi professionali. Tali pesi non zittiscono il Gloria angelico, ma lo rendono eco personale. Natale esalta la vita in ogni fase, dal sussurro prenatale alle burrasche dell’esistenza adulta. Esistere davvero richiede di mollare ormeggi falsi, spiegare vele fiduciose e navigare l’ignoto.

“Una greppia e lo sguardo avvolgente di una Madre bastano”, ha proseguito. Dio ha optato per la nudità temporale, fasciato solo dalla debolezza universale. Da qui l’ammonimento: smettetela di mascherare crepe sotto facciate perfette, spesso inumane. Riconoscere miserie con umiltà apre alla grazia: “Oggi nasce il vostro Salvatore, Cristo Signore”.

Ne scaturisce solidarietà: curvarsi sul prossimo, offrire mani tese, assaporare gioia nell’alterità. Eco di Papa Leone: “Nessun posto per Dio senza spazio umano”. In un panorama umano sgretolato, Natale semina pace profetica, esortando a fraternità radiosa che illumina il mondo.

Contesto umbro più ampio: nelle chiese locali, messe di Natale mattutine ribadiscono incarnazione, solidarietà, pace. A Perugia, Maffeis ha officato, legando Gesù alla storia umana. A Spoleto, arcivescovo Renato Boccardo, presidente Conferenza Episcopale Umbra, ha presieduto la mezzanotte, affermando la nascita cristica come fulcro vitale e sprone responsabile. Tema pace riecheggia ovunque nelle cattedrali umbre.

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