Vertenza Treofan Terni, mettere in campo ogni azione per salvare azienda

 
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Jindal annuncia chiusura dello stabilimento Treofan di Terni

Vertenza Treofan Terni, mettere in campo ogni azione per salvare azienda

Mettere in campo ogni azione possibile, anche di carattere legale, per scongiurare la chiusura di un’azienda strategica non solo a livello regionale, ma nazionale. Tutte le istituzioni intervengano per modificare il mandato del Commissario liquidatore prevedendo la cessione dello stabilimento. La vicenda Treofan apre uno scenario preoccupante per l’intero polo chimico di Terni. Sono alcuni, tra i passaggi principali delle audizioni di stamani in Seconda Commissione, presieduta da Valerio Mancini, emersi dagli interventi di alcuni rappresentanti sindacali e dall’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni in merito alla situazione dell’azienda Treofan di Terni.

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Fioroni, intervenuto in apertura della riunione, ha sottolineato che quella di “Treofan è una vicenda che vede una forte e costante collaborazione istituzionale tra Regione e Ministero, oltre allo stesso Comune di Terni, e rappresenta una buona pagina di politica che sta cercando una strategia comune fuori da ogni scontro politico”.

All’audizione era prevista la presenza del sottosegretario al Mise Alessandra Todde che però è stata trattenuta su un altro tavolo nazionale, ma in una interlocuzione con lo stesso assessore Fioroni, la rappresentante del Mise ha tenuto a sottolineare, in proposito, il suo pieno sostegno alla linea della Regione e di seguire la vicenda con grande attenzione.

L’assessore FIORONI ha detto che “con Treofan siamo di fronte ad una situazione anomala, con scarso rispetto della proprietà nei confronti delle istituzioni italiane che ci ha portato, anche insieme al Ministero, ad intraprendere una dura strategia di condotta. Faticosamente, lo scorso 10 agosto, si era raggiunto un accordo per dare una continuità aziendale, dopo sei mesi di trattative e tavoli e con una difficile interlocuzione con la proprietà indiana che non è stata mai presente al tavolo. Solo pochi mesi dopo, l’azienda, attraverso l’Amministratore tedesco, al Mise, dichiarava che, essendoci stata una trimestrale negativa si era deciso per la chiusura dell’azienda. Questo non è accettabile poiché un’azienda che ha preso soldi statali (finanziamento impianto di Brindisi) possa chiudere e mettere sulla strada 150 famiglie soltanto perché una trimestrale era risultata ‘rossa’.

Si tratta di una presa in giro soprattutto verso il Governo italiano e verso la Regione che aveva messo a disposizione le risorse dell’area di crisi complessa e strumenti per la riqualificazione energetica dello stabilimento. La vicenda Treofan apre uno scenario preoccupante per l’intero polo chimico di Terni. Rispetto alla vicenda Treofan abbiamo comunque ‘armi’ importanti, poiché l’accordo che ha portato ad ottenere risorse comunitarie dal Governo italiano prevedeva che in ambito comunitario, chiunque ricevesse fondi assumesse l’impegno a non chiudere stabilimenti all’interno dell’UE almeno fino alla fine del 2021.

Va dunque chiarito se durante questo periodo ci siano state modalità di trasferimenti di ordini diretti allo stabilimento di Terni verso lo stabilimento belga, oppure verso Brindisi. Al Ministero abbiamo segnalato una serie di anomalie. Una delle linee suggerite al Ministero è stata di attivare ovviamente tutti gli strumenti legali a disposizione.

Abbiamo anche suggerito al Ministero, nell’interfaccia con il Commissario, di attivare una moral suasion nei confronti di alcuni clienti in Italia di Jindal, ma anche a livello internazionale. Il Commissario liquidatore ha il mandato, da parte dell’azienda, di far partire le lettere di licenziamento, noi dobbiamo fare il possibile per salvare i posti di lavoro e quindi il sito produttivo di Treofan, magari facendolo confluire in un percorso che dia continuità industriale. Come Regione stiamo cercando una interazione con altre aziende del polo chimico per rimarcare che in questo contesto vogliamo mettere in piedi una visione forte. Dobbiamo predisporre una cabina di regia, oggi inesistente. Il polo chimico di Terni rappresenterà la principale sfida industriale del mio assessorato”.

Fabrizio FRAMARINI (Femca-Cisl): “L’attenzione su questa vertenza deve rimanere altissima. Dobbiamo mettere in campo subito tutte le azioni disponibili. Bene la moral suasion, ma le istituzioni devono mettere a disposizione gli studi legali, perché non è più una vertenza sindacale, ma di una multinazionale che ha mancato di rispetto non soltanto ai lavoratori, ma alle istituzioni umbre, nazionali ed anche europee”.

