Water Way Marmore, Melasecche incalza la Regione

Water Way Marmore, Melasecche incalza la Regione

Interrogazione alla Giunta: progetto fermo da 25 anni

Riportare al centro dell’agenda regionale un progetto considerato strategico per il rilancio turistico e ambientale del territorio ternano. È questo l’obiettivo dell’interrogazione depositata dal capogruppo della Lega in Consiglio regionale, Enrico Melasecche, che chiede alla Giunta Umbria di chiarire se esista una reale volontà politica di riattivare il progetto “Water Way” alla Cascata delle Marmore, rimasto per oltre venticinque anni in una fase di sostanziale stallo.

Secondo Melasecche, si tratta di un’opera innovativa e sostenibile, capace di produrre ricadute strutturali sul sistema turistico dell’Umbria meridionale. Il consigliere ricorda come l’idea nasca alla fine degli anni Novanta, quando, da vicesindaco di Terni, seguì la realizzazione del parco naturalistico della Cascata, trasformando un’area fino ad allora libera e degradata in un sito organizzato e regolamentato, oggi in grado di registrare oltre mezzo milione di visitatori l’anno.

In quel contesto, spiega Melasecche, la Regione Umbria era impegnata in interventi di consolidamento delle pareti rocciose e si aprì l’opportunità di affiancare a tali lavori un progetto tecnologicamente avanzato: un ascensore panoramico, ideato da un’impresa locale specializzata, che aveva già ottenuto il parere favorevole della Soprintendenza. L’iniziativa non si arrestò per motivi tecnici o autorizzativi, ma esclusivamente per la mancanza di risorse finanziarie.

Il tema è tornato d’attualità nel 2018, quando Melasecche, allora assessore comunale all’Urbanistica, ricevette una proposta di project financing che ampliava l’idea originaria, inserendola in un disegno più complesso: la creazione della “Water Way”, una vera e propria via dell’acqua. Il progetto prevede la risalita in ascensore nell’area di Campacci, la discesa fino al punto in cui il Velino si immette nel Nera formando il salto della Cascata e, da lì, la navigazione con battelli elettrici lungo il canale del Drizzagno fino al lago di Piediluco, con possibilità di estensione del percorso verso il territorio reatino.

Un collegamento stabile tra Cascata delle Marmore e Piediluco, sottolinea il capogruppo leghista, rappresenterebbe un cambio di passo per un’area caratterizzata da un turismo prevalentemente di breve durata. L’obiettivo è trasformare una visita di poche ore in un’esperienza articolata e di qualità, capace di generare maggiore permanenza, nuove opportunità occupazionali e un ritorno economico più consistente.

Nell’interrogazione si richiama anche la disponibilità manifestata in passato dalla Fondazione Carit a sostenere sia la progettazione esecutiva sia il finanziamento dell’opera, ipotizzando la realizzazione di un ascensore in acciaio e vetro a geometria variabile. Una disponibilità che, secondo Melasecche, andrebbe oggi verificata e rilanciata, coinvolgendo istituzioni e associazioni locali in un gruppo di lavoro dedicato.

Il progetto, evidenzia ancora, si inserirebbe in un contesto già arricchito da interventi infrastrutturali e culturali: dal completamento della superstrada Terni–Rieti alla riqualificazione del centro di canottaggio di Piediluco, fino alle iniziative museali e culturali dell’area di Campacci. Non ultimo l’aspetto ambientale, con la riduzione del traffico veicolare e delle navette nei giorni di massimo afflusso, oggi fonte di congestione e impatto paesaggistico.

Con l’interrogazione, Melasecche chiede alla Giunta regionale una presa di posizione netta. Il progetto Water Way, conclude, non è un’ipotesi astratta, ma un intervento già pensato e studiato, che attende una decisione politica chiara sul futuro del territorio.

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