Verso tagli agli stipendi dei consiglieri regionali dell’Umbria

Indennità oltre gli 11mila euro: la proposta in Aula

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Indennità oltre gli 11mila euro: la proposta in Aula

Verso tagli agli stipendi – La presidente dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, Sarah Bistocchi, punterebbe a introdurre rapidamente una riduzione delle indennità per i consiglieri regionali. La decisione, che non richiede modifiche normative ma solo una delibera dell’Ufficio di presidenza di Palazzo Cesaroni, potrebbe arrivare entro poche settimane.

L’obiettivo è mandare un segnale politico in un contesto economico critico, come scrive Federico Fabrizi su il Messaggero del primo di aprile, in cui si prevede un aumento delle imposte regionali per sanare il disavanzo della sanità pubblica. Pur avendo un impatto economico contenuto sull’insieme della manovra, la riduzione degli stipendi sarebbe considerata un gesto simbolico da parte delle istituzioni umbre.

Attualmente, secondo i dati ufficiali pubblicati nel sito dell’Assemblea legislativa, ciascun consigliere percepisce oltre 11.000 euro lordi al mese. La cifra è composta da tre voci principali:

  • Indennità di carica: 6.600 euro lordi

  • Indennità di funzione: circa 1.500 euro

  • Rimborso per l’esercizio del mandato: variabile, ma mediamente 3.000 euro

Sommando questi importi, lo stipendio lordo mensile supera la soglia degli 11.000 euro. La proposta avanzata mira a tagliare la componente collegata all’attività istituzionale, in particolare l’indennità legata al mandato.

Nel frattempo, si entra nel vivo della trattativa tra Regione Umbria e Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF).

La manovra delineata dalla giunta regionale e già approvata in I Commissione prevede un’operazione da 89,6 milioni di euro, necessaria a coprire un disavanzo sanitario di 90 milioni e una richiesta di compartecipazione alla spesa pubblica da 5,49 milioni avanzata dallo Stato.

Il “paracadute” su cui si gioca la trattativa con il governo è proprio questo disegno di legge regionale, finalizzato a contenere l’impatto degli aumenti fiscali. Il mandato politico affidato alla Donetti è chiaro: convincere i tecnici del MEF che l’Umbria ha messo in campo misure credibili per ridurre il peso della manovra e chiedere flessibilità.

La speranza di Palazzo Donini è ottenere un margine di manovra di circa 20 milioni di euro, riducendo quindi l’impatto della manovra fiscale sui cittadini. Le opzioni sul tavolo sono due:

  • Pay-back farmaceutico: rimborso da parte delle aziende fornitrici di farmaci e dispositivi in caso di sforamento dei tetti di spesa. Una strada difficile, dato che spesso le aziende si oppongono e le Regioni faticano a incassare.

  • Fondo di dotazione delle aziende sanitarie: riguarda la consistenza patrimoniale e finanziaria delle ASL umbre, ridottasi negli ultimi anni. Il MEF chiede di reintegrarlo. Se il governo accettasse un rientro dilazionato nel tempo, il bilancio della sanità regionale potrebbe alleggerirsi.

A Perugia, si attende ora l’esito dell’incontro tra i tecnici umbri e il ministero. Parallelamente, la presidente Bistocchi prosegue nel suo intento di portare avanti il taglio degli stipendi dei consiglieri, considerato un atto di responsabilità da parte della politica locale.

Nel merito, è probabile che i tagli riguardino in primis l’indennità di mandato, che è tra le voci meno vincolanti e più facilmente modificabili. Non è escluso che vengano introdotti criteri legati alla partecipazione effettiva alle sedute, premiando chi svolge regolarmente le proprie funzioni e penalizzando le assenze ingiustificate.

In questo scenario di difficoltà per i conti pubblici umbri, ogni misura che possa contenere la spesa o migliorarne la percezione assume una rilevanza strategica. Il taglio delle indennità, seppur marginale sul piano finanziario, potrebbe rappresentare un passo verso una maggiore sobrietà istituzionale, in linea con le richieste di trasparenza e rigore avanzate da cittadini e categorie sociali.

La proposta troverà spazio già nei prossimi giorni nei lavori dell’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa, dove si cercherà un accordo politico trasversale per approvare la riduzione.

Se confermata, la misura renderebbe l’Umbria tra le prime regioni italiane a intervenire con un atto concreto sugli emolumenti dei propri rappresentanti, in un momento in cui si chiede ai cittadini nuovi sacrifici economici.

1 Commento

  1. Il taglio allo stipendio dei Consiglieri – e aggiungerei anche degli Assessori – è un intervento giusto, sia perchè sono compensi troppo alti, sia perchè non sarebbe eticamente corretto chiedere sacrifici solo ai Cittadini e non a coloro che godono di compensi molto elevati. Quanti Consiglieri e/o Assessori riuscirebbero a percepire quei compensi facendo un’attività privata oppure lavorando come dipendente? Tant’è che in occasione delle elezioni (sia amministrative, che politiche o europee) si assiste ad una competizione anche molto dura per essere eletto.

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