La politica umbra tra sfide, valori e progetti concreti
Perugia, 5 ottobre 2025 – In una serata che ha riempito il Teatro di figura di Perugia fino all’ultimo posto, l’eurodeputato Nicola Zingaretti ha tracciato un quadro intenso e positivo della situazione politica umbra, definendola «un modello italiano non solo per il numero di alleati, ma per la passione, la cultura politica e la qualità delle persone che la interpretano». L’evento “C’è ancora domani” ha radunato sindaci, amministratori e dirigenti del Partito Democratico e delle forze alleate, protagonisti di una stagione di successi e di rinnovata partecipazione politica nell’ultimo anno.
Ad aprire l’incontro è stata Sarah Bistocchi, che ha sottolineato il ritorno del Pd come forza generosa e inclusiva: «Abbiamo costruito un’alternativa credibile alla destra, evitando di essere protagonisti indiscussi, ma assumendoci il ruolo di registi generosi in un progetto politico chiaro, di coalizione. Da soli non si può vincere: servono alleati autentici, per smettere di consegnare il paese alla destra e dare vita a una prospettiva condivisa».

Il segretario regionale Pd, Damiano Bernardini, ha poi rilanciato l’idea di un «domani da costruire insieme», sottolineando che le esperienze diffuse sul territorio e la collaborazione con il governo regionale costituiscono la spina dorsale di questo percorso. «L’appuntamento delle Marche – ha ricordato – ci ha insegnato che non basta definire i confini di una coalizione, serve darle un’anima vera, fatta di condivisione e impegno».
Stefano Moretti, segretario Pd di Perugia, ha puntato l’attenzione sulla necessità di coinvolgere nuovamente gli elettori più distanti: «Il 2024 è stato un anno di vittorie memorabili, ma il nostro pensiero fisso resta far tornare alle urne chi oggi si sente escluso o scoraggiato. Per questo serve un modello di partecipazione costruito dal basso, capace di dare voce a tutti».
Il presidente della Provincia e sindaco di Gualdo Tadino, Massimiliano Presciutti, ha evocato l’Umbria come possibile «motore di riscossa per l’Italia di mezzo», puntando a dimostrare con i fatti come il cambiamento sia possibile. «Non serve un nome per unificare il partito – ha precisato –, ma la capacità di trasformare le differenze in forza collettiva».
Un richiamo al valore della prossimità è arrivato da Luca Secondi, sindaco di Città di Castello, che ha definito la politica come «un’occasione per chi non ha altre occasioni», mentre Alessia Sirci, segretaria Pd intercomunale assisano, ha condiviso il cammino di resilienza dopo la sconfitta elettorale a Cannara, un esempio di come nei territori si lavori con tenacia e senza rassegnazione.
Da Narni, con Enrico Cruciani e l’assessore Giovanni Rubini, fino alla Media Valle del Tevere con Costantino Kounas, la linea comune è stata chiara: «Per vincere è fondamentale mettere da parte i personalismi e guardare all’obiettivo collettivo». Il sindaco di Bastia Umbra, Erigo Pecci, ha raccontato la costruzione di una vittoria «basata sulla coesione e sull’ascolto».
Non sono mancati i contributi di sindaci e assessori da Montecastrilli, Marsciano e Assisi, con Michele Moretti che ha sottolineato come «il Pd abbia perso quando ha smesso di ascoltare le persone» e Donatella Casciarri che ha portato la voce delle realtà locali.
Particolarmente atteso è stato l’intervento della sindaca civica di Perugia, Vittoria Ferdinandi, leader di una coalizione ampia e trasversale. «La buona politica – ha detto – non si costruisce da soli né si esaurisce nei palazzi, ma nasce dalle relazioni, dallo stare insieme e dal confronto autentico. Anche nel weekend, siamo tutti impegnati a sostenere le sfide e a guidare i cambiamenti che stanno trasformando Perugia, una città complessa che merita cura e dialogo continuo».
Prima delle conclusioni, è intervenuto il vicepresidente della Regione Umbria, Tommaso Bori, che ha ricordato come si sia partiti da «un partito in macerie» per arrivare a «una coalizione solida, con un progetto chiaro e una direzione precisa». «Abbiamo scelto le persone giuste per le candidature – ha detto – non le più comode».
Nicola Zingaretti ha chiuso con un messaggio di speranza e consapevolezza: «L’Umbria è un modello per tutta Italia, perché non è solo questione di numeri o alleanze, ma di passione, cultura politica, partecipazione popolare e identità comune. Qui si è sperimentata la vittoria delle alleanze larghe, ma anche di un’idea di futuro per il territorio, che ora si vede concretamente». Ha aggiunto: «In Umbria sono tornate buone amministrazioni, un orizzonte di speranza, e si torna a discutere non solo delle sconfitte, ma soprattutto delle ragioni delle vittorie. Il vero nemico che dobbiamo battere in questa tornata elettorale è l’astensionismo, la sfiducia che impedisce alle persone di credere che la partecipazione possa cambiare le cose».
Riflettendo sugli ultimi movimenti di piazza, Zingaretti ha sottolineato che «sono segnali bellissimi: l’Italia non è indifferente, e nemmeno i giovani. Citando Gramsci, è importante riconoscere che, pur condannando gli estremismi, molti di questi movimenti nascono da un senso di rabbia contro l’ingiustizia e la sopraffazione, sentimenti che rappresentano un valore positivo per la democrazia». Infine, sul governo locale guidato da Stefania Proietti e Vittoria Ferdinandi, Zingaretti ha espresso apprezzamento: «Da ex presidente del Lazio, vedo che l’Umbria ha riacceso i motori. Negli anni passati era un modello, poi è caduta nel nulla, ma ora è tornata e questo farà bene all’Italia».

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