Covid, direttore Oms Ghebreyesus: “Abbiamo bisogno di più cooperazione internazionale”

 
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Covid, direttore Oms Ghebreyesus: "Abbiamo bisogno di più cooperazione internazionale"

Covid, direttore Oms Ghebreyesus: “Abbiamo bisogno di più cooperazione internazionale”

“Un mondo in cui tutte le persone raggiungono il più alto livello possibile di salute” da I valori dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è il titolo della lectio intervista con Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale OMS (in videocollegamento) e Ranieri Guerra, Direttore generale aggiunto per le iniziative strategiche OMS e Marco Damilano (Direttore de l’Espresso).

“La seconda ondata è nella nostre mani. Si può evitarla o tenerla sotto controllo”, ma seguendo delle regole. Lo ha detto il direttore generale dell’ Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in videocollegamento con il forum di Assisi ‘ Cortile di Francesco’ . “Bisogna fare 4 cose: primo, evitare gli assembramenti di massa. Secondo, proteggere i più vulnerabili, gli anziani e quelli con patologie pregresse. Terzo, le persone devono collaborare, ascoltare le raccomandazioni delle istituzioni, come abbiamo visto in Italia. Quarto, continuare a fare i test”, ha sottolineato.

Nel contrasto della pandemia “l’ Italia è stata un esempio scintillante, con unità nazionale e solidarietà, impegno comune e umiltà anche la situazione peggiore si può invertire”. Lo ha detto il direttore generale dell’ Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus in videocollegamento con il forum ad Assisi ‘ Cortile di Francesco’ , esprimendo “apprezzamento al presidente Mattarella, il primo ministro Conte, il ministro Speranza, l’ interno governo e il popolo italiano” per come hanno gestito la crisi. “L’ Italia – ha ricordato – ha preso decisioni difficili ed ha insistito su quelle, riducendo la trasmissione e salvando molte vite. L’ Oms è fiera di aver lavorato con l’ Italia a livello quotidiano creando una rete si fiducia reciproca”. Ma bisogna non abbassare la guardia, perché “tutto quello che è stato raggiunto può essere perso e molte persone rimangono a rischio, la trasmissione del virus sta aumentando anche in Italia, come in molti paesi europei. Con l’ inverno, l’ apertura della scuole e le persone che tornano alla vita normale, ognuno deve condurre la propria parte, tenendo al sicuro se stesso e gli altri”, ha aggiunto.

La pandemia – secondo Ghebreyesus (qui la traduzione integrale del suo discorso in italiano) – ha dimostrato che i virus non hanno bisogno di visti e che una minaccia globale richiede una risposta globale. Abbiamo bisogno di più cooperazione internazionale, non di meno. Sin dai primi giorni della pandemia, l’OMS ha riunito i paesi per identificare e coordinare le priorità di ricerca, condividere informazioni ed esperienze, mobilitare risorse, affrontare la carenza di forniture e molto altro ancora.  Abbiamo anche lavorato con i Paesi per garantire che l’accesso a vaccini, strumenti diagnostici e terapeutici salvavita non diventi una gara che solo i ricchi e potenti possono vincere“.

Una volta che un vaccino sarà disponibile – l’auspicio di Ghebreyesus – deve essere equamente disponibile per tutti i Paesi e per tutte le persone, indipendentemente da dove vivono e dal loro status sociale o economico.  Come molti Paesi investono nella loro capacità militare in caso di conflitto, così devono investire in solide capacità di sanità pubblica per prepararsi, prevenire, rilevare e rispondere rapidamente alle epidemie quando si verificano. Negli ultimi anni, molti Paesi hanno fatto enormi progressi nel campo della medicina, ma troppi hanno trascurato i loro sistemi sanitari pubblici di base, che sono la base per prevenire, preparare, individuare e rispondere ai focolai“.

L’Italia è tra i pochissimi Paesi in cui la salute è un diritto costituzionale e il suo sistema sanitario è veramente universale e gratuito. Un fattore che ha chiaramente contribuito alla sua lotta di successo contro il Covid 19” ,ha concluso Ghebreyesus.

In Italia siamo stati molto più attenti, c’è un sistema di monitoraggio che funziona e soprattutto precauzioni che sono obbligatorie“, ha confermato Ranieri Guerra, secondo cui “gli effetti della scuola saranno visibili tra 15  giorni. Si tratta comunque di un grande successo ma l’ultima cosa che vogliamo vedere è i bimbi che diventano veicolo di trasmissione del coronavirus. Aumenteremo i controlli, ma i segnali positivi, siamo su strada protetta. Dovremo poi monitorare l’influenza stagionale, anche se, nell’emisfero australe le misure di controllo anti Covid hanno avuto efficacia anche contro l’influenza“. Ranieri Guerra ha poi voluto mandare anche un messaggio ai ragazzi: “Non pensate di essere immuni. Il contatto con il virus causa danni anche senza malattia, danni che si manifestano nel corso del tempo“.

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