Dopo più di mezzo millennio di anni un altro umbro viene insediato al comando dei gendarmi papali

Papa Francesco sceglie uno spoletino come capo della Gendarmeria
Papa Francesco con Broccoletti (foto Vaticannews)

Dopo più di mezzo millennio di anni un altro umbro viene insediato al comando dei gendarmi papali

Elio Clero Bertoldi
È l’umbro Gianluca Gauzzi Broccoletti, 45 anni, il nuovo direttore dei servizi di sicurezza e protezione civile dello stato della Città del Vaticano e comandante del corpo della Gendarmeria. Guazzi Broccoletti è nato Gubbio e cresciuto a Spoleto ed era il vice di Domenico Giani, ex comandante, di cui Papa Francesco ha accolto le dimissioni per il caso della fuga di notizie riservate.
Il nuovo comandante ha conseguito all’università La Sapienza una laurea in ingegneria della sicurezza e protezione, è sposato ed ha due figli.

Nel corpo della Gendarmeria era entrato nel 1995 e dopo quattro anni era già responsabile della progettazione e sviluppo dell’ infrastruttura di tecnologia di networking e di sicurezza dello Stato della Città del Vaticano oltre che di Cyber Security. Nel 2010 è stato trasferito al Centro Operativo di Sicurezza, avanzando gradualmente nelle responsabilità e nei corrispondenti livelli fino a raggiungere la qualifica di Dirigente nel 2017 e di vicedirettore e vicecomandante nel 2018.

La curiosità è legata al particolare che Gauzzi non è il primo umbro a salire ad un comando così delicato. Infatti il primo capo in assoluto del nucleo delle guardie di polizia del papa fu ai tempi di Sisto IV, cioè Francesco della Rovere di Savona, il guelfo Andrea di Tartaglia da Norcia. Il pontefice, appena eletto, subì una sassaiola ad opera dei sostenitori dei Colonna e dei Savelli, per cui decise di creare – correva il 1471 – una guardia del corpo (prima di lui i pontefici non l’avevano), affidandolo ad Andrea. Quest’ultimo resse il comando fino alla morte, sotto le mura di Marino, nel 1484. Una ventina di anni più tardi, Giulio della Rovere (nipote di Sisto IV), divenuto pontefice col nome di Giulio II, trasformò il nucleo di polizia nelle Guardie Svizzere. Oggi affidate, a più cinquecento anni di distanza, ad un altro umbro. Di Andrea di Norcia si parla diffusamente nel libro “Sconosciuti illustri ed eroi dimenticati” (edizioni Sarapar).

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