Il mio cuore è innamorato, ecco perché Don Riccardo Ceccobelli lascia la tonaca

 
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Il mio cuore è innamorato, ecco perché Don Riccardo Ceccobelli lascia la tonaca

Don Riccardo Ceccobelli ha deciso di togliersi la tonaca per amore. “Non posso – ha affermato Don Riccardo – non continuare ad essere coerente, trasparente e corretto con la Chiesa come finora sono sempre stato … Il mio cuore è innamorato seppure non abbia mai avuto modo di trasgredire le promesse che ho fatto … Voglio provare a vivere quest’amore senza sublimarlo, senza allontanarlo”.

L’annuncio alla comunità religiosa di Massa Martana è stato dato nel corso della Messa domenicale, nel giorno in cui cadevano gli 882 anni da quel concilio Laterano II che ha stabilito l’obbligo del celibato. A dare la comunicazione il vescovo Gualtiero Sigismondi, dopo aver celebrato la Santa Messa nella chiesa parrocchiale di San Felice in Massa Martana.

“La ragione – ha affermato mons. Sigismondi – della mia presenza in mezzo a voi, oggi, è quella di dirvi ‘a viso aperto’ che don Riccardo Ceccobelli ha manifestato il desiderio di domandare al Santo Padre la grazia della dispensa dagli obblighi del celibato, perciò ha chiesto di essere dimesso dallo stato clericale e dispensato dagli oneri connessi alla Sacra Ordinazione. Pertanto, in via cautelare, viene sospeso dalla guida dell’Unità pastorale di ‘S. Felice’ in Massa Martana. Le motivazioni della sua scelta sarà lui stesso, se vorrà, a presentarle. A me spetta il compito di assicurarvi che affido a P. Mauro Dipalo T.O.R., con la qualifica di ‘amministratore parrocchiale’, la guida delle comunità di S. Felice in Massa Martana – Castel Rinaldi, SS. Giovanni Evangelista e Faustino in Villa S. Faustino – Montignano, SS. Giuseppe e Bernardino in Colpetrazzo, SS. Maria, Giovani Battista e Nicolò in Viepri. Sono immensamente grato a P. Paolo Benanti T.O.R., Ministro provinciale del Terzo Ordine Regolare di San Francesco d’Assisi, e a tutta la Fraternità francescana massetana per la pronta e generosa disponibilità, in un momento di transizione così delicato, a farsi carico dell’Unità pastorale di ‘S. Felice’.

A don Riccardo la mia gratitudine per il servizio svolto finora e a quanti, a partire dalle Suore di Gesù Buon Pastore, gli hanno assicurato lealmente fiducia e collaborazione. A don Riccardo va, soprattutto, il mio augurio più sincero perché questa sua scelta – compiuta con piena libertà, come lui stesso mi ha confidato – possa assicurargli serenità e pace. A voi, carissimi fratelli e sorelle, rivolgo questo appello: non abbiamo il diritto di commentare quanto don Riccardo ha deciso, ma piuttosto il dovere di non fargli mancare l’abbraccio della preghiera. Nel benedirvi ricorro alla formula suggerita dall’odierna liturgia nella prima lettura: il Signore vi conceda di ‘avere un cuore solo e un’anima sola’ (cf. At 4,32)”.

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