CITTA’ DI CASTELLO: CELEBRAZIONE DIOCESANA DELLA VIGILIA DI PENTECOSTE IN CATTEDRALE

cancian(UJ.com3.0) CITTA’ DI CASTELLO – Sabato 18 maggio, alle ore 21.00, nella Cattedrale di Città di Castello, il vescovo Domenico Cancian presiederà la Messa propria nella Vigilia di Pentecoste. È una delle celebrazioni a carattere diocesano perché è proprio a Pentecoste che inizia il cammino della Chiesa. In tale occasione saranno conferiti i ministeri laicali alle persone che hanno fatto il corso di preparazione. Una corale invocazione allo Spirito Santo da parte della comuhnità cristiana perché continui a guidare con la sua potente azione la Chiesa, convinti che senza lo Spirito nulla possiamo. “Con la forza dello Spirito, la Chiesa di Cristo ha fatto un lungo percorso che ha già 20 secoli di storia – ricorda il vescovo Domenico Cancian -. È la prova che lo Spirito ha sostenuto e animato la comunità cristiana, soprattutto in tanti momenti critici.

L’ultimo chiaro segno, a tutti evidente, è stato in questi mesi la rinuncia inattesa del Papa Benedetto e l’elezione del nuovo vescovo di Roma, Papa Francesco. Assieme ai vescovi umbri, ho avuto la grande grazia di incontrarlo in occasione della Visita ad limina. Le nostre otto chiese sorelle sono state confermate e incoraggiate nella fede dal successore di Pietro, il nuovo vescovo di Roma. Dopo averci ascoltato con umile attenzione e aver gradito l’invito a venire ad Assisi (dove non è mai stato!), ci ha offerto alcune preziose indicazioni. Ne ricordo qualcuna. “Preferisco una Chiesa ferita, piuttosto che una Chiesa chiusa su se stessa. Una Chiesa che faciliti la fede, piuttosto che la controlli o la complichi. C’è bisogno di preti che testimonino soprattutto la gioia del donarsi, di mettersi al servizio dei giovani e dell’accompagnamento vocazionale, dando tempo per l’aiuto spirituale e la confessione. Vescovi e preti dovrebbero amare la gente, mettersi al servizio dei poveri, in modo umile e generoso, ascoltando, aiutando, sostenendo. L’evangelizzazione si fa con l’amore, con la gioia, con la misericordia e la tenerezza”. Indicazioni semplici ed essenziali come quelle di Gesù nel Vangelo, come quelle di San Francesco e di Sant’Ignazio. La Chiesa ha bisogno del fervore dei santi che si sono lasciati guidare dallo Spirito.

Auguro a me e a voi che la prossima Pentecoste ci trovi tutti ben disposti a ricevere una nuova effusione dello Spirito, decisi a vivere una santa vita spirituale, mettendo in atto i suggerimenti dello Spirito, i cui frutti sono: amore, gioia, pace, magnanimità, benevolenza, bontà, fedeltà, mitezza, dominio di sé, altrimenti rimaniamo schiavi degli istinti “della carne” che portano all’idolatria, alla dissolutezza, alla discordia…”

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