Vicenda Treofan rappresenta il banco di prova della politica umbra

 
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Vicenda Treofan rappresenta il banco di prova della politica umbra

Vicenda Treofan rappresenta il banco di prova della politica umbra

«Oggi ho inviato questa lettera aperta alla Giunta regionale in merito alla odissea del polo chimico Treofan, che è molto più di una singola crisi aziendale, ma una battaglia sul futuro economico dell’Umbria che soltanto uniti possiamo vincere. La vicenda Treofan non riguarda infatti “soltanto” i circa 150 lavoratori dell’azienda e le loro famiglie, ma rappresenta anche il “banco di prova” di quella che sarà la reazione della politica e della società umbra per eventuali future crisi aziendali». Lo scrive nella sua lettera aperta alla Giunta regionale dell’Umbria il consigliere del gruppo misto, Vincenzo Bianconi.

Una battaglia fondamentale di tutta l’Umbria, per i diritti e il futuro di migliaia di lavoratori e imprenditori dell’indotto di grandi gruppi industriali.
Vincenzo Bianconi
Vincenzo Bianconi

«Apprezzo molto lo sforzo unitario che tutte le forze politiche stanno portando avanti in questi giorni difficili per cercare di risolvere tale crisi aziendale, superando finalmente miopi opportunismi politici e ipocrite logiche di partito. Gli incontri congiunti dei parlamentari umbri appartenenti a diverse forze politiche che si sono tenuti in questi giorni rappresentano un primo passo positivo. Sono convinto che questa fase serve lealtà, maturità, responsabilità e unità da parte di tutti per combattere questa fondamentale battaglia comune», aggiunge ancora.

Come rappresentante dell’opposizione ribadisco che mi impegno a continuare a sollecitare con forza il Ministero dello Sviluppo Economico e l’intero Governo affinché continui ad attenzionare tale vicenda, cercando di risolverla con decisione, utilizzando tutti i possibili mezzi legali di pressione per pretendere correttezza e responsabilità da parte della proprietà aziendale.
Vincenzo Bianconi
Chiedo tuttavia che anche la Giunta regionale non si limiti a sollecitare un intervento del MISE, ma si attivi immediatamente, per quanto di propria competenza, con tutte le iniziative ritenute utili nei confronti dell’azienda stessa, in modo complementare rispetto al Governo.

«Sono convinto – afferma infine Bianconi – che serva il contributo di ogni consigliere comunale, regionale, assessore e parlamentare di maggioranza o di opposizione. Credo che soltanto una costante e ampia pressione sulla proprietà aziendale, proveniente da differenti attori istituzionali, possa dimostrare che vi è compattezza e determinazione nella difesa dei legittimi interessi dell’Umbria».

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