Marianna FORMICA (Filtem-Cgil): “Vertenza da gestire in maniera unitaria portando avanti le prerogative non solo del sindacato, ma anche di tutte le Istituzioni. Va sottolineato che per la chiusura dello stabilimento e la sua bonifica Jindal avrebbe costi elevati. Bisogna agire a step. Abbiamo l’assoluta necessità di intervenire su Jindal per cercare di modificare il mandato del liquidatore prendendo in considerazione la cessione dello stabilimento. Per questo sarebbe auspicabile l’intervento del Governo italiano, ma anche a livello europeo”.

Doriana GRAMACCIONI (Uiltec Umbria): “Siamo di fronte ad un liquidatore che ha chiarito il suo mandato: liquidare l’azienda. Nel momento in cui la procedura di liquidazione avrà inizio ci sono 75 giorni di tempo, poi cominceranno ad arrivare le lettere di licenziamento, dopo di che c’è solo la Naspi e non c’è più possibilità per i lavoratori di avere la cassa integrazione anche nell’eventualità che ci fosse un acquirente. Ci sono una serie di condizioni che potrebbero permetterci di considerare non valida la procedura. Ma bisogna arrivare ai fatti. Questa fase deve essere assolutamente velocizzata. Se il mandato del liquidatore non viene cambiato la situazione diventa drammatica. Il futuro della regione passa per il polo chimico di Terni”.

Diego MATTIOLI (Ugl chimici Terni): “L’articolo 43 della Costituzione parla di strategicità di aziende, di interesse nazionale. Nel periodo di Covid in Treofan abbiamo lavorato facendo anche orari ‘straordinari’, quindi siamo strategici e necessari per la Nazione e visto che siamo in mezzo ad una seconda pandemia potrebbero esserci tutti canoni per utilizzare questo articolo della Costituzione. È auspicabile che le istituzioni ci mettano a disposizione l’assistenza legale perché potremo partire direttamente anche noi lavoratori per agire contro la decisione dell’azienda.

Dobbiamo fare in ogni modo per salvare il lavoro, attualmente, a 150 famiglie, ma in prospettiva a molte di più occupate nel polo chimico”. A margine dell’audizione sono intervenuti anche alcuni consiglieri:

Daniele CARISSIMI (Lega) ha rimarcato, tra l’altro, la “necessità di intervenire con urgenza sulle problematiche del polo chimico di Terni. Treofan ha sempre avuto una produzione di qualità apprezzata dal mercato e questa potrebbe essere una condizione favorevole per trovare acquirenti. Sono necessarie procedure giuridiche e non solo politiche. Bene la prospettiva green per il polo sottolineata dall’Assessore. La chiusura di Treofan indebolirebbe l’intero polo chimico di Terni”.

Fabio PAPARELLI (Pd) “la nostra collaborazione su questa vicenda è piena e totale. Ricordo che per questa parte dell’Umbria nel febbraio 2018 è stato siglato un accordo-programma con il Mise, da Comune e Regione che si chiama ‘Area di crisi complessa’. Si tratta di risorse per la riqualificazione del comparto siderurgico e di quello chimico. Sul tavolo va messo anche questo importante strumento. Bisogna fare il possibile per riappropriarsi del marchio Treofan e metterlo sul mercato. Propongo di approfondire ulteriormente la questione con il Sottosegretario Alessandra Todde che sta seguendo la vicenda”.

Thomas DE LUCA (M5S): “Oggi più che mai serve un lavoro di squadra interistituzionale che ponga ognuno nei rispettivi ruoli di responsabilità affinché si possa creare una moral suasion intorno all’azienda per una transizione verso una nuova soluzione. Ci sono margini per intervenire in tal senso ed il Governo sta facendo il possibile. Per il polo chimico di Terni va previsto un rilancio che non può prescindere dalla prospettiva della chimica verde”.

Vincenzo BIANCONI (Misto): “Il Governo e la Regione credo abbiano fatto il possibile e continueranno a farlo, ma oggi entriamo in un’altra fase nella quale va fatto il possibile per liberare Treofan da Jindal e metterla sul mercato nella maniera più veloce possibile”.

Daniele NICCHI (Lega): “Condivido la linea dell’assessore Fioroni rispetto alla messa in atto di una linea dura. Necessaria un’azione parallela da dividere tra la linea legale e la possibilità di cessione di Treofan, magari agli stessi lavoratori, cambiando ovviamente il mandato del liquidatore”. Il presidente Mancini, nel ribadire l’impegno a seguire attentamente la situazione, di concerto con gli altri componenti della Commissione, ha previsto un tavolo informale di ulteriore approfondimento insieme ai rappresentanti sindacali, che si terrà la prossima settimana a Terni. L’incontro sarà propedeutico ad una proposta di risoluzione unitaria che la Commissione predisporrà e da presentare successivamente in Aula.

